Carlotto-Videtta – Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara, Luz)

Leggevo proprio pochi giorni fa che Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, aveva attirato fin da bambino l’attenzione dei genitori e degli insegnanti per l’inesauribile curiosità e la capacità di concentrazione (tanto da sembrare distratto o assente): anche se io non ho fatto niente di importante (di pubblicamente importante, anche se ci sono cose che ho fatto che i miei cari e io riteniamo importanti per noi), almeno queste due sfaccettature della personalità Bezos e io le abbiamo in comune. Non so se è questo che mi fa cadere in tutte le trappole di marketing che Bezos e i suoi escogitano. Certo è che a volte mi chiedo se Amazon non sia, dopo il dentista, la mia più consistente voce di spesa.

wikimedia.org/wikipedia/commons

Una delle trappole in cui cado più spesso è la quotidiana offerta-lampo che Amazon dedica ai proprietari di Kindle. Il 26 novembre 2013 erano in offerta i primi 3 romanzi del ciclo delle vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta. Un amico (immediatamente consultato) ha speso su Carlotto parole lusinghiere ed eccoci qua (inutile dire che il quarto e conclusivo romanzo del ciclo l’ho dovuto acquistare a prezzo pieno).

Carlotto, Massimo e Marco Videtta (2013). Le Vendicatrici. Ksenia. Torino: Einaudi. 2013. ISBN 9788858408407. Pagine 317. 2,99 €

images-amazon.com

Il primo romanzo della serie è stato per me anche il primo incontro con Massimo Carlotto, autore di cui ignoravo tutto, e soprattutto la biografia (che trovate qui; Carlotto ha anche un suo sito, questo). Della storia del nostro francamente me ne infischio (come diceva quello) e mi sembra irrilevante ai fini della sua scrittura (se non forse per una certa competenza nella descrizione di certi ambienti e situazioni). Mi sono soltanto un po’ sorpreso di non avere mai prestato attenzione alla vicenda, dal momento che all’epoca dei fatti (come diceva quell’altro) ero un militante abbastanza attento alle disavventure (reali o montate ad arte dalla polizia e dai pubblici ministeri) degli altri militanti.

wikimedia.org/wikipedia/commons

Naturalmente, non vi posso dire molto: stiamo parlando di un noir con una buona dose di suspense e certo non vi farei un servizio se vi raccontassi troppo. Basti dire che la trama e l’ambientazione romana – che fissano il contesto anche delle puntate successive – sono ben costruite e ben caratterizzate e i personaggi sono abbastanza convincenti (una volta fatta la tara alle convenzioni del genere, per cui le donne sono sempre bellissime e, almeno in un caso, hardbody pressoché invincibili nel corpo a corpo, gli strozzini grassi e laidi e così via). Lo stile della scrittura non è memorabile e diventa stucchevole in certe descrizioni e del tutto insopportabile quando scade nel moralismo: ma il romanzo si lascia leggere con meno fastidio di quello che ho provato (per esempio) leggendo Philippe Georget (In autunno cova la vendetta).

L’unica annotazione che ho fatto fa riferimento a uno strafalcione degli autori. Alla posizione Kindle 1375 si parla di «premio dell’assicurazione» intendendo chiaramente il capitale: il premio, nonostante il nome possa trarre in inganno, è il costo sostenuto dall’assicurato e non quanto l’assicuratore si obbliga a pagare al verificarsi di un dato evento.

* * *

Carlotto, Massimo e Marco Videtta (2013). Le Vendicatrici. Eva. Torino: Einaudi. 2013. ISBN 9788858409664. Pagine 183. 2,99 €

images-amazon.com

Dei 4 che compongono la serie è quello che mi è piaciuto meno.

Curiosamente, la famiglia Mascherano, di origine rom, che gestisce il crimine organizzato dalla sua base all’Anagnina, è molto simile alla famiglia Anacleti che svolge il medesimo ruolo in Suburra di De Cataldo e Bonini: come è naturale, dal momento che le due finzioni parallele condividono il medesimo modello reale. Ma De Cataldo e Bonini sono scrittori che stanno a Carlotto e Videtta come una Mercedes Classe E sta a una Micra Cabrio…

* * *

Carlotto, Massimo e Marco Videtta (2013). Le Vendicatrici. Sara: Il prezzo della verità. Torino: Einaudi. 2013. ISBN 9788858411018. Pagine 188. 2,99 €

images-amazon.com

Questo, invece, dei quattro è quello che mi è piaciuto di più. Compatto e poco mieloso, come Sara, la sua protagonista. E anche meno condizionato dalle esigenze della serialità (che costringono a fare il riassunto delle puntate precedenti, come nelle opere di Wagner e nei romanzi d’appendice): la storia è un lungo racconto, collocato temporalmente alla fine del secondo episodio per spiegare la trasformazione di Sara tra il primo e il secondo, che però narra fatti accaduti durante molti anni, per lo più prima dell’inizio della serie.

Tutto considerato, Sara avrebbe potuto funzionare anche al di fuori del ciclo. E il copyright – che fa riferimento al 2009 invece che al 2013 – potrebbe far pensare a una sua genesi indipendente. Ma con ogni probabilità è soltanto un refuso.

Nonostante questo giudizio largamente positivo, ho 3 critiche da fare:

  1. Io, che come sapete non sono un gran lettore di gialli, avevo capito come sarebbe andata a finire ben prima della metà del romanzo. E questo mi sa che è un peccato mortale nella letteratura del genere.
  2. Non l’ho trovato scritto da nessuna parte, ma mi sento di sostenere che le gemelle identiche sono un trucco dozzinale, che dovrebbe essere vietato dalle regole del gioco.
  3. La sintassi è a tratti periclitante. Un esempio per tutti: «Cioè, fino a quando non avrebbe distrutto la banda che aveva sequestrato e assassinato suo padre.» (pos. 843: ci sarebbe voluto un avesse al posto dell’avrebbe).

* * *

Carlotto, Massimo e Marco Videtta (2013). Le Vendicatrici. Luz: Solo per amore. Torino: Einaudi. 2013. ISBN 9788858411971. Pagine 173. 9,99 €

images-amazon.com

Già il sottotitolo fa capire il difetto peggiore di questa quarta puntata della serie: sdolcinato al punto da meritare il divieto del tuo dentista, e per di più con una vena moralizzatrice insopportabile.

Per di più, è con questo che scatta la trappola amazzonica (o einaudiana, non so bene): questo l’ho dovuto comprare a prezzo pieno.

Conclusione: ho letto la serie con divertimento, ma – con tutta la stima – non penso perderò altro tempo con Carlotto.

Pochi esempi della fastidiosa scrittura di questo romanzo:

Wilson era entrato di prepotenza nella sua vita, come un vento di maestrale che passa sotto un uscio sbarrato. [593: maddài, manco Harmony!]

Luz era come una macchina ferma a fari spenti davanti a un bivio in piena notte, e rischiava di essere travolta da un momento all’altro dal camion del destino. [678: pure peggio. E poi gli autori devono avere un’ossessione con il locus mogolicus del «guidare a fari spenti nella notte», dal momento che un personaggio secondario della serie, Giorgio Manfellotti, zoppica in conseguenza di un pauroso incidente d’auto sull’Argentario dovuto al desiderio di imitare Lucio Battisti]

[…] tratti somatici caucasici […] [1076: mi auguro che un commissario di PS italiano non si esprima in questo modo, che scimmiotta una locuzione statunitense, peraltro abbastanza insensata anche là]

[…] Non riesco a credere che si sia lordata le mani di sangue. [1102: è una frase di dialogo. Ma chi parla così? e, pertanto, chi scrive così? Suggerirei agli autori di rileggersi le regole di scrittura stilate dal compianto Elmore Leonard]

Una Risposta to “Carlotto-Videtta – Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara, Luz)”

  1. paola Says:

    certo che è scritto: 10. Non ci devono essere né fratelli gemelli né sosia, a meno che non siano stati presentati correttamente fin dall’inizio della storia. (decalogo di Knox)
    è uno tra gli espedienti banditi da S.S. Van Dine (venti regole per poter scrivere un buon romanzo poliziesco): “l colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: