Inno alla gioia

Ci sono cose sentite troppe volte, e troppo distrattamente, finché se ne perde la meraviglia.

Una di queste è l’inno alla gioia che chiude la Nona di Beethoven.

L’ode di Schiller merita di essere meditata nelle sue belle (e inattuali) parole:

O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.
Freude!
Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
(originale di Schiller :
Was der Mode Schwert geteilt;
Bettler werden Fürstenbrüder,)
Wo dein sanfter Flügel weilt.
Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein;
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer’s nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund!
Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
und der Cherub steht vor Gott.
Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt’gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über’m Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such’ ihn über’m Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.
La sezione finale ripete:
Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium/
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!

 La traduzione (bruttina) di Wikipedia:

Amici, non questi toni!
Un canto più grato leviamo al cielo
di gioia!
Gioia!
Bella scintilla degli dèi
Figlia dell’Eliso,
Noi veniamo, ardenti in viso
nel tuo tempio glorioso.
Il tuo fascino affraterna
ciò che la moda separò;
Tutti gli uomini diventano fratelli
(originale di Schiller :
ciò che la spada della moda separò;
I mendicanti saranno fratelli dei prìncipi)
Là dove le tue dolci ali riposano.
Che colui che ha la fortuna
d’essere l’amico d’un amico;
che colui che ha conquistato una dolce donzella,
divida la sua allegria!
Sì, e anche colui che non ha che un’anima
Sulla terra!
E che colui che non ha mai conosciuto tutto ciò s’allontani
piangendo dalla nostra cerchia!
Tutti gli esseri bevano la gioia
in seno alla natura,
Tutti i buoni, tutti i malvagi,
Seguano le sue tracce di rosa.
Essa ci dà abbracci e vigna,
L’amico, fedele nella morte,
La voluttà è donata al verme,
E il cherubino è davanti a Dio.
Felici, tali soli volano
Sul piano vermiglio dei cieli,
Correte, fratelli, sulla vostra via,
Felici, come un eroe verso la vittoria.
Che si avvingano tutti gli esseri!
Un bacio al mondo intero!
Fratelli, nel più alto dei cieli
un Padre amoroso deve abitare.
Tutti gli esseri si prostrano?
Senti il creatore, Mondo?
Cercalo al di là dei cieli stellati!
Al di sopra delle stelle deve abitare.
La sezione finale ripete:
Gioia! Bella scintilla degli dèi
Figlia dell’Eliso,
Siate uniti, esseri, a milioni!
Che un solo abbraccio allaccia l’universo!

 Il 25 dicembre 1989, pochi mesi dopo la caduta del muro di Berlino, Leonard Bernstein ne diresse una memorabile versione, con orchestra coro e solisti delle due Germanie riunite. Il concerto fu trasmesso dal vivo in più di venti paesi con un pubblicodi 100 milioni di persone. Per l’occasione, Bernstein modificò il testo, sostituendo la parola “Libertà” (Freiheit) alla parola “Gioia” (Freude). A tal proposito affermò: “Sono sicuro che Beethoven ci avrebbe dato la sua benedizione”. Ne sono convinto anch’io.

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