Ma dove passa il confine? (metadati 6)

Ne hanno parlato un po’ tutti i giornali. Io riprendo la notizia da tiscali. spettacoli:

“Non è tempo di grande equilibro nelle scuole di samba” commentava il giornale brasiliano O Globo all’indomani del grande carnevale di Rio De Janeiro dove, tra numeri sempre più elaborati di ballo e costumi incredibili, una procace moretta è riuscita a calamitare l’attenzione generale. Lei si chiama Viviane Castro, 25 anni, alta 1 metro e 68 per 60 chili di curve ben distribuite. Viviane ha deciso di mettersi in mostra a Rio contravvenendo all’unica regola ancora valida nel carnevale più pazzo del mondo: non sfilare completamente nudi.

Neanche quattro centimetri di tessuto – Coperta di piume, paillettes e con un copricapo da dea circense, Viviane Castro è finita immortalata da teleoperatori e reporter, le sue immagini hanno fatto il giro del mondo in un baleno. Completamente nuda, sfilava e ballava sorridente in barba al pudore e alle regole. A chi le ha fatto notare scandalizzato che il suo nudo era integrale, la modella brasiliana ha ribattuto divertita: “Non è vero che ero completamente nuda. Indossavo una copertura strategica di 3,5 centimetri”. Esatto, era applicata proprio dove sta pensando chi legge.

Nessun problema a mostrarsi – In Brasile la Castro non è certo nuova al nudo. Esistono numerose gallerie fotografiche che la ritraggono come mamma l’ha fatta e, forse, come la genitrice non avrebbe voluto che lei si facesse fotografare. Zero vergogna, un ottimo rapporto con il proprio corpo è una gran voglia di esibizionismo. Adesso tutto il mondo lo sa.

Che c’entra con i metadati? C’entra perché questo episodio curioso ci permette di riprendere la riflessione che stavamo facendo sulle classificazioni:

La classificazione non è per mettere ordine all’universo, è per mettere ordine alle nostre idee. […] Ciò che rende imbarazzante oggi la classificazione di Wilkins e il sistema decimale Dewey è che la nostra cultura, le nostre conoscenze e le nostre sensibilità oggi organizzano il sapere diversamente. Classificare non è uno sforzo inane, ma un’attività continua, dai risultati necessariamente provvisori.

La notiziola di Rio ci spinge a fare un’altra riflessione e a porci un’altra domanda. In questo caso, lo scopo della classificazione è abbastanza chiaro: una regola (probabilmente di tipo consuetudinario, ma questo non è importante) stabilisce che al carnevale di Rio non si può sfilare completamente nudi.

Facciamo un esperimento (un esperimento del pensiero, un Gedankenexperiment, come piaceva a Einstein). Riguardate la foto sopra. Secondo voi, è una donna nuda? Completamente nuda? Adesso pensate di essere un giudice di Rio, che deve giudicare le scuole di ballo ed eventualmente squalificare chi sfila completamente nudo. È  nuda? completamente nuda? Fa differenza sapere se ha un cache-sexe o no?

Per stabilire se la regola è rispettata o violata è necessario disporre di un criterio di decisione: quando la nudità è completa? La regola ci deve permettere di discriminare le persone vestite (anche soltanto parzialmente) da quelle nude. Nella maggior parte dei casi la scelta è agevole, ma poi abbiamo delle situazioni di frontiera. In prossimità della soglia, la regola di decisione diventa sempre più ambigua e più difficile da applicare.

Quando la regola è di facile applicazione, ci è utile perché ci risparmia la fatica di pensare caso per caso (a questo servono le regole!). Ma al confine la difficoltà di applicazione ci obbliga a porci delle domande che trascendono la regola: qual è lo scopo della norma? nascondere alla vista i genitali? (Perché se non fosse così basterebbe il copricapo della Castro, o che il pezzetto di stoffa fosse applicato su un gomito, o un cache-sexe trasparente).

Al confine, decidere significa davvero tagliare via: o di qua o di là. E dunque, al confine, ogni soglia diventa arbitraria, nel senso che chi deve scegliere esercita il suo arbitrio.

Anche per questo, come dicevamo qualche tempo fa, classificare è un’attività continua, dai risultati necessariamente provvisori.