Castelli di sabbia

Dal Corriere della sera del 12 febbraio 2008.

Brevi FISICA

Scoperto il segreto dei castelli di sabbia

ROMA – Sabbia e acqua per i castelli di sabbia? Troppo semplice da spiegare ai bambini. E così lo scienziato Mario Scheel del Max Planck Institute for Dynamics and Self Organization di Goettingen, insieme con il suo team di ricercatori ha studiato in quale modo il liquido si espande tra i granelli di sabbia. La ricerca è stata pubblicata ieri su Nature Materials. Scheel è arrivato alla conclusione che i granelli di sabbia restano uniti tra loro attraverso bizzarri ponti liquidi a forma di doppia trombetta. Per raggiungere questo risultato lo studioso ha costruito un’ immagine tridimensionale di un mucchio di sabbia. Inoltre, ha scoperto che soltanto quando si è formato un numero sufficiente di questi «ponti», la poltiglia di acqua e sabbia diventa stabile e in grado di mantenere la sua forma.

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(12 febbraio 2008) – Corriere della Sera

Vagabondo

Risentita venerdì sera in un bar, si è scavata una trincea nella mia mente e da allora mi perseguita. Dopo tanti anni, ho notato la finezza dell’arrangiamento.

Le parole testimoniano l’atmosfera di quegli anni, quando le aspirazioni hippie si fecero strada nel sentire nazional-popolare.

Quando la gente dorme
scendo giù
maglione sulle spalle nella notte blu

nel cuore una chitarra
nella mente cose strane
e sul mio volto un po’ d’ingenuità

vagabondo vagabondo
qualche santo mi guiderà
ho venduto le mie scarpe
per un miglio di libertà
da soli non si vive
senza amore non morirò
vagabondo sto sognando delirando

le gambe van da sole
ah ah ah
la strada sembra un fiume
chissà dove andrà
neppure tu ragazza
sai fermare la mia corsa
negli occhi tuoi non c’è’ sincerità

vagabondo vagabondo
qualche santo mi guiderà
ho venduto le mie scarpe
per un miglio di libertà
da soli non si vive
senza amore non morirò
vagabondo sto sognando delirando

vagabondo vagabondo
qualche santo mi guiderà
ho venduto le mie scarpe
per un miglio di libertà
da soli non si vive
senza amore non morirò
vagabondo sto sognando delirando

Nicola di Bari (che era di Zapponeta in provincia di Foggia e si chiamava Michele – come è più appropriato per un foggiano) ebbe un clamoroso successo in Italia (vinse due Festival di Sanremo di fila) e in Spagna. È ancora attivo e qui lo vediamo cantare in spagnolo a Wahington nel 2006, se possibile ancora più brutto e ora anche calvo.

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