Roma, lo spritz e la Lega

Pochi dubbi, direi, sui veri vincitori delle elezioni europee.

Già lunedì, scendendo dalla metro A a Termini, ho notato gli enormi cartelloni della pubblicità dell’Aperol (non mi sembra che ci fossero già da venerdì): “Roma è pronta per lo spritz! E tu?”

Non ho trovato le immagini della campagna. Accontentatevi dello spot televisivo dello scorso anno:

Per chi non sapesse che cos’è lo spritz (ma se non lo sapete vi perdete un piacere della vita), saccheggio wikipedia:

Lo spritz è un aperitivo alcolico i cui natali storici hanno radici ai tempi della amministrazione austroungarica nel Veneto, nel Friuli-Venezia Giulia e nell’Istria, in particolare nelle aree di Venezia, Trieste e Pola. Nella sua forma originaria era ottenuto dalla semplice mescolanza fra acqua e vino frizzante (in prevalenza bianco). Negli anni vi sono state apportate varie modifiche fino a renderlo un aperitivo. Viene tuttora comunemente consumato in tutto il Triveneto.

Le origini sono ignote, ma sembra che un ruolo non indifferente nella diffusione dello spritz l’abbiano avuta i soldati dell’Impero austriaco di stanza in quella che era stata la Repubblica Serenissima i quali, per stemperare l’elevata gradazione alcolica dei vini veneti, li avrebbero allungati con seltz; da qui si vuole l’origine del nome, che dovrebbe derivare dal verbo tedesco “spritzen”, che significa “spruzzare”, il gesto appunto di allungare il vino con l’acqua. Un’altra teoria racconta invece che il nome deriverebbe da un vino austriaco, più precisamente della regione di Wachau.

Non esiste una composizione univoca per lo spritz, ma varianti cittadine, a loro volta interpretate liberamente dai baristi, ognuno con una propria preparazione particolare. La gradazione alcolica è quindi variabile, ma si può valutare mediamente sugli 8°. Un comune denominatore tra le varianti esistenti è comunque la presenza di vino bianco secco e acqua minerale gassata o seltz (si può usare anche l’acqua tonica) che, quantitativamente, devono essere almeno al 40% e al 30%; il restante 30% viene completato dalle più svariate tipologie di bevande alcoliche, a volte anche mischiate, con la regola non scritta di preservare una colorazione rossa del cocktail.

Nei capoluoghi del Veneto lo spritz viene oggi preparato mescolando alla base di prosecco e seltz del Campari, dell’Aperol (in netta prevalenza), del Cynar o del Select (o altre varianti) e aggiungendo una fetta di limone, d’arancia o un’oliva e qualche cubetto di ghiaccio.

Negli anni successivi, il costume si sarebbe diffuso ad altre città, con l’introduzione progressiva di varianti che, come tocco di colore, prevedevano l’aggiunta di alcolici di colore rosso, quali l’Aperol, il Campari, Bitter e il Select (quasi esclusivamente, quest’ultimo, nella città di Venezia) o di colore nero come la China Martini e il Cynar. Nel corso degli anni, la bevanda si è rapidamente diffusa nelle altre città del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino, dell’Istria, ultimamente si trova tranquillamente in tutti i bar da Milano alla Riviera Romagnola.

In Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige lo spritz è un vero rituale popolare, che coinvolge fin dalla tarda mattinata giovani e anziani. Negli ultimi anni si è diffusa la moda di consumarlo come aperitivo, prima di cena. È senza dubbio l’aperitivo più consumato, diffuso e contestato, un tradizionale viatico per la socialità nonché un simbolo della frizzante atmosfera cittadina. Nelle osterie di campagna, come nei bar del centro, lo spritz è servito con gli immancabili cicchetti (stuzzichini), con prodotti soprattutto della zona – affettati, formaggi, verdure grigliate, pesce a seconda delle località – sono ben presentati nei banconi dei locali. Lo spritz fa parte ormai del costume di tutto il Triveneto. In Friuli specialmente nella provincia di Pordenone lo spritz con l’Aperol assume il nome di “Furlan” spesso servito con un’oliva all’interno. In Slovenia e Croazia, che conservano ancora molte tradizioni legate alla cultura veneta, l’aperitivo è chiamato Spritzen. Lo spritz come inteso nel Veneto (prosecco e Aperol), in Alto Adige viene servito sotto il nome di veneziano.

Curiosamente, per quanto fannulloni, nottambuli e perennemente in strada, i romani sono relativamente immuni al rituale dell’aperitivo (con qualche tendenza all’incremento negli ultimi anni, relativamente limitata alle aree più fighette e parioline): ma mi sembra che prevalga piuttosto il rituale del cappuccino e cornetto…

Ma chissà, forte dell’affermazione alle europee, forse la Lega riuscirà a conquistare Roma e le altre capitali europee alla spritz hour.

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