Satisficing

Satisficing è una parola inventata da Herbert Simon (che, tra l’altro, ha vinto un Nobel per l’economia nel 1978), come composto di satisfy (soddisfare) e suffice (essere sufficiente).

Simon ha introdotto il concetto in Administrative Behavior (New York: MacMillan. 1947 – trad. it. Il comportamento amministrativo. Bologna: Il Mulino. 1967):

Administrative theory is peculiarly the theory of intended and bounded rationality – of the behavior of human beings who satisfice because they have not the wits to maximize. […] Whereas the economic man supposedly maximizes – selects the best alternative from among all those available to him – his cousin, the administrator, satisfices – looks for a course of action that is satisfactory or “good enough”. […] Economic man purports to deal with the “real world” in all its complexity. The administrator recognizes that the perceived world is a drastically simplified model of the buzzing, blooming confusion that constitutes the real world. The administrator treats situations as only loosely connected with each other – most of the facts of the real world have no great relevance to any single situation and the most significant chains of causes and consequences are short and simple. One can leave out of account those aspects of reality – and that means most aspects – that appear irrelevant at a given time. Administrators (and everyone else, for that matter) take into account just a few of the factors of the situation regarded as most relevant and crucial. In particular, they deal with one or a few problems at a time, because the limits on attention simply don’t permit everything to be attended to at once.
Because administrators satisfice rather than maximize, they can choose without first examining all possible behavior alternatives and without ascertaining that these are in fact all the alternatives. Because they treat the world as rather empty and they treat the interrelatedness of all things (so stupefying to thought and action), they can make their decisions with relatively simple rules of thumb that do not make impossible demands upon their capacity for thought. Simplification may lead to error, but there is no realistic alternative in the face of the limits on human knowledge and reasoning (pp. 118-119).

Alcune considerazioni:

  • Stiamo parlando della tesi di dottorato di un Simon trentenne!
  • La parola satisfice è entrata nell’Oxford English Dictionary (non ho idea di come sia stata tradotta in italiano).
  • È curioso che satis (da cui deriva satis-facere, e dunque sia l’italiano soddisfare sia l’inglese satisfy) significhi “essere sufficiente” – e quindi la stessa cosa di suffice: quindi la parola è composta di due termini che in origine volevano dire la stessa cosa! Ma in realtà soddisfare (e satisfy) non significano più “essere sufficiente”, ma “appagare”, e dunque la distinzione di Simon regge. D’altra parte, satis è una parola che ha fatto molta strada, arrivando al francese assez (ad satis) e poi all’inglese asset.
  • Anche satisfice ha fatto molta strada. In cibernetica denota un’ottimizzazione in cui tutti i costi, compresi quelli del calcolo d’ottimizzazione stesso e quelli dell’acquisizione dell’informazione completa necessaria, sono stati presi in considerazione. In teoria delle decisioni, fa riferimento a una strategia in cui la ricerca viene interrotta quando è individuata la prima opzione che soddisfa i requisiti (piuttosto che la migliore).
  • Attiro infine la vostra attenzione su un aspetto che è toccato nella lunga citazione riportata sopra ed è ancora più chiaro in quella che segue: “What information consumes is rather obvious: it consumes the attention of its recipients. Hence a wealth of information creates a poverty of attention, and a need to allocate that attention efficiently among the overabundance of information sources that might consume it” (Computers, Communications and the Public Interest, pp. 40-41 – questa considerazione, del 1971, mi sembra oggi profetica!).

Una Risposta to “Satisficing”

  1. Il barbarico re Says:

    e perché non l’italiano sazio?

    Del 1971 è anche S. A. Cook. The complexity of theorem-proving procedures. Un articolo di importanza fondamentale per la teoria della complessità in computer science che dimostrava che Satisfaction (cioè il problema di soddisfare una serie di vincoli su variabili logiche) era almeno difficile quanto tutti i suoi fratelli della classe NP.


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