La vita agra

La vita agra, 1964, di Carlo Lizzani, con Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli

Il romanzo di Luciano Bianciardi è un capolavoro, secondo molti, e un libro che per molti motivi (alcuni personali) mi è molto vicino. Come ho già raccontato, via Domenichino (dove abitava Bianciardi e come si vede nel filmato qui sotto) ha avuto uno spazio importante nella mia vita milanese: il giornalaio di piazza Amendola si chiamava Agostino Gobetto (l’edicola c’è ancora, ma lui non più; anche il bar-tabacchi e la farmacia, l’uno di fronte all’altro all’inizio di via Previati ci sono ancora). Il buco misterioso, poi ricoperto con una cupola di plastica blu, è la stazione della metropolitana di Amendola-Fiera.

Nel 1962, dopo il primo successo della Vita Agra la RAI realizza un breve filmato sul libro e sul suo autore. Girato per la serie ARTI E SCIENZE, scritto da Luigi Silori, il film mostra Luciano Bianciardi nella sua casa mentre batte freneticamente sulla macchina da scrivere.

Difficile, a queste condizioni, che il film mi sia potuto piacere senza riserve.

Forse è più onesto considerare il film per quello che è. Lizzani si cimenta con una commedia post-realista, in un’Italia in transito dall’industrializzazione forzata e forzosa del dopoguerra e del miracolo economico (quella delle morti in miniera e del lavoro politico in fabbrica) alla terziarizzazione cinica e imparaticcia, qui nella sua veste milanese. Le parti più deboli del film (paradossalmente anche le più fedeli al libro!) sono quelle in cui la voce fuori campo di Luciano commenta amara i guasti della modernità, dal restringersi dei marciapiedi, alle buche per terra, dai quartieri satellite della speculazione edilizia alle banalità sull’uomo medio.

L’interpretazione di Tognazzi è perfetta, anche se la scelta dell’attore cremonese costringe a spostare la provincia d’origine da Grosseto a Guastalla, con qualche effetto comico (ve l’immaginate una miniera a Guastalla, dove basta scavare 4 metri per trovare la falda acquifera? e perché mai da Guastalla la moglie dovrebbe trovare così difficile andare a Milano?). Bravissima e bellissima anche Giovanna Ralli.

Tra i comprimari, molto bravo anche Giampiero Albertini (Libero). Memorabile la sua pernacchia al presidente e al direttore della miniera. Ci sono anche Enzo Jannacci (che interpreta sé stesso e canta Ti te se no) e il dimenticato Pippo Starnazza.

Molto belle anche alcune soluzioni tecniche, come un lungo piano-sequenza in una piazza milanese e anche le scene di movimento in ufficio.

Pubblicato su Recensioni. 2 Comments »

2 Risposte to “La vita agra”

  1. Il primo furto non si scorda mai « Sbagliando s’impera Says:

    […] Martedì, 12 Agosto 2008 — borislimpopo Mentre cercavo il clip di Jannacci ne La vita agra (che non ho trovato), mi sono imbattuto in questa interpretazione di coppia (Guccini e Jannacci […]

  2. morgaine Says:

    Per apprezzare il film bisogna non aver letto il libro, che è invece straordinariamente bello e non datato, dato che nel film del libro rimane solo l’ironia sardonica e paradossale. Quello che io ho trovato eccellente nel film sono le parti dedicate alla pubblicità e agli slogan, insieme alla figura del padrone, vero grande capitalista milanese, e lo sguardo sulla Milano del boom.
    Piuttosto irritante e non tanto condivisibile la presentazione fatta da LA7, soprattutto dopo aver visto le due clip trovate da boris.


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