Le mosche di Schipol: verità e leggenda

La verità accertata (e ampiamente verificata da me): all’aeroporto internazionale di Schipol (Amsterdam) gli orinatoi degli uomini hanno una mosca riprodotta sulla ceramica.

L’idea è quella che, istintivamente, noi maschietti (forse per un condizionamento genetico e culturale che fa di noi dei cacciatori) prendiamo di mira l’insetto sventurato (ancorché in effigie) ed evitiamo in tal modo di diffondere erraticamente il getto fuori del sanitario (sul muro e sul pavimento), con conseguenze sgradevoli per gli altri utilizzatori e per l’igiene pubblica.

Non ho mai verificato, per ovvi motivi, se l’immagine fosse stata impressa nella ceramica stessa prima della vetrificazione o fosse semplicemente una decalcomania. Quello che so è che potete comprare le decalcomanie, da applicare nel vostro bagno, anche su eBay.

Quello che segue è forse leggenda. L’idea sarebbe venuta a un economista olandese, Aad Kieboom, secondo il quale questo piccolo espediente è in grado di ridurre dell’80% gli spillover (o “effetti di traboccamento” come dicono, appunto gli economisti). Impressionati dal successo di Schipol, si narra, i responsabili dell’aeroporto JFK avrebbero invitato a loro spese il nostro Kieboom a visitare le toilette maschili dell’infrastruttura newyorkese per decidere se la soluzione potesse essere esportata anche lì. Kieboom sarebbe uscito dal bagno scuotendo la testa:

– “Non si può fare,” avrebbe detto.

– “E perché?”

– “Nessuno dirigerebbe il getto su una mosca finta, quando può farlo su uno scarafaggio vivo.”

Qualche anno dopo Virgin Atlantic tentò di installare (con risultati d’immagine disastrosi) un controverso orinatoio nel suo lounge, sempre all’aeroporto JFK di New York, e ancora una volta di design olandese. Io mi vergogno a mettere la foto, e trovo l’idea veramente risibile, ma se siete curiosi potete vederlo qui.