Il giorno più lungo

‘Do you always watch for the longest day of the year and then miss it? I always watch for the longest day of the year and then miss it.’

Francis Scott Fitzgerald. The Great Gatsby.

I missed it.

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Twilight

Meyer, Stephanie (2005). Twilight. London: Atom. 2007.

Twilight

wikipedia.org

Un fenomeno editoriale. Il libro, uscito nel 2005, è tuttora all’8° posto nella classifica generale di Amazon (USA) e al 40° posto in quella britannica. Io mi ci sono imbattuto per questo: quando ho letto Firmin, spacciato per bestseller negli Stati Uniti per creare un bestseller italiano (e l’operazione è riuscita, potenza del marketing), sono andato a guardare la classifica di Amazon e mi sono imbattuto in questo romanzo (il primo di una saga). Benché la copertina me ne avesse tenuto lontano quando lo avevo visto in libreria, la curiosità ha prevalso, anche perché è una storia di vampiri e a me i vampiri, come mito, interessano (vedi il post su Miriam si sveglia a mezzanotte).

Twilight non è soltanto brutto, è fastidioso. Intanto, è un libro di genere in senso deteriore, destinato ai teenager, anzi alle teenager. Alle teenager americane, per di più, e quindi è pieno del chiacchiericcio scioccherello che abbiamo visto in decine di film: l’ultima arrivata a scuola, tutti curiosi, alcuni la corteggiano e altri la schizzano, i balli. Glurb.

Scritto per di più malissimo (aridatece la Rowling).

Mi viene la nausea anche solo a provare a parlarne. Vi basti il mio consiglio: non compratelo e non compratelo alle vostre figlie.

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Something in the Air

Un ricordo venuto a galla come un occhio di grasso nel brodo, per usare una metafora particolarmente poetica. Per me è stata una delle canzoni più importanti del 1969 (e il 1969 è stato il mio vero 1968).

Thunderclap Newman è stato un gruppo di un solo album, anzi di un solo 45 giri, questo Something in the Air arrivato al 1° posto nella classifica britannica il 2 luglio 1969 e rimasto al top per 3 settimane. ero a Dublino ed è stata la mia canzone preferita di quel periodo.

Tornato in Italia, ne feci con mezzi rudimentali la “base” per una versione italiana che cantavano mia sorella e alcune sue amiche.

Riporto le informazioni sul gruppo da AllMusicGuide:

John “Speedy” Keene was an old crony of the Who, and had written “Armenia City in the Sky,” which appeared on The Who Sell Out LP. The unlikely Andy Newman played terrific pub-style piano and looked much like a postal clerk, which in fact, he was. Jimmy McCullough, the guitarist, looked to be a mere teenager, and so he was. It was this combination, plus the production efforts of Pete Townshend, that offered the album, Hollywood Dream. As the now-classic single, “Something in the Air” had long preceded it, the album delivered the goods in a similar fashion, fueled by Keene’s reedy vocals and Newman’s charming honky-tonk piano. Hollywood Dream has remained an anglophile fave; sadly, it was to be Thunderclap Newman’s only album. Even if you own the original LP, make sure to check out the recently expanded edition of the compact disc.

Le parole della canzone riportano al clima infuocato di quegli anni:

Call out the instigators because there’s something in the air,
We got to get together sooner or later because the revolution’s here,
And you know it’s right and you know that it’s right.
We have got to get it together.
We have got to get it together now
We’re together now.

Block off the streets and houses because there’s something in the air,
We got to get together sooner or later ‘cos the revolution’s here
And you know it’s right and you know that it’s right
We have got to get it together
We have got to get it together now

Hand out the arms and ammo
We’re gonna blast our way through here
We’ve got to get together sooner or later becaue the revolution’s here
And you know it’s right and you know that it’s right
We have got to get it together
We have got to get it together now
We have got to get it together now
Now, we’re together now, the revolution’s here,
It’s here, the revolution’s here now.

Anche per questo, il brano fu inserito nella colonna sonora di Fragole e sangue (The Strawberry Statement), un film del 1970 che molti (spero) ricorderanno.

Molti l’hanno reincisa. Tra questi, Bob Dylan e Tom Petty (fecero un tour insieme, e suonarono in Italia – la seconda volta di Bob Dylan se si esclude la leggenda metropolitana della sua apparizione al Folkstudio – al Paleur di Roma il 3 ottobre 1987, con Roger McGuinn dei Byrds come support group, e io c’ero, ma questa è tutta un’altra storia; la prima era stata, sempre al Paleur, il 19 giugno 1984, ed ero anche lì).

Il miglior amico dell’orso

Paasilinna, Arto (1995). Il miglior amico dell’orso (Rovasti Huuskosen petomainen miespalvelija). Milano: Iperborea. 2008.

Salutato con entusiasmo dalla critica (la recensione più riuscita mi è sembrata quella di Sebastiano Triulzi su Alias), a me è sembrato un romanzo un po’ esile. Nel senso che gli ingredienti non sono originali: un girovagare picaresco di un Don Chisciotte e di un Sancho Panza (che qui, però, sono un pastore protestante in crisi e un giovane orso), come occasione per ripensare all’assurdità della vita e delle sue convenzioni.

Lo humour finnico è un piacevole miscuglio di un understatement surreale e ironico e di un approccio alle funzioni corporee (sesso incluso) grasso e materialistico. Non aspettatevi un capolavoro, ma si legge con piacere.

Anedonia

Dal greco αν-, senza + ηδονή piacere ), è in psicologia l’incapacità di trovare piacevoli attività o situazioni che normalmente lo sono (mangiare, essere attivi, avere rapporti sociali o sessuali…).

Cito liberamente da un articolo trovato sul web:

Con il termine “anedonia”, in psichiatria, viene comunemente intesa la condizione del paziente completamente incapace di provare piacere di ogni tipo.

Ribot, nel 1897, coniò il termine per descrivere una “patologica insensibilità al piacere”, applicando la definizione a soggetti incapaci di provare piacere in attività sessuali, alimentari, relazionali e affettive.

Bleuler, nel 1911, definì l’anedonia come una caratteristica basilare delle schizofrenie, “un segnale esterno del loro stato patologico”.

Kraepelin, nel 1913, parlò dell’anedonia come sintomo fondamentale della dementia precox, condizione clinica in cui i pazienti risultano avere “una caratteristica indifferenza verso le relazioni interumane… con perdita… di soddisfazione… nella ricreazione e nei piaceri, quale primo sintomo manifesto che segna l’esordio della patologia”.

Nel 1980, il DSM III ha indicato l’anedonia come uno dei sintomi chiave della depressione maggiore.

L’anedonia è definita e valutata quantitativamente mediante specifiche scale proposte da Ettenberg nel 1993.

Il DSM IV (1994) considera l’anedonia un core symptom della depressione, ma anche un sintomo negativo della schizofrenia. È definita, inoltre, come perdita di reattività agli stimoli piacevoli, ma anche come diminuzione degli interessi o appiattimento affettivo.

Secondo Willner (1994), l’anedonia dovrebbe essere caratterizzata dalla cronicità, al fine di differenziare il sintomo psicopatologico, da uno stato, transitorio e reattivo, caratterizzato da una riduzione delle attitudini volitivo-motivazionali e delle interazioni relazionali, che può derivare da ordinarie e temporanee problematiche della vita quotidiana.

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Chopin – Preludio op. 28 n. 20

Uno Chopin inconsueto. Poche ore fa l’ho sentito suonare da Sokolov.

Qui due interpretazioni classiche (quella di Sokolov è stata molto russa, e molto “busoniana”).

Alfred Cortot, Chopin reincarnato:

Maurizio Pollini, dal vivo, nel 2002 a Tokio:

Queste le variazioni che Ferruccio Busoni ha scritto su questo preludio (suona Geoffrey Madge, uno specialista):

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I camaleonti – Io per lei

Indissolubilmente legata a una festa del 1969. Ho ballato tutto il pomeriggio (si facevano di pomeriggio le feste di compleanno) con Laura G. (che dopo quel pomeriggio di infatuazione folle non ho rivisto mai più).

Il video è demenziale (e me ne scuso).

La versione dal vivo non ha l’arrangiamento sinfonico.

Le parole sono imbarazzanti nella loro melensaggione.

È lei
Che mi sveglia al mattino
E la notte mi copre.
Io per lei
Faccio tutto
Sai perché?

Io per lei,
Io per lei morirei,
Per quegli occhi vivrei
Una vita di più.
Io per lei,
Io per lei vincerei,
Anche il sole, perché
Questa vita che ho è per lei

Lei mi dice:
Tu sei un uomo che vale,
Non arrenderti mai,
Lotta sempre.
Io le credo sai perché?

Io per lei,
Io per lei morirei,
Per quegli occhi vivrei
Una vita di più.
Io per lei,
Io per lei vincerei,
Anche il sole, perché
Questa vita che ho è per lei.

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Tintinnabulazione

Il metodo compositivo di Arvo Pärt. che lo definisce così:

Lavoro con pochissimi elementi – una voce, due voci. Costruisco con i materiali più primitivi – con l’accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane. Ed è perciò che chiamo questo tintinnabulazione.

Con questo particolare genere Pärt dimostra come sia possibile produrre opere valide nonostante la totale assenza di esagerazioni armoniche e la riduzione ai minimi termini del materiale compositivo. Infatti, il modo di comporre di Pärt è generalmente costruito solamente su due voci: una funge da accompagnamento, arpeggiando e ripetendo le note di un accordo tonale (come spiega sopra Pärt, la “Tintinnabulazione”), l’altra è la “melodia” (spesso vocale), ovvero la voce principale. Il tintinnabuli quindi è uno stile a metà fra monodia e polifonia, senza però rientrare realmente in nessuna delle due categorie.

Questa è una delle tante versioni di Fratres.

E questa un’altra:

Esegesi ed ermeneutica

Esegesi: interpretazione critica di testi (De Mauro on line). Sono corrette entrambe le accentazioni, esegèsi ed esègesi.

Dal greco ἐξήγησις (dalle stesso significato, a sua volta dal verbo ἐξηγεῖσθαι “portar fuori”).

Ermeneutica: interpretazione di testi antichi (De Mauro on line).

Dal greco ερμηνευτική [τέχνη] – [l’arte del] interpretazione, traduzione, chiarimento e spiegazione – a sua volta del verbo di incerta origine (forse associato a Hermes) ἑρμηνεύω (traduco, interpreto).

Mentre l’esegesi è l’analisi di un testo basata su elementi tutti contenuti nel testo stesso, l’ermeneutica attinge a elementi extratestuali.

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Chiasmo

Figura retorica basata su una simmetria incrociata fra parole o gruppi di parole affini (per esempio: vizi privati, pubbliche virtù) (De Mauro on line).

Dal greco: “struttura a croce, a forma di \boldsymbol{\chi}“.

Qualche esempio letterario:

Quell’uno e due e tre che sempre vive
e regna sempre in tre e ‘n due e ‘n uno,
[Dante, Paradiso, C. XIV, vv 28-29]


indi traendo poi l’antico fianco
per l’estreme giornate di sua vita
quanto più po col buon voler s’aita,
rotto dagli anni e dal cammino stanco.
[F. Petrarca, Movesi il vecchierel canuto e bianco, vv 5-8]

Immota e come attonita ste’ alquanto;
poi sciolse al duol la lingua, e gli occhi al pianto.
[L. Ariosto, Orlando furioso, C. VIII, vv 311-312]

Fuggì tutta la notte e tutto il giorno
errò senza consiglio e senza guida,
non udendo o vedendo altro d’intorno,
che le lagrime sue, che le sue strida.
[T. Tasso, Gerusalemme liberata, C. VII, vv 17-20]

Bei cipressetti, cipressetti miei,
fedeli amici d’un tempo migliore,
oh di che cuor con voi mi resterei –
guardando io rispondeva – oh di che cuore!…
[G. Carducci, Davanti San Guido, vv 17-20]

Oh! dormi col tremolio muto
dell’esile cuna che avesti!
non piangerlo tutto, il minuto
che avesti, dell’esile vita!
[G. Pascoli, Il sogno della vergine, vv 55-58]

O nere e bianche rondini, tra notte
e alba, tra vespro e notte, o bianche e nere
ospiti lungo l’Affrico notturno!
[G. D’Annunzio, Lungo l’Affrico, vv 21-23]

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