La ragazza di Vajont

Avoledo, Tullio (2008). La ragazza di Vajont. Torino: Einaudi. 2008.

Di Avoledo abbiamo già scritto (parlando di Breve storia di lunghi tradimenti e di Tre sono le cose misteriose) che ha un’enorme capacità di catturarti fin dalle prime righe e una scrittura scorrevole e piacevolissima. Ma abbiamo anche scritto che tende a scrivere sempre la stessa storia (un complotto ai limiti della fantascienza o della fantastoria, di cui il protagonista è largamente ignaro; la confusione mentale del protagonista, che percorre un suo personale viaggio agli inferi, spesso condito di alcool; i bambini e il loro sguardo infantile ed esatto; un rapporto difficile con la compagna e una storia d’amore che ti fa deragliare dai binari del quotidiano) e che spesso alla fine ti delude un po’. Hai divorato il libro, senza riuscire ad abbandonarlo, e alla fine ti chiedi: e allora?

Tre sono le cose misteriose era in parte un’eccezione, per il tema e per il tono della scrittura.

Con La ragazza di Vajont, a mio giudizio, Avoledo ha trovato una sintesi felice e scritto un capolavoro. La scrittura è quella dell’Avoledo migliore. Il protagonista è confuso, come sempre, ma stavolta ne ha ben donde, tra infarti lavaggi del cervello e un passato difficile tanto da dimenticare quanto da ricordare. Il tema – che gioca sulle corde dell’ucronia (con ben altro afflato di Brizzi!) e dell’ergodicità – è di un’attualità spaventosa: fascismo e nazismo sono già qui, tra noi, con il consenso (pare) della maggioranza degli elettori di questo sfigato paese e nessuno si sveglia (anzi, abbiamo trovato un clima nuovo di dialogo, wow).

Non mi soffermo, per ora, sul tema politico ed etico del romanzo. Vi suggerisco soltanto di leggerlo, e in fretta.

Aggiungo che è molto bella, e triste, e matura, la lancinante storia d’amore tra il protagonista e la ragazza del titolo, di cui ignoriamo il nome: del primo, ci si suggerisce tra le righe che sia Giulio, l’alter ego dell’autore, o l’autore stesso; della seconda, l’io narrante ci dice che ha un nome per lui, ma non deve averlo per noi…

A me (ma Avoledo non sarà d’accordo, le sue colonne sonore sono in parte diverse dalle mie) la lettura del romanzo ha fatto tornare alla mente una canzone di Sting, If You Love Somebody Set Them Free (questa è una versione dal vivo, direi al concertone di Wembley per Nelson Mandela l’11 giugno 1988).

Free free set them free (8x)

If you need somebody, call my name
If you want someone, you can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
If you want to hold onto your possession
Don’t even think about me

If you love somebody If you love someone
If you love somebody If you love someone
Someone – set them free
Free free set them free, set them free (4x)

If it’s a mirror you want, just look into my eyes
Or a whipping boy, someone to despise
Or a prisoner in the dark
Tied up in chains you just can’t see
Or a beast in a gilded cage
That’s all some people ever want to be

If you love somebody If you love someone
If you love somebody If you love someone
Someone – set them free
Free free set them free, set them free (4x)

You can’t control an independent heart
You can’t tear the one you love apart
Forever conditioned to believe that we can’t live
We can’t live here and be happy with less
So many riches, so many souls
Everything we see that we want to possess

If you need somebody, call my name
If you want someone, you can do
You can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
If you want to hold onto your possession
Don’t even think about me

If you love somebody If you love someone
If you love somebody If you love someone
Someone – set them free
Free free set them free, set them free (4x)

Pubblicato su Recensioni. 1 Comment »

Una Risposta to “La ragazza di Vajont”

  1. Avoledo-Dileo – Un buon posto per morire « Sbagliando s’impera Says:

    […] parlando di altre sue opere (Breve storia di lunghi tradimenti, Tre sono le cose misteriose, La ragazza di Vajont e L’anno dei dodici inverni) che Avoledo è un autore che sa catturarti fin dalle prime pagine e, […]


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