Manifesto

Oggi (19 dicembre 2008) il quotidiano il manifesto costa 50 euro “per continuare a uscire”.

Io l’ho comprato, come quasi tutti i giorni da quel 28 aprile 1971, anche se un po’ stanco dopo quasi 40 anni di crisi editoriali e sottoscrizioni. E aggiungo di mio qualche contributo semiserio.

Quello che segue è il punto di vista di Giovanni De Mauro, da Internazionale del 19 dicembre 2008.

Giornalisti/3

Chiede un lettore: dal Manifesto a Primorski, quotidiano della minoranza slovena di Trieste, come farebbero i piccoli giornali a sopravvivere senza l’aiuto dello stato? In realtà un modo c’è. In tutti i paesi europei esiste un tetto massimo alla raccolta pubblicitaria delle televisioni. E la pubblicità che non riesce ad andare in tv, finisce sugli altri mezzi: la radio, internet e i giornali. È un sistema trasparente e condiviso che regola il mercato, libera risorse e contribuisce al pluralismo dell’informazione. Senza toccare i soldi dei contribuenti. Questo limite alla raccolta pubblicitaria, fissato da direttive europee, vale naturalmente anche per l’Italia. E naturalmente in Italia non viene applicato. O meglio: nessuno si preoccupa di farlo rispettare. Perché siamo il paese di Berlusconi. E perché, attraverso il finanziamento pubblico, la politica ha interesse a mantenere un controllo sui giornali. Ma è proprio questa la battaglia che tutti i giornali dovrebbero combattere. A cominciare dai più piccoli.

Quella che segue, invece, è la canzone che Paolo Pietrangeli dedicò al Manifesto (gruppo, non quotidiano) dopo l’allontanamento da Potere operaio, Lotta continua e dalle frange più radicali del movimento (divorzio che, se non ricordo male, si consumò nei giorni precedenti la manifestazione milanese dell’11 marzo 1972, quella dell’assalto al Corriere della sera e di Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio).

Nel video la canzone comincia a 5’22”.

Manifesto manifesto
manifesto per le strade
manifesto molto spesso
anche in piccole contrade.

Manifesto manifesto
meglio dir manifestavo
io son diventato bravo
e non manifesto più.

Che io sia partito un giorno
certo questo vuol dir molto
anche se non è risolto
dove noi si stia ad andar.

Conducente, scusi tanto,
dove andiamo, lei sa il nome?
Non lo so, ma è una frazione
di un comune non lontan.

Manifesto manifesto
manifesto per le strade
manifesto molto spesso
anche in piccole contrade

Manifesto manifesto
meglio dir manifestavo
io son diventato bravo
e non manifesto più

Manifesto
Manifesto
Manifesto

A margine del film di Bellocchio: nella sequenza iniziale della manifestazione della “Maggioranza silenziosa” tenutasi lo stesso 11 marzo a Piazzza Castello a Milano – un documentario, non una ricostruzione – l’oratore è il giovane Ignazio La Russa.

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