Upton Sinclair – The Jungle

Sinclair, Upton (1906). The Jungle. Library of Alexandria. 2008. ISBN 9781477665879. Pagine 409. 2,27 €

The Jungle

wikimedia.org/wikipedia

Con questo libro completo, in realtà, una mia personalissima trilogia di Chicago, iniziata più di 10 anni fa con la segnalazione (e poi il dono) da parte di AD del bel saggio di Marco D’Eramo, Il maiale e il grattacielo (ne abbiamo parlato qui), proseguita lo scorso settembre con la mia visita di quella città (dove ho visto più grattacieli che maiali).

Upton Sinclair, scrittore socialista americano (1878-1968), è stato testimone di una parte consistente della tumultuosa crescita che ha portato gli stati Uniti a essere la prima potenza industriale del mondo. Scritto come un romanzo, The Jungle è la narrazione dell’accumulazione originaria del capitalismo americano e proprio per questo mi ha fatto immediatamente pensare a La situazione della classe operaia in Inghilterra di Friedrich Engels. Sinclair però, a differenza di Engels, organizza la sua narrazione come un romanzo, e non come un documentario: romanzo a lieto fine, naturalmente, perché siamo pur sempre dentro a una storia americana, anche se il lieto fine coincide con la scoperta del socialismo da parte del protagonista, l’immigrato lituano Jurgis Rudkus, e se l’unico a vivere felice e contento sarà (forse) lui (tutti gli altri della famiglia sono morti, per lo più tragicamente, o finiti male). Il romanzo si chiude, comunque, con il grido – ripetuto 3 volte – «Chicago will be ours!»

Scritto nel 1906, il romanzo mostra la corda nel linguaggio utilizzato, spesso gonfio e retorico, talora più attento agli effettacci strappacore che alla gelida documentazione, e nella prevedibilità della vicenda, che alterna folate di ottimismo e speranza a lunghi capitoli di angoscianti sequele di disgrazie. Resta, però, una bellissima prova di storytelling e di docufiction: parole e concetti che all’epoca non esistevano, e che quest’opera di Upton Sinclair ha contribuito a fondare.

Curiosa la ricezione che il romanzo ebbe all’epoca negli Stati Uniti: gli americani si preoccuparono piuttosto delle condizioni igieniche dell’industria alimentare che delle condizione degli operai immigrati e delle loro famiglie. L’opinione pubblica – nonostante le resistenze del presidente Theodore Roosevelt – portò all’adozione di 2 leggi nel 1906 (il Meat Inspection Act e il Pure Food and Drug Act), e in ultima istanza all’istituzione della Food and Drug Administration nel 1930. Sinclair fu deluso di questo esito del suo appassionato lavoro e commentò così: «I aimed at the public’s heart, and by accident I hit it in the stomach.»

* * *

Qualche passo degno di nota (riferimento alle posizioni sul Kindle).

Brown and Durham were supposed by all the world to be deadly rivals — were even required to be deadly rivals by the law of the land, and ordered to try to ruin each other under penalty of fine and imprisonment! [691]

Jurgis, who knew nothing about the age-long and everlasting hypocrisy of woman, would take the bait and grin with delight […] [1960]

But a big man cannot stay drunk very long on three dollars. That was Sunday morning, and Monday night Jurgis came home, sober and sick, realizing that he had spent every cent the family owned, and had not bought a single instant’s forgetfulness with it. [3150]

There is one kind of prison where the man is behind bars, and everything that he desires is outside; and there is another kind where the things are behind the bars, and the man is outside. [4632]

[…] the curse of the wage-slave […] [5015: se non sbaglio, questo è il passo in cui Sinclair usa per la prima volta il termine wage-slave, comparando esplicitamente la condizione operaia alla schiavitù, argomento tuttora molto connotato emotivamente nell’America di inizio Novecento. Jack London, in una recensione del romanzo, lo definì «the Uncle Tom’s Cabin of wage slavery.»]

Allowing five to a family […] [5625: giusto per avere l’idea della demografia dell’epoca…]

[…] most of the ills of the human system are due to overfeeding! And then again, it has been proven that meat is unnecessary as a food; and meat is obviously more difficult to produce than vegetable food, less pleasant to prepare and handle, and more likely to be unclean. But what of that, so long as it tickles the palate more strongly?”
“How would Socialism change that?” asked the girl-student, quickly. It was the first time she had spoken.
“So long as we have wage slavery,” answered Schliemann, “it matters not in the least how debasing and repulsive a task may be, it is easy to find people to perform it. But just as soon as labor is set free, then the price of such work will begin to rise. So one by one the old, dingy, and unsanitary factories will come down—it will be cheaper to build new; and so the steamships will be provided with stoking machinery, and so the dangerous trades will be made safe, or substitutes will be found for their products. In exactly the same way, as the citizens of our Industrial Republic become refined, year by year the cost of slaughterhouse products will increase; until eventually those who want to eat meat will have to do their own killing—and how long do you think the custom would survive then? [5651: sorprendentemente, e per quanto lui si sia lamentato di questa sua lettura, il romanzo di Sinclair ha una vena, se non animalista, preoccupata degli effetti insalubri della macellazione di massa; e la soluzione, proposta come socialista, ha in realtà una logica fortemente economicistica]

Una Risposta to “Upton Sinclair – The Jungle”

  1. Lavorare sulle fasce « Sbagliando s'impera Says:

    […] anche nel capitalismo selvaggio dell’accumulazione originaria  dei robber barons, della giungla di Upton Sinclair, dava loro un potere contrattuale: potevano andare a lavorare da un’altra parte, con buone […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: