Aczel, Amir D, (2004). Chance. A Guide to Gambling, Love, the Stock Market, & Just About Everything Else. New York: Thunder’s Mouth Press. 2004.
Ha un grandissimo pregio, quello di essere chiarissimo. Soprattutto nei capitoli iniziali.
Andando più avanti, il prezzo che si paga alla chiarezza viene a galla: alcuni argomenti sono appena sfiorati, tanto da farti chiedere se non sarebbe stato meglio non parlarne per niente (in nessun caso si sarebbe potuto essere esaustivi su un argomento come questo in 160 pagine). In qualche caso, la troppa semplificazione rischia di dare per assodati punti ancora problematici e discussi.
Ho però molto apprezzato che non si rinunci agli esempi numerici, che rendono la trattazione accessibile a tutti, senza costringere a inutili atti di fede. È proprio nelle rare occasioni in cui Aczel si allontana da questo principio che il libro delude.
Ho apprezzato in modo particolare gli aneddoti, anche se alcuni sono molto noti. La storia di Pascal, Fermat e del Chevelier de Méré ve la racconterò un’altra volta, se non la sapete già. Quello che proprio non sapevo è che le “code” di una distribuzione si chiamano così grazie a un disegno di Gosset del 1908, che Aczel riporta a p. 110 – non l’ho trovato sul web e quindi sono costretto a descriverlo: ci sono due canguri un di fronte all’altro, le teste “affrontate” al centro e le code a destra e sinistra). William Sealy Gosset (e non Gossett, come scrive erroneamente Aczel) lavorava alla birreria Guinness di Dublino e perciò firmava i suoi articoli scientifici con lo pseudonimo di Student (l’articolo fondamentale pubblicato nel 1908 su Biometrika è qui). E per la serie “eroi della statistica”, eccolo qui (proprio nel 1908):
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