4 passi natalizi

Neofita salutista, ho fatto una passeggiata nel piovigginoso crepuscolo milanese per smaltire gli eccessi natalizi.

Ho incontrato poche persone, come era da aspettarsi. Esperto in pattern recognition, le collocherei in 4 categorie principali:

  1. Salutisti inveterati: io sono un passeggiatore dilettante, i veri salutisti corrono sotto la pioggia in scarpette e pantaloncini, concedendosi soltanto una cuffia di lana o di pile calcata sugli occhi. Pericolosi, perché sbandano per la stanchezza e seguono traiettorie erratiche.
  2. Passeggiatori di cani, in proprio o per conto terzi. Ho incontrato anche una coppia che spingeva nella penombra e nella pioggia un passeggino incellofanato: outlier e outsider, direi.
  3. Extracomunitari estranei alle tradizioni natalizie: prevalentemente nordafricani e cinesi, nelle strade milanesi in cui mi sono spinto.
  4. Tabagisti inveterati conviventi con persone talmente intolleranti al loro vizio da proibire anche il balcone.

Un microcosmo di sfigati. Io passavo di lì per caso.

 

Tiresia e la sinestesia

Un tema che mi ha sempre affascinato è quello della sinestesia e un mito che mi ha sempre affascinato è quello di Tiresia. Ma a parte il fatto che fanno apparentemente rima (ma soltanto per chi non sa che l’accento cade diversamente) le due cose hanno ben poco in comune e quindi devo spiegare il nesso che ho trovato.

Ma andiamo in ordine perché c’è un groviglio o gnommero da dipanare, ed è opportuno farlo in modo più accorto di Tiresia. Cominciamo dal significato di sinestesia, dal Vocabolario Treccani:

  1. Nel linguaggio medico, termine abitualmente adoperato per designare il fenomeno psichico consistente nell’insorgenza di una sensazione (auditiva, visiva, ecc.) in concomitanza con una percezione di natura sensoriale diversa e, più in partic., nell’insorgenza di una immagine visiva in seguito a uno stimolo generalmente acustico (audizione colorata), ma anche tattile, dolorifico, termico; tale fenomeno può verificarsi sia in condizioni di normalità, specie nei soggetti giovani, sia sotto l’influsso di particolari sostanze tossiche (per es., la mescalina). Con lo stesso termine si indica anche un disturbo neurologico, dovuto a lesioni cerebrali o delle strutture nervose periferiche, consistente nella percezione di una stimolazione in una zona lontana dal punto ove questa viene esercitata.
  2. Nel linguaggio della stilistica e della semantica, particolare tipo di metafora per cui si uniscono in stretto rapporto due parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse (per es., silenzio verde nel sonetto «Il bove» di Carducci, colore squillante, voce calda); quando l’accostamento non è occasionale ma tende a ripetersi (per varie contingenze storico-culturali e stilistiche) può determinarsi un mutamento semantico, può nascere cioè una nuova accezione della parola (per es., il lat. clarus, etimologicamente appartenente alla sfera sensoriale auditiva, è passato alla sfera visiva, e tale è il suo valore fondamentale nel latino classico e nelle lingue romanze, nelle quali, a partire dal linguaggio musicale, ha nuovamente assunto una accezione acustica, come in suoni chiari, voce chiara).

Il mito di Tiresia è una storia più lunga, che si racconta in modi diversi da molto tempo. Per pura pigrizia (ho il sito Treccani aperto in una scheda del browser) cominciamo dalla sintesi che ne fa l’Enciclopedia Treccani:

Tiresia (gr. Τειρεσίας). Mitico indovino cieco, appartenente alla stirpe degli Sparti (i nati dalla terra, che si ritenevano i fondatori di Tebe). Compare già nell’Odissea, quando Ulisse, sceso nell’Ade, lo interroga e ne riceve profezie; ha inoltre ampia parte nella leggenda tebana. Secondo una tradizione, fu privato della vista da Era, perché, interrogato dalla dea, affermò che nel rapporto sessuale la donna gode di più; secondo altri, Atena lo avrebbe reso cieco perché vista da lui nuda al bagno. In entrambi i casi compenso per la perduta vista corporea sarebbe stata la facoltà divinatoria. Secondo un’altra versione, la cecità fu la punizione per il fatto che, come indovino, Tiresia rivelava i segreti degli dei. La sua morte è connessa con la presa di Tebe da parte degli Epigoni.

Recentemente (tutto è relativo: recentemente rispetto a Omero o a Ovidio) anche se forse non del tutto fedelmente l’ha raccontata Primo Levi nel suo La chiave a stella [Levi, Primo (1978). La chiave a stella. Torino: Einaudi. 1978. pp. 49-51]:

[…] non ho potuto resistere alla tentazione di raccontargli la storia di Tiresia.
Ha mostrato un certo disagio quando gli ho riferito che Giove e Giunone, oltre che coniugi, erano anche fratello e sorella, cosa su cui di solito a scuola non si insiste, ma che in quel ménage doveva pur avere una qualche importanza. Invece ha manifestato interesse quando gli ho accennato alla famosa disputa fra di loro, se i piaceri dell’amore e del sesso fossero più intensi per la donna o per l’uomo: stranamente, Giove attribuiva il primato alle donne, e Giunone agli uomini. Faussone ha interrotto:
«Appunto, è come dicevo prima: per decidere, ci voleva uno che avesse provato che effetto fa a essere uomo e anche a essere donna; ma uno così non c’è, anche se ogni tanto si legge sul giornale di quel capitano di marina che va a Casablanca a farsi fare l’operazione e poi compera quattro figli. Per me sono balle dei giornalisti».
«Probabile. Ma a quel tempo pare che l’arbitro ci fosse : era Tiresia, un sapiente di Tebe, in Grecia, a cui molti anni prima era successo un fatto strano. Era uomo, uomo come me e come lei, e una sera d’autunno, che io m’immagino umida e fosca come questa, attraversando una foresta, ha incontrato un groviglio di serpenti. Ha guardato meglio, e si è accorto che i serpenti erano solo due, ma molto lunghi e grossi: erano un maschio e una femmina (si vede che questo Tiresia era un bravo osservatore, perché a distinguere un pitone maschio da una femmina io non so proprio come si faccia, specialmente di sera, e se sono aggrovigliati, che non si vede dove finisce uno e dove incomincia l’altro), un maschio e una femmina che stavano facendo l’amore. Lui, o che fosse scandalizzato, o invidioso, o che semplicemente i due gli sbarrassero il cammino, aveva preso un bastone e aveva menato un colpo nel mucchio: bene, aveva provato un gran rimescolio, e da uomo si era ritrovato donna».
Faussone, a cui le nozioni di origine umanistica mettono addosso il morbino, mi ha detto sogghignando che una volta, e neanche tanto lontano dalla Grecia, cioè in Turchia, anche lui aveva incontrato in un bosco un groviglio di serpenti: ma non erano due, erano tanti, e non pitoni, ma biscie. Sembrava proprio che stessero facendo l’amore, alla sua maniera, tutti intortigliati, ma lui non aveva niente in contrario e li aveva lasciati stare: «però, adesso che la machiavella la so, quest’altra volta che mi capita quasi quasi provo anch’io».
«Dunque, questo Tiresia pare che sia rimasto donna per sette anni, e che anche come donna abbia fatto le sue prove, e che passati i sette anni abbia di nuovo incontrati i serpenti; questa volta, sapendo il trucco, la bastonata gliel’ha data a ragion veduta, e cioè per ritornare uomo. Si vede che, tutto compreso, lo riteneva più vantaggioso; tuttavia, in quell’arbitrato che le dicevo, ha dato ragione a Giove, non saprei dirle perché. Forse perché come donna si era trovato meglio, ma limitatamente alla faccenda del sesso e non per il resto, se no è chiaro che sarebbe rimasto donna, cioè non avrebbe dato la seconda bastonata; o forse perché pensava che a contraddire Giove non si sa mai cosa può succedere. Ma si era messo in un brutto guaio, perché Giunone si è offesa…»
«Eh già: fra moglie e marito…»
«…si è offesa e lo ha reso cieco, e Giove non ha potuto farci niente, perché pare che a quei tempi ci fosse questa regola, che i malanni che un dio combinava ai danni dei mortali, nessun altro dio, neppure Giove, li poteva cancellare. In mancanza di meglio, Giove gli ha concesso il dono di prevedere il futuro: ma, come si vede da questa storia, era troppo tardi».

Flickr / © Tutti i diritti riservati a svizzero (Vanni)

Con la maestria che già gli conosciamo, nel terzo libro delle sue Metamorfosi (sì, perché anche mutarsi di maschio in femmina, e viceversa, è pur sempre una metamorfosi), Ovidio la racconta così:

Dumque ea per terras fatali lege geruntur
tutaque bis geniti sunt incunabula Bacchi,
forte Iovem memorant diffusum nectare curas
seposuisse graves vacuaque agitasse remissos
cum Iunone iocos et ‘maior vestra profecto est,               320
quam quae contingit maribus’ dixisse ‘voluptas.’
illa negat. placuit quae sit sententia docti
quaerere Tiresiae: Venus huic erat utraque nota.
nam duo magnorum viridi coeuntia silva
corpora serpentum baculi violaverat ictu               325
deque viro factus (mirabile) femina septem
egerat autumnos; octavo rursus eosdem
vidit, et ‘est vestrae si tanta potentia plagae’
dixit, ‘ut auctoris sortem in contraria mutet,
nunc quoque vos feriam.’ percussis anguibus isdem               330
forma prior rediit, genetivaque venit imago.
arbiter hic igitur sumptus de lite iocosa
dicta Iovis firmat: gravius Saturnia iusto
nec pro materia fertur doluisse suique
iudicis aeterna damnavit lumina nocte;               335
at pater omnipotens (neque enim licet inrita cuiquam
facta dei fecisse deo) pro lumine adempto
scire futura dedit poenamque levavit honore.

E cioè, per tutti noi che non abbiamo mai studiato il latino, oppure l’abbiamo studiato e dimenticato, in traduzione italiana:

Mentre in terra avvenivano per volere del fato queste cose
e l’infanzia di Bacco, tornato a nascere, scorreva tranquilla,
si racconta che, reso espansivo dal nèttare, per caso Giove
bandisse i suoi assilli, mettendosi piacevolmente a scherzare
con la sorridente Giunone. “Il piacere che provate voi donne”, le disse,
“è certamente maggiore di quello che provano i maschi.”
Lei contesta. Decisero di sentire allora il parere
di Tiresia, che per pratica conosceva l’uno e l’altro amore.
Con un colpo di bastone aveva infatti interrotto
in una selva verdeggiante il connubio di due grossi serpenti,
e divenuto per miracolo da uomo femmina, rimase
tale per sette autunni. All’ottavo rivedendoli nuovamente:
“Se il colpirvi ha tanto potere di cambiare”, disse,
“nel suo contrario la natura di chi vi colpisce,
vi batterò ancora!”. E percossi un’altra volta quei serpenti,
gli tornò il primitivo aspetto, la figura con cui era nato.
E costui, scelto come arbitro in quella divertente contesa,
conferma la tesi di Giove. Più del giusto e del dovuto al caso,
a quanto si dice, s’impermalì la figlia di Saturno e gli occhi
di chi le aveva dato torto condannò a eterna tenebra.
Ma il padre onnipotente (giacché nessun dio può annullare
ciò che un altro dio ha fatto), in cambio della vista perduta,
gli diede scienza del futuro, alleviando la pena con l’onore.

Io, per parte mia, vi dico subito che alla storia di Giunone (era Era nell’era antico-greca) che s’impermalisce non ci ho mai creduto. Penso piuttosto che volesse tenere segreta la circostanza della maggiore intensità del piacere femminile nella specie umana, un po’ per la volontà di tenersi ben stretto un segreto in un campo (all’epoca uno dei pochi) in cui la superiorità femminile era consolidata anche se ignota, un po’ temendo – ben conoscendo i maschi umani e olimpici – che avrebbero ben presto abbandonato ogni occupazione produttiva per dedicarsi alla ricerca di serpenti in copula, alternativamente per abbeverarsi alla fonte di un piacere più intenso e poi per tornare ai privilegi maschili una volta soddisfatta la propria foia…

Il mito di Tiresia, piuttosto, testimonia della curiosità di mettersi nella pelle degli altri o delle altre anche nelle fantasie sessuali, oltre che nell’operare dei famosi neuroni-specchio. E poi lo sanno tutti che gli eccessi sessuali indeboliscono la vista.

Il segreto di Tiresia non è rimasto tale per sempre. La moderna fisiologia ha scoperto che l’orgasmo maschile dura tra i 3 e i 10″ (ma la mediana è molto più vicina ai 3″ che ai 10″), mentre quello femminile dura in media 20″: non lo dico io, lo dice Wikipedia con una sacco di bibliografia di corredo. Ma naturalmente, la durata dell’orgasmo non vuol dire niente – potrebbero continuare a discutere in eterno Zeus ed Era, che tanto sono immortali e del passare il tempo in dispute oziose non gliene frega niente – perché si deve prendere in considerazione il numero delle contrazioni pelviche e la loro frequenza (8–13 Hz, ci informa zelante Wikipedia), e anche la probabilità di raggiungere l’orgasmo durante la stimolazione sessuale (prossima a 1 nel maschio, più bassa nella femmina). Eccetera eccetera eccetera.

Il mio piccolo contributo (piccolo e rispettoso, per amor degli olimpici dei, che già ci vedo maluccio anche senza il loro intervento) è stimolato dall’incontro fortuito, nella mia rete neuronale, tra il ricordo d’un’antica partner che mi parlava della sensazione dell’allargarsi dello spazio che provava durante l’orgasmo e la scoperta, fatta alcuni giorni fa leggendo un bel libro sulla storia della lettura [Fischer, Steven Roger (2003). A History of Reading. London: Reaktion Books. 2012. pos. 5751], che “[f]or each male there are six female synæsthetes”. Si parla della lettura, ma quello che è vero potrebbe esserlo anche per il piacere sessuale,e aggiungere molte dimensioni percettive all’orgasmo femminile. Prosit.

* * *

In modo del tutto incongruo, mi permetto di segnalare – soprattutto a me stesso – 3 citazioni che mi sono ritrovato segnato sulla mia edizione de La chiave a stella, letta da me nel 1978.

[…] diceva che il pane del padrone ha sette croste, e che è meglio essere testa d’anguilla che coda di storione […] [p. 87]

Io sulle prime credevo che fosse una ragazza un po’ strana, perché non avevo esperienza e non sapevo che tutte le ragazze sono strane, o per un verso o per un altro, e se una non è strana vuol dire che è ancora più strana delle altre, appunto perché è fuori quota, non so se mi spiego. [p. 133]

[…] sembrava un gatto ramito, sì, uno di quei gatti che prendono il vizio di mangiar le lucertole, e allora non crescono, vengono malinconici, non si lustrano più il pelo, e invece di miagolare fanno hhhh. [pp. 143-144]

Sono passati 20 anni dal primo SMS

Tutti siamo soggetti a una distorsione temporale, per cui le tecnologie di successo, quelle che sono entrate nella nostra vita quotidiana, ci sembrano più antiche di quello che sono realmente. Accade così per il web, per la posta elettronica, per i telefoni cellulari. C’è addirittura chi ha scritto (Alan Kay) che la tecnologia è tutto ciò che è stato introdotto dopo la nostra nascita.

Il telefono cellulare, per esempio: ci sembra così primitivo che un tempo i telefoni connettessero i luoghi – la casa e l’ufficio – e non le persone. Si rispondeva: «Qui è casa Rossi», non «Sono Mario Rossi»; «Studio dell’avvocato Bianchi», non «Sono l’assistente dell’avvocato Bianchi». In Provaci ancora, Sam di Woody Allen (1972), il marito di Linda Christie (Diane Keaton), Dick (Tony Roberts), è un manager nevrotico che dovunque vada comunica il numero di telefono dove si trova – una gag oggi quasi incomprensibile:

Dick: I’ll be at 362-9296 for a while; then I’ll be at 648-0024 for about fifteen minutes; then I’ll be at 752-0420; and then I’ll be home, at 621-4598. Yeah, right George, bye-bye.
Linda: There’s a phone booth on the corner. You want me to run downstairs and get the number? You’ll be passing it.

E naturalmente, insieme ai telefoni cellulari – poco dopo, in realtà, perché la tecnologia analogica e-tacs non lo consentiva, e c’è voluto il GSM – sono arrivati gli SMS.

Il primo SMS , racconta smithsonian.org (The First Text Message, Sent Twenty Years Ago, Was ‘Merry Christmas’ | Smart News), fu inviato nel Regno Unito il 3 dicembre 1992 da Neil Papworth, un informatico, a Richard Jarvis, direttore di Vodafone. Era un messaggio natalizio di auguri. Papworth inviava da un PC; Jarvis ricevette su un portatile dell’epoca, l’Orbitel 901:

Orbitel 901

oebl.de

Secondo l’articolo dello Smithsonian, che cita diverse altre fonti come CNN e Chicago Tribune:

  • secondo Forrester Research, negli Stati uniti sono inviati ogni giorno 6 miliardi di SMS, ogni anno più di 2,2 milioni di milioni;
  • secondo Portio Research gli SMS inviati ogni anno nel mondo sono 8,6 milioni di milioni;
  • secondo uno studio di Experian, l’85% degli americani d’età compresa tra i 18 e i 24 anni si scambia SMS, in media 4.000 al mese; la quota scende all’80% per la classe 25-34 (ma soltanto 2.000 messaggi al mese). Per chi ha 55 anni o più la quota scende al 20% e gli SMS scambiati a 500 al mese;
  • potrebbe però essere questo l’anno di massimo, perché la crescita del traffico SMS è fortemente rallentata per effetto della concorrenza di iMessage e sistemi di messaggeria analoghi.

Per celebrare la ricorrenza, la BBC ha avuto la bella idea di intervistare un pioniere degli SMS, il finlandese Matti Makkonen. Naturalmente l’intervista è stata condotta scambiandosi SMS: Texting SMS pioneer Matti Makkonen 20 years on.

Perché i passerotti raccolgono i mozziconi di sigaretta

Un articolo pubblicato ieri (5 dicembre 2012) sulle Biology Letters della gloriosa Royal Society britannica getta nuova luce su un comportamento noto da tempo: passeri e fringuelli, uccelli onnipresenti nelle nostre città, raccolgono i mozziconi di sigarette, e per l’esattezza i filtri delle sigarette consumate, per estrarne la cellulosa e foderarne i nidi.

wikimedia.org/wikipedia/commons

Lo studio di Monserrat Suárez-Rodríguez, Isabel López-Rull e Constantino Macías Garcia del Dipartimento di ecologia evolutiva della Universidad Nacional Autónoma de México (si può gratuitamente scaricare il .pdf dell’articolo Incorporation of cigarette butts into nests reduces nest ectoparasite load in urban birds: new ingredients for an old recipe?) ipotizza che i filtri usati siano ricercati non soltanto per sfruttare le loro proprietà termiche per coibentare le pareti dei nidi, ma anche perché i residui della distillazione e combustione del tabacco di cui sono imbevuti agiscono come battericidi e antiparassitari e proteggono dunque le nidiate dalle infezioni e dai pidocchi. Qualche preoccupazione, però, per la presenza di sostanze tossiche …

La notizia l’ho trovata qui: Marlboro Chicks | The Scientist Magazine®.

Scientists have discovered what many ex-smokers already realized: that cigarettes are for the birds. And some birds are happy to take them. According to a study published today (December 5) in Biology Letters, two songbirds species—the house finch and house sparrow—regularly line their nests with the innards of discarded cigarette butts. Some birds collected upwards of 40 butts for a single nest. And the result of their ashtray-style abode: fewer mites and lice to pester their chicks.

È Kim Jong-Un l’uomo più sexy del mondo

The Onion, quotidiano e sito satirico statunitense, ha nominato Kim Jong-Un, leader della Repubblica Democratica Popolare di Corea, il più sexy uomo vivente, per la devastante bellezza, il viso tondo, il fascino da ragazzo, il fisico robusto: il sogno realizzato di ogni donna al mondo.

Guardare per convincersene.

Kim Jong-Un

onion.com

Il bello è che The People’s Daily, un quotidiano in lingua inglese pubblicato dal Governo cinese (il cui sito è al momento chiuso!), ha preso la notizia sul serio e ha immediatamente pubblicato uno special con 55 foto di Kim, per mostrare a tutti il suo lato «carino e coccoloso» (cute and cuddly).

North Korea

salon.com

Ecco l’articolo su The Onion (Kim Jong-Un Named The Onion’s Sexiest Man Alive For 2012 [UPDATE] | The Onion – America’s Finest News Source).

The Onion is proud to announce that North Korean supreme leader Kim Jong-un, 29, has officially been named the newspaper’s Sexiest Man Alive for the year 2012.

With his devastatingly handsome, round face, his boyish charm, and his strong, sturdy frame, this Pyongyang-bred heartthrob is every woman’s dream come true. Blessed with an air of power that masks an unmistakable cute, cuddly side, Kim made this newspaper’s editorial board swoon with his impeccable fashion sense, chic short hairstyle, and, of course, that famous smile.

“He has that rare ability to somehow be completely adorable and completely macho at the same time,” Onion Style and Entertainment editor Marissa Blake-Zweibel said. “And that’s the quality that makes him the sort of man women want, and men want to be. He’s a real hunk with real intensity who also knows how to cut loose and let his hair down.”

Added Blake-Zweibel, “Ri Sol-ju is one lucky lady, that’s for sure!”

With today’s announcement, Kim joins the ranks of The Onion’s prior “Sexiest Man Alive” winners, including:

2011: Bashar al-Assad

2010: Bernie Madoff

2009: Charles and David Koch (co-winners)

2008: Ted Kaczynski

2007: T. Herman Zweibel

The Onion’s commemorative “Sexiest Man Alive” issue will be available on newsstands everywhere this Friday and contains a full 16-page spread on Kim.

UPDATE: For more coverage on The Onion‘s Sexiest Man Alive 2012, Kim Jong-Un, please visit our friends at the People’s Daily in China, a proud Communist subsidiary of The Onion, Inc. Exemplary reportage, comrades.

Cecilia

Non voglio certo rubare il mestiere a Leonardo Tondelli, che tiene un post che parla di santi su Il Post, ma ho una passione per questa Cecilia: avrei voluto dare questo nome a mia figlia, se ne avessi avuto una, e da giovane ho passato il tempo a innamorarmi, non corrisposto, di qualche Cecilia.

Santa Cecilia, che si festeggia oggi, 22 novembre, e per la quale molti musicisti hanno composto opere, è diventata protettrice celeste della categoria per un errore di trascrizione. Scrive infatti Jacopo da Varazze (o Varàgine) nella sua Legenda Aurea (che qui trovate in versione integrale, anche se in latino: Santa Cecilia inizia a pagina 771):

[…] cantantibus organis illa in corde soli domino decantabat dicens: fiat, Domine, cor meum et corpus meum immacolatum, ut non confundar [… ] (mentre gli organi suonavano, ella cantava in cuor suo soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinché io non sia confusa [nel giorno del Giudizio]).

E così, mentre suona l’organo e lei, assorta, canta senza emettere suono le lodi del signore, la rappresenta anche l’iconografia;

Santa Cecilia

wikimedia.org/wikipedia/commons

Affascinante. Peccato che originariamente (pare) era scritto: candentibus organis (con strumenti di tortura arroventati. La santa, cioè, pregava in silenzio durante il martirio.

Noi festeggiamo, più laicamente, una Cecilia più allegra e meno prude, pronta a concedersi alle gioie della carne in questa vita, come la rappresentano Simon and Garfunkel in un gustoso quadretto anni Sessanta:

Oh Cecilia, you’re breaking my heart
You’re shaking my confidence daily
Oh, Cecilia, I’m down on my knees
I’m begging you please to come home

Oh Cecilia, you’re breaking my heart
You’re shaking my confidence daily
Oh, Cecilia, I’m down on my knees
I’m begging you please to come home
Come on home

Making love in the afternoon with Cecilia
Up in my bedroom (making love)
I got up to wash my face
When I come back to bed
Someone’s taken my place

Oh Cecilia, you’re breaking my heart
You’re shaking my confidence daily
Oh, Cecilia, I’m down on my knees
I’m begging you please to come home
Come on home

Jubilation, she loves me again,
I fall on the floor and I’m laughing,
Jubilation, she loves me again,
I fall on the floor and I’m laughing

Paul Simon (senza Garfunkel) al concerto al Central Park del 1991 in piena fase World Music:

Adesso che sono a fine post lo posso confessare, contando sul fatto che nessuno arriverà fin qui: questo post è dedicato a Cilla. Chi ha orecchie …

Si avvera il sogno della moglie di Lot

In occasione di un’esposizione ad Harajuku, in Giappone, tra il il 24 novembre 2012 e il 14 gennaio 2013 sarà possibile farci fotografare in 3D e portarci a casa la nostra bella statuetta. Solo su prenotazione.

Maggiori dettagli li trovate qui: World’s First 3D printing photo booth to open in Japan | KurzweilAI

The world’s first “3D printing photo booth” is set to open for a limited time at the exhibition space EYE OF GYRE in Harajuku, Japan, Spoon & Tamago reports.

From November 24 to January 14, 2013, people with reservations can go and have their portraits taken. Except, instead of a photograph, you’ll receive miniature replicas of yourselves.

3D

kurzweilai.net / Credit: Omote 3D

C’è vita nel tuo ombelico! E non solo il venerdì sera

Nonostante parole come onfaloscopia (la «pratica ascetica diffusa presso i mistici orientali, consistente nel meditare fissando il proprio ombelico.» secondo il Vocabolario Treccani), la contemplazione del proprio ombelico è considerata l’epitome della frivolezza e dell’accidia.

Navel Gazing

dailymail.co.uk / photonica

Non così per la scienza, per la quale nessun oggetto di studio è troppo umile e vacuo. La North Carolina State University e il Museo di scienze naturali della North Carolina hanno avviato un progettio sulla flora batterica dell’ombelico, coinvolgendo un piccolo esercito di volontari disposti a farsi infilare un cottonfioc nell’ombelico (senza ridere e senza arrossire, suppongo). Se volete visitare il loro sito, lo trovate qui.

Da pochi giorni, il team dell’Università statale della North Carolina ha pubblicato un articolo scientifico su PLOS ONE, un’importante rivista scientifica online: “A Jungle in There: Bacteria in Belly Buttons are Highly Diverse, but Predictable“. L’articolo può essere scaricato liberamente e gratis, ma se vi basta un rapido riassunto, ne trovate uno qui: Navel Bugs | The Scientist Magazine®.

A survey of the microbial life in 60 volunteer’s belly buttons has come up with more than 2,000 bacterial and archaeal species, most of which exist on only a fraction of the population, according to a report published this week (November 7) in PLOS ONE.

“[We] can now predict which bacteria tend to be frequent and common in belly buttons,” lead researcher Robert Dunn, of North Carolina State University said in an interview for a PLOS ONE blog. “Gender doesn’t seem to matter, nor does age, nor does innie/outie, nor does where you live now or where you were born.”

The team of researchers sequenced small fragments of each microbe’s genome to identify the diversity of microbes in each belly button. Each volunteer harbored an average of 67 different types of bacteria, and the vast majority of the 2,188 species found were only present in six or fewer belly buttons. One of the volunteers, Dunn said, had not bathed in years, which yielded a belly button sample that not only had bacteria present, but two species of archaea, which were rare in the study.

Dunn says that he and his team are continuing their navel research, next sampling 600 belly buttons, which could reveal more information about our personal germs.

Navel Bugs

the-scientist.com

6 cose da fare prima che il riscaldamento globale ci sommerga

Le ha proposte la rivista dello Smithsonian Institute il 20 settembre 2012: Six Things to Do and Places to See Before Climate Change Swamps the Party.

  1. Una passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia di Tuvalu (o di Kiribati, di Vanikoro, delle Florida Keys o delle isole del delta del Po, se è per quello). Ci si aspetta per il 2100 un innalzamento del livello del mare di almeno un metro.

    Kiribati

    wikimedia.org/wikipedia/commons

  2. Snorkeling sulla Grande barriera corallina. Secondo l’agenzia di stampa sull’ambiente Grist, nel 2011 il 20% delle barriere coralline del pianeta erano già morte, e il 75% di quelle superstiti in pericolo, per effetto dell’acidificazione delle acque degli oceani, un altro effetto dell’eccesso di anidride carbonica.

    Barriera corallina

    smithsonianmag.com / Scientists predict that 75 percent of the world’s coral reefs, like this dying clump of coral on a reef in Cuba, are threatened by sea temperature rise and ocean acidification. Photo courtesy of World Resources.

  3. Una buona bottiglia di vino californiano. Ce ne sono da 1000$, ma non dureranno a lungo: secondo il climatologo Gregory Jones un aumento delle temperature medie di 2 °C renderebbe, nel 2050, la Napa Valley inadatta alla viticoltura. Anche il Chianti, le Langhe e Bolgheri, temo. Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus. Prosit!

    Cabernet Sauvignon

    smithsonianmag.com / Fine wines—like inky, opulent Cabs that can cost $1,000 for a newly released bottle—may lose value as global warming bakes the Napa Valley of California. Photo courtesy of Flickr user naotakem.

  4. Una passeggiata nelle foreste delle Everglades, in Florida. È un po’ lo stesso discorso di Tuvalu, soltanto che qui stiamo parlando di un ambiente tropicale tuttora abbastanza intatto. Lo stesso pericolo incombe su tutte le terre basse costiere, dalla Zelanda, all’Olanda, al Belgio (non una gran perdita, direte voi; ma abitano lì alcuni miei cari amici, e non ci sono alligatori). E anche la piana di Grosseto tornerà a essere un golfo, come ai tempi dell’esilio della bella Lesbia amata da Catullo.

    Isola Clodia

    abbazie.com

  5. Vedere un orso bianco nel suo habitat. Quest’estate, l’estensione della calotta artica aveva una superficie pari alla metà di quella dell’estate di 40 anni fa (sì, quell’estate del 1972 in cui invece di andare alle Svalbard siete andati in campeggio in Calabria con Lotta Continua). E gli orsi bianchi dove vanno? come fanno a sopravvivere? si accoppiano con gli orsi bruni, un ibrido fertile, per fortuna (sempre che gli orsi bianchi si accoppino con le orse brune, e gli orsi bruni con le femmine bianche): la buona notizia è che sopravviveranno, la cattiva che diventeranno color caffelatte…

    Orso bianco

    smithsonianmag.com / If the polar bear fails to adapt to a world without ice, it may be doomed—or be forced to interbreed with brown bears. Photo courtesy of Flickr user adjacknow.

  6. Una pagaiata nei canali di Venezia. Non contateci, sul MOSE. Meglio affittarsi un kayak, ad esempio qui

    Kayak a Venezia

    smithsonianmag.com / Sea kayaking in Venice is one vacation idea that you’ll have plenty of time to realize. As waters rise, this city is simultaneously sinking. Photo courtesy of Flickr user ECV-OnTheRoad.

Anche le mosche migrano: da Schiphol ad Amburgo

L’aeroporto di Amburgo è bello, modernissimo e immacolato come ci si aspetta da un aeroporto tedesco.

Uno dei suoi punti di forza è la sua lounge, al terzo livello dell’area partenze.

Lounge

airport.de

Negli orinatoi degli uomini, puliti e sterili come una sala operatoria, compare – evidentemente migrata dall’aeroporto internazionale di Schiphol (Amsterdam) a bordo di un cargo – l’ormai celebre mosca di cui abbiamo parlato qui.

Fly

urinal.net