Concrezioni calcaree

Premetto che non mi auguro la morte di nessuno (se non in momenti di particolare irritazione, e del tutto metaforicamente). Meno che ami mi auguro che qualcuno muoia “per mano poliziotta”, come dice il poeta.

Fatta questa premessa, il processo di beatificazione a furor di popolo dell’ultrà ucciso domenica scorsa mi irrita profondamente.

La Chiesa cattolica chiama santo o santa quel battezzato in cui riconosce, in vita e dopo la morte, la presenza straordinaria dello Spirito Santo e della Volontà di Dio, che è detto 3 volte santo (cioè santo per antonomasia). Per i cattolici, dunque, il santo rivela nel suo agire quotidiano qualcosa di Dio, qualcosa che i fedeli possono seguire e imitare e che possa venire presentato come modello di vita cristiana a tutte le comunità. L’esempio del santo deve contribuire a unire i fedeli, superando le differenze e a costruire sui valori comuni che fondano il Cristianesimo: l’amore per Dio e quindi per il prossimo, il perdono, il soccorso ai deboli, il rispetto della dignità umana, il resistere alla tentazione dell’egoismo e della violenza (Wikipedia).

Quale esempio ci possa aver dato Gabbo in vita non lo so. So che cosa è stato fatto in suo nome domenica, e per quanto riguarda il funerale devo dire che i suoi amici non piacciono per niente.

Però il primo miracolo ce l’abbiamo (mi pare che per la canonizzazione ne servano 3). I giornali hanno riportato la notizia che Gabbo aveva in tasca dei sassi. Gli “ambienti investigativi di Arezzo” hanno precisato che nei pantaloni di Gabriele sono stati ritrovati due sassi, uno “delle dimensioni di 8×6 cm e 3 centimetri di spessore, e l’altro di 4x4cm e 3 centimetri di spessore, sassi atti ad offendere”. Nella conferenza stampa di ieri, il legale della famiglia ha detto: ma che sassi e sassi, erano “concrezioni calcaree”.

Miracolo dunque? La trasformazione dei sassi in concrezioni calcaree, o viceversa? E perché mai un aspirante santo dovrebbe tenersi in tasca delle concrezioni calcaree? Boris è un razionalista, e si permette di dubitare. Offre dunque una spiegazione scientifica. Chi di voi non abita a Roma, probabilmente non sa che l’acqua di Roma è particolarmente ricca di sali, e in particolare di carbonato di calcio. A chi non è capitato di lavare un paio di jeans, appenderli per asciugarli e scoprire che nelle cavernose tasche, per un fenomeno naturale molto frequente, si sono formate stalattiti e stalagmiti? Nessun miracolo e nessun intento criminoso, dunque: la scienza spiega tutto.

Qui sotto un’immagine delle tasche dei jeans di Boris, dopo un lavaggio senza Calfort.

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