Infingardo

Chi rifugge la fatica per pigrizia o svogliatezza: un ragazzo infingardo. Chi è falso, simulatore: un amico infingardo, stai attento, è un infingardo. Che denota infingardaggine, subdolo: un sorriso infingardo (De Mauro online).

La parola, secondo i più, deriva dal latino fingĕre (in-fingĕre): chi, potendo e sapendo fare una cosa, finge di non poter o non sapere farla, appunto per non farla. e quindi: pigro, lento nell’operare per avversione al lavoro; ma anche, simulatore, subdolo.

Curiosa anche la desinenza -ardo, che fa pensare a una contaminazione germanica (bastardo, codardo, testardo, …)

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Avercelo lungo

Proviamo a procedere per approssimazioni successive. La notizia è di un paio di giorni fa, anche se io (che non leggo i giornali) l’ho appresa soltanto oggi:

Ricerca: lunghezza dita predice abilità nel guadagnare soldi

Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) – Non c’è laurea o master, sfrontatezza né coraggio che tengano. È la lunghezza delle dita a indicare se nella vita si diventerà abili a guadagnare soldi. Ne sono convinti gli scienziati dell’università di Cambridge (GB), secondo cui i broker di maggior successo sono quelli che hanno l’anulare più lungo dell’indice.

Sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, i ricercatori britannici spiegano che il fenomeno potrebbe essere dovuto a una super-esposizione al testosterone nell’utero materno: questo ormone è infatti in grado di migliorare la capacità di prendere decisioni e di assumere atteggiamenti aggressivi al momento giusto, oltre che di donare la proporzione ‘vincente’ delle dita delle mani, con l’anulare più lungo dell’indice. Studi precedenti avevano già messo in collegamento questo fenomeno con un maggior successo negli sport competitivi.

John Coates e il suo team all’ateneo di Cambridge avevano inoltre pubblicato lo scorso anno uno studio, secondo cui il testosterone amplifica il successo finanziario a breve termine, dopo aver rilevato che gli operatori della City londinese con più alti livelli di ormone maschile nel sangue di mattina avevano più possibilità di concludere affari particolarmente proficui durante quel giorno.

Ora, gli scienziati hanno effettuato altre indagini basandosi sull’analisi di 44 broker, alcuni dei quali hanno guadagnato oltre quattro milioni di euro l’anno. Effettivamente, quelli con l’anulare più lungo dell’indice sono riusciti, in un periodo di 20 mesi, ad accumulare una fortuna 11 volte superiore rispetto a quella conquistata da uomini con anulare più corto dell’indice. Un risultato simile a quello che si ottiene dopo anni e anni di esperienza di lavoro, con i broker più anziani che guadagnano nove volte tanto i ‘novellini’.

E, anche considerando solamente gli operatori di borsa più esperti, quelli con l’accoppiata anulare-indice vincente si sono confermati i più brillanti, con un guadagno in media di oltre 800 mila euro contro i 150 mila di quelli senza un super-anulare.

“Naturalmente” (nel senso che la cosa ci deve scandalizzare, ma non sorprendere) i giornalisti delle agenzie di stampa non hanno letto (e meno che mai hanno gli strumenti per comprendere, nella stragrande maggioranza dei casi) l’articolo originale. E – tanto per essere chiari – i giornalisti che firmano la notizia sui quotidiani e sugli altri mezzi di comunicazione, inclusi i più titolati, si sono poi limitati a riprendere la notizia dai lanci di agenzia. Si fa così, ne abbiamo parlato altre volte, io non cesso di esserne schifato, ma per adesso non ne parliamo più.

Alla radice di tutto questo, se le mie deduzioni sono corrette, c’è un articolo di The Economist (The Communist, per i berlusconiani):

Testosterone and traders

Goldfingers

Jan 15th 2009
From Economist.com

How traders’ testosterone levels affect their income

FINANCIAL traders are usually young, male and must have a good grasp of probability. But those who make most money may be born to it, according to a new study led by John Coates at the University of Cambridge and published in the Proceedings of the National Academy of Sciences. This suggests that male traders who were exposed to higher levels of testosterone before birth go on to make the most money. High levels of the hormone during pregnancy causes the ring (or fourth) finger to grow longer than the index (or second) finger, both of which were measured on the right hand of 44 traders. The researchers also recorded the profit and loss statements for 20 months of these “high frequency” futures traders, who held positions of up to £1 billion ($2 billion, at the time of the study) for as little as a few seconds. Even accounting for experience, men with the longest ring fingers earned far more than those with more evenly matched fingers. They also stayed in the business for longer.

E – approfondendo un po’ di più (cioè passando dall’edizione online al giornale stampato, a disposizione degli abbonati) – si poteva fare un piccolo passo avanti:

Neuroeconomics

Digitally enhanced

Jan 15th 2009
From The Economist print edition

Successful financial traders are born as well as made

MAKING money comes naturally to some people-specifically, to men exposed to high levels of testosterone before they were born. That, at least, is the conclusion of a study published this week by John Coates of the University of Cambridge and his colleagues.

Testosterone levels normally surge during the middle of a pregnancy. This not only shapes the brain and sex organs of the child, but also affects the way its fingers grow. High levels of the stuff extend the ring fingers, making them longer than the index fingers. In general, men have relatively longer fourth fingers than women. Previous research has shown that men with significantly elongated ring fingers excel at competitive sports. Dr Coates wanted to know whether such men also did well at financial trading.

To find out, he recruited 44 men from a trading floor of about 200, all but three of whom were male, in the City of London. The people on this floor specialise in “high-frequency” or “noise” trading, in which traders buy securities, specifically futures contracts, in sums of up to £1 billion-but who hold their positions for only a few minutes, and sometimes just seconds, before selling. This rapid style of trading is particularly demanding. Traders must be vigilant as they search for small price discrepancies both within and between markets, and they must be quick to react to changes in these prices.

Dr Coates and his team measured the ratio of the length of the men’s index and ring fingers from photocopies of their right hands. They then examined the profit and loss statements for each trader recorded over 20 months. Unsurprisingly they found that nurture, in the form of experience, counted for a lot. But they also discovered that nature was important. Those men whose ring fingers were significantly longer than their index fingers made more money. As they report in the Proceedings of the National Academy of Sciences, among people who had worked in the City for more than two years, those with skewed hands earned more than five times as much as their more even-fingered brethren. Such men also remained in the business for longer.

Last year, Dr Coates reported a different experiment in which he found that traders who had high levels of testosterone in their bodies in the morning went on to make the most money during the day. Next, he plans to try to establish whether asset managers, who seek to make gains over years rather than minutes, are helped by a lack of testosterone-and thus to discover whether, when it comes to making money, there is more than one way of prospering naturally.

Ok. Qui cominciamo a essere un po’ più convincenti. Almeno si dice per la prima volta una cosa molto rilevante: la maggior parte dei maschi (stiamo parlando di umani) ha l’anulare più lungo dell’indice. Anche molte donne, ma meno degli uomini. Anche la causa è nota da tempo. Sappiamo ormai tutti che i maschi hanno una coppia XY all’ultimo cromosoma, e le femmine XX. Nello sviluppo dell’embrione, la differenziazione dei caratteri sessuali (il dimorfismo sessuale) dipende dall’esposizione al testosterone, prodotto dall’embrione stesso. Tra gli aspetti del dimorfismo sessuale (gli uomini sono in genere più grossi delle donne, hanno meno tette, hanno i genitali sviluppati in un modo diverso: non ditemi che non lo sapevate!) c’è la lunghezza relativa delle dita.

Dimorfismo sessuale: Madonna (qui sotto – i minorenni si astengano).

Cito da Wikipedia:

The digit ratio is the ratio of the lengths of different digits, fingers or toes, typically as measured from the bottom crease where the finger joins the hand to the tip of the finger. It has been suggested by some scientists that the ratio of two digits in particular, the 2nd (index finger) and 4th (ring finger), is affected by exposure to androgens such as testosterone while in the uterus and that this 2D:4D ratio can be used as a crude measure for prenatal androgen exposure, with lower 2D:4D ratios pointing to higher androgen exposure.

2D:4D is sexually dimorphic: in men, the second digit tends to be shorter than the fourth, and in females the second tends to be the same size or slightly longer than the fourth. This trait may be better described as ‘sexually differentiated’ rather than ‘sexually dimorphic’ in recognition of the fact that the effect size is fairly small (2D:4D distributions of the two sexes overlap to a great degree), especially as compared to other sexually dimorphic traits such as height.

[…]

That a greater proportion of men have shorter index fingers than ring fingers than do women has been noted in the scientific literature several times through the 1800s. In 1983 Dr Glenn Wilson of King’s College, London published a study examining the correlation between assertiveness in women and their digit ratio. This was the first study to examine the correlation between digit ratio and a psychological trait within members of the same sex.

[…]

Some authors suggest that digit ratio correlated to health, behavior, and even sexuality, in later life. What follows is a non-exhaustive list of some traits which have been either demonstrated or suggested to correlate with digit ratio.

Physiology and disease

* Sperm counts (Manning et al 1998 )
* Heart disease (Manning & Bundred 2001)
* Obesity & Metabolic syndrome (Fink, Manning, Neave 2005)

Psychological disorders

* Autism (Manning et al 2001)
* Depression (Bailey & Hurd 2005b)
* Schizophrenia (Arato et al 2004)

Physical and competitive ability

* Skiing (Manning 2002b)
* Soccer ability (Manning & Taylor 2001)
* Sporting ability in females (Paul et al 2006)

Cognition and personality

* Assertiveness in women (Wilson 1983)
* Spatial ability (van Anders & Hampson 2005)
* Aggression (Benderlioglu & Nelson 2004 , Bailey & Hurd 2005a)
* Masculinity of Handwriting (Beech and Macintosh 2004)
* Perceived ‘dominance’ and masculinity of man’s face (Neave et al 2003; Burriss et al 2006)
* Personality (Austin et al 2002, Fink et al 2004, Luxen & Buunk 2005)
* Musical ability (Sluming et al 2000)

Sexual orientation

* Bem sex role score in women (Csatho et al 2003), erotic role preference in men (McIntyre 2003)
* Lesbians vs. straight women, butch vs. femme lesbians (Brown et al 2002)
* Gay vs straight men and the very odd Europe vs. North American straight man effect (reviewed in McFadden et al 2005).
* Difference in digit ratio between identical female twins discordant for sexual orientation (Hall & Love 2003)
* Fraternal birth order effect on digit ratio (Williams et al 2000).

Confido che ormai abbiate capito l’antifona. Che la lunghezza relativa dell’anulare rispetto all’indice sia maggiore nei maschi che nelle femmine è un fatto stranoto. Che sia studiato in relazione a una serie pressoché infinita di differenti comportamenti e prestazioni tra (between) e all’interno (within) i sessi è altrettanto noto evidente.

Dov’è la notizia allora? Che questo possa essere una (non la) spiegazione del successo dei trader. L’articolo originale (qui ci porta alla fine il nostro percorso) è piuttosto onesto. E d’altronde la PNAS (dove è comparso) è una rivista serissima.

Finalmente, eccoci alla fonte:

pnas-2009-coates-623-82

Abbastanza serio, direi.

Eppure il mio modulo anti-bubbole non è convinto. Solo 44 casi. Tutti maschi. L’esperienza conta più del rapporto indice/anulare. Qualcuno bravo in statistica può aiutarmi a capire meglio?

Jan Palach

Quarant’anni fa esatti, nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969, Jan Palach, studente dell’Università Carlo di Praga, si recò , e si fermò ai piedi della scalinata del Museo Nazionale in piazza San Venceslao, in pieno centro, si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino. Rimase lucido durante i tre giorni di agonia.

Io all’epoca, pieno di dubbi ma accecato dall’ideologia, non compresi fino in fondo. Qualche mese dopo, Francesco Guccini mi fece capire con la canzone che compare su Due anni dopo (1970).

Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce…

Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all’orizzonte del cielo di Praga…

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga…

Ancora più bella, mi pare, la versione dal vivo:

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Poesia involontaria [2]

Perdindirindina! L’hanno beccato, il super-latitante Setola, di cui parlavamo qualche giorno fa.

Adesso se i Casalesi pensano che gli ho portato jella io (e si sa che sono superstiziosi!) ho le ore contate!

Smisurata preghiera

Non vorrei metterla giù troppo dura, ma, per vissuto personale (Erlebnis) in qualche misura catto-comunista, sono restio sia ai processi di beatificazione, sia al culto della personalità. Per questo, nei giorni scorsi ero vagamente irritato dalle celebrazioni di Fabrizio De André.

Ho resistito in silenzio per qualche giorno, ma adesso non resisto più. Trovo Smisurata preghiera una delle sue canzoni più belle, per musica e parole (oddio, mi verrebbe da dire cinicamente che dobbiamo essere grati a Fabrizio De André per aver fatto incontrare un paroliere d’eccezione come Álvaro Mutis con un grande musicista come Ivano Fossati…).

Ecco la versione originale, da Anime salve:

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere

Questa è la versione che Ivano Fossati ha eseguito dal vivo domenica 11 gennaio 2009 a Che tempo che fa:

Ancora De André (dal vivo nel 1998):

Su YouTube ce n’è anche una versione dal vivo di Fiorella Mannoia, ma la presa del suono è talmente sciagurata che chi vuole se la vada a sentire da solo (e non dite che non vi avevo avvertito).

Staminale

Sul vocabolario (De Mauro online) troviamo per l’aggettivo staminale un solo significato: “relativo allo stame: filamento staminale“.

Come sicuramente ricorderete dai tempi della scuola, lo stame è la parte maschile del fiore (quella femminile si chiama pistillo).

Ma – a parte i botanici o gli appassionati di piante – nessuno di noi aveva sentito l’aggettivo staminale fino a poco tempo fa, quando è iniziato il dibattito scientifico ed etico sulle cellule staminali. Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo. In particolare, le cellule staminali embrionali sono ottenute a mezzo di coltura, ricavate dalle cellule interne di una blastocisti. Fare ricerca con cellule umane di questo tipo è questione controversa: l’utilizzo di cellule staminali embrionali ha sollevato un grosso dibattito di carattere etico. Infatti per poter ottenere una linea cellulare (o stirpe, o discendenza) di queste cellule si rende necessaria la distruzione di una blastocisti, un embrione non ancora cresciuto sopra le 150 cellule; tale embrione è ritenuto da alcuni un primitivo, o almeno potenziale, essere umano, la cui distruzione equivarrebbe all’uccisione di un essere umano già concepito. Il dibattito vede dunque contrapposti coloro che preferiscono adottare, proprio per la mancanza di certezze sul momento in cui possa individuarsi la nascita dell'”essere umano”, una posizione prudente e contraria all’utilizzo degli embrioni umani per fini di ricerca, e coloro che condividono e sostengono la necessità di ricerca sulle cellule embrionali umane pur essa implicando la distruzione dell’embrione fermo restando che sarebbero utilizzati solo embrioni congelati che sarebbero poi distrutti per la perdita della loro efficacia. Questi embrioni sono le “rimanenze” di inseminazioni artificiali e circa il loro utilizzo in campo di ricerca la loro potenzialità potrebbe essere sfruttata per una ipotetica terapia di un maggior numero di patologie. Molti ricercatori sostengono che le cellule staminali potranno potenzialmente rivoluzionare la medicina, permettendo ai medici di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi [fin qui, un riassunto da Wikipedia].

Nei paesi di lingua anglosassone, si usa un’altra parola apparentata con questa: stamina, che significa “vigore”, con particolare riferimento alle qualità della “resistenza”, del “durare nel tempo” e così via. Il buffo è che stamina non è una parola inglese, anche se è entrata nell’uso fin dal 1726 (secondo il Merrion-Webster online), ma semplicemente il plurale della parola latina stamen. Lo stamen è (oltre a quello dei fiori) l’ordito, cioè quei fili che sono tesi sul telaio e attraverso i quali si fa passare poi la trama.

Bene direte voi, ma che c’entrano le cellule staminali? E il vigore?

Nella mitologia greca le Moire (Cloto, Lachesi e Atropo, figlie di Zeus e temi, la giustizia) presiedevano al destino umano. La prima, in particolare, filava il filo della vita, la seconda ne assegnava a ogni nato la lunghezza (cioè la durata della vita) e la terza, l’inesorabile, lo tagliava al momento stabilito. Neppure gli dei potevano mutare le loro decisioni. Questo filo, stamen, è all’inizio di ogni vita (per questo le cellule staminali sono anzitutto quelle embrionali) e la sue caratteristiche determinano il vigore di ogni individuo.

I romani ne riproposero il mito nella Parche (una in origine, poi tre per assimilazione al mito greco): sul Foro sorgevano le loro statue, tria fata.

Di qui le nostre “fate”: ma questa è tutta un’altra storia…

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Poesia involontaria

Camorra, boss Setola
sfugge all’arresto
attraverso botola

ADNKronos, 12 gennaio 2009.