Morti invano

In realtà la canzone, di Daniele Sepe (un grande) si chiama “I vivi non ricordano“.

Non canto per i vivi, non canto per loro
ché di miserie e disgrazie
ne ho viste tante in giro
e questa storia assurda non può tornare indietro
a pezzi li abbiam persi sui monti e nelle valli
nei fiumi e agli angoli agli angoli delle strade
agli angoli degli occhi agli angoli della bocca di
Garcia Lorca, Camilo Torres,
Salvador Allende, Víctor Jara.

Montagne di cenci carne stracci
carta cuori unghie memorie
bruciati in fretta come nella camera
di scoppio di un motore
su una forca o con le fucilate
con la garrota o con la sedia elettrica
i vivi non ricordano lo sguardo
i vivi non ricordano lo sguardo
di Nicola Sacco,
Bartolomeo Vanzetti
Giacomo Matteotti, Giuseppe Pinelli.

E più neri di prima sono ritornati
lo stesso cognome
Mussolini
usano il televisore come un cavallo di Troia
entrano nel futuro dei nostri figli
così come c’entrarono nel ‘920
per ricordarci che
per ricordarci che
a Brescia, a Ustica, a Bologna
a Marzabotto, sono morti invano
perché i vivi non ricordano.

Si è ammutolito il mio strumento
quando ho capito che il popolo italiano
di mare, cielo e terra
deve saperlo che ci portano la guerra
guarda nei libri devi ricordarlo
ogni quanto tempo in Europa c’è un conflitto
dove madri padri figlie e figli
sono morti da dimenticare perché i vivi non ricordano
perché i vivi non ricordano gli occhi dei
fratelli Cervi, Lauro Farioli,
Marino Serri, Giovanni Ardizzone.

Sole, vento che rincorri i continenti
tu che accarezzi il viso delle genti
raccogline tutta la memoria
e fanne un solco nella terra
perché con il grano e con il pane
cresca anche il ricordo degli occhi
e del cuore di Franco Serantini,
Claudio Miccoli, Sotiris Petrulas,
Giorgiana Masi, Giuseppe Palumbo,
Grigoris Lambrakis, Turiddu Carnevali,
Gaetano Bresci, Franco Serantini, Claudio Miccoli, Sotiris Petrulas, Ernesto “CHE” Guevara, Stephen Biko, Patice Lumumba, Rina Feruglio, Giovanni Passanante, Emiliano Zapata, Pancho Villa, Salvador Allende, Garcia Lorca, Sacco e Vanzetti, Trotski, M. Luther King…

7 Risposte to “Morti invano”

  1. Il barbarico re Says:

    Ti giuro che non l’ho fatto apposta!

  2. Il barbarico re Says:

    e la canzone si chiama 1994

  3. Murder by numbers » Blog Archive » 25 Aprile Says:

    […] statistiche), cade questo anniversario della Liberazione. Invano? Buon ascolto. Aggiornamento: Qualcuno ha avuto indipendentemente e contemporaneamente la stessa […]

  4. morgaine Says:

    Al contrario, fa ben sperare che questa idea non sia isolata

  5. Valerio Says:

    Mi auguro da romano che il picchiatore fascista non venga eletto domenica… già ci aspettano 5 anni terribili… mi auguro. pur non stimando Rutelli, che Alemanno torni per la 3 volta a casa…

    Oggi e sempre, resistenza

  6. celina Says:

    Famiglia, scuola, società. Mio nonno, contadino, nascondeva i partigiani nella campagna di ancona mentre il suo vicino dava uova, vino e pane ai fascisti che li cercavano. Al liceo il professore di storia sfumava sulla resistenza, mentre quello di letteratura italiana ci leggeva pavese e levi. Dalla famiglia e dalla scuola usciamo guelfi e ghibellini su tutto: 25 aprile, morti di reggio emilia, scontri di genova, piazza fontana, piazza della loggia, stazione di bologna, ustica eccetera e la società civile/politica è capace soltanto di fare appelli a non dimenticare, a ricordare. Insieme agli appelli bisognerebbe consolidare la democrazia con i fatti: una scuola che educhi alla critica, possibilità di studiare, ricercare, lavorare per tutti, avere una casa, progettare un futuro…
    Nel 1988, a cuba, i ragazzi di venti, trentanni, non capivano perchè i loro genitori e i loro nonni venerassero fidel, quando loro, pur avendo scuola e sanità garantite, vedevano noi con le nostre magliette fiche, la nostra musica, la nostra libertà di girare il mondo. L’invito/monito a ricordare non basta.


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