La morte re mariteto

Sempre a Napoli, sempre in quegli anni. Una villanella del Cinquecento cantata da Patrizio Trampetti (Nuova compagnia di canto popolare). Si riconoscono anche le voci di Giovanni Mauriello e di Fausta Vetere e i plettri di Eugenio Bennato.

A morte re marìteto aspett’io
e no per altro no,
ma mi dubbito ca primma me mor’io
deh quánto sî bella tu

deh ca la vurria truvare
ma nunn a pozzo asciare
accussì bella cumme a tte.

E tutto u juorno stongo addenucchiáto
e no per altro no,
e che Dio me levi a nánze stu scurore
deh quánto sî bella tu.

deh ca la vurria truvare
ma nunn a pozzo asciare
accussì bella cumme a tte.

Pubblicato su Musica. 2 Comments »

2 Risposte to “La morte re mariteto”

  1. Il barbarico re Says:

    Eugenio Bennato non suonava la chitarra battente?
    La chitarra battente non si suona con il plettro. Col plettro si suona il mandolino e il liuto.
    Basta con queste inesattezze!

    • morgaine Says:

      Eugenio Bennato suona tutti gli strumenti a corde che ti vengono in mente, antichi e moderni, con plettro e senza plettro, più diverse altre cosucce, con talento e virtuosismo


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