La città nuda

La città nuda (The Naked City), 1948, di Jules Dassin, con Barry Fitzgerald, Howard Duff, Dorothy Hart e Don Taylor.

Un noir sui generis, dalla trama piuttosto debole, ma girato con un occhio alla lezione del neo-realismo italiano e uno al documentario. Il film – fatto inconsueto per l’epoca – è stato girato prevalentemente on location, non solo negli esterni, ma anche negli appartamenti newyorkesi. Straordinari i protagonisti (soprattutto, direi, Barry Fitzgerald nella parte del sornione Detective Muldoon) e i caratteristi. Doppiato da alcuni grandi attori italiani (Alberto Sordi e Paolo Stoppa, tra gli altri). Gli aspetti documentaristici sono sottolineati dal commento fuori campo del produttore, Mark Hellinger (“There are eight million stories in the naked city. This has been one of them.”).

Rappresenta per me la quintessenza della New York immaginata nell’adolescenza, strade sporche, città immensa e affollata, il ponte di Brooklin. Protagonista indiscusso della scena finale è il Williamsburg Bridge  (non guardate la scena che segue se non volete rovinarvi il film – disponibile in 10 parti su YouTube).

Jules Dassin, il regista, nato nel Connecticut da un barbiere ebreo di origini russe, incappò nelle purghe di McCarthy (fu denunciato come comunista da Edward Dmytryk) e dovette fuggire in Francia. Soltanto nel 1955 potè tornare a dirigere e il suo primo film francese (Rififi) ebbe un successo straordinario e fu salutato da François Truffaut come il miglior noir di tutti i tempi. Dopo il matrimonio con Melina Mercouri (che aveva conosciuto nel 1966 a Cannes), Dassin si trasferì in Grecia. Morto ad Atene il 31 marzo 2008, a 96 anni compiuti.

Joe Dassin, nato dal suo primo matrimonio, è stato un cantante famoso in Francia. Non vi dice niente? Dai, che questo ossessionante motivetto lo conoscete anche voi!

Due cortocircuiti per finire.

Il primo. Il film, forse con la mediazione della serie televisiva ispirata da questo (1958-2003), è alla base della scelta del nome di uno dei gruppi (un “progetto”, dicono quelli che se la tirano) di John Zorn. Qui la loro interpretazione del tema di Uno sparo nel buio di Henry Mancini.

Il secondo. The Naked City è anche il nome della mappa situazionista di Parigi disegnata da Guy Debord nel 1967 (per saperne di più, leggete qui).

Una Risposta to “La città nuda”

  1. wu ming Says:

    “Les Champs-Elysées”, Composed by Mike Deighan and Mike Wilsh, Lyrics by Mike Deighan, Performed by Joseph Dassin (as Joe Dassin) (imdb.com) nei titoli di coda di un film da non perdere “The darjeeling limited”: intelligente, demenziale e un’india non da iconografia.


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