King Crimson – 4 e 23 giugno 2000

Pur amando smisuratamente i KC, soprattutto nelle loro incarnazioni più recenti (diciamo dalla svolta di Lark’s Tongues in Aspic in avanti) sono stato soltanto a 2 concerti, per di più nella stessa tournée. Cose che capitano, ma comunque una gran bella tournée e una grandissima formazione: Adrian Belew (chitarre e voce), Trey Gunn (chitarre, bassi e diavoleria varie), Pat Mastellotto (batteria elettronica) e naturalmente Robert Fripp (chitarre e frippertronics).

La tournée è ben documentata da un CD triplo, Heavy ConstruKction.

pixogs.com/image

Al concerto del 4 giugno sono andato con mio figlio, all’epoca diciassettenne e contagiato dalla mia passione per il prog. Sapeva che ci sarebbe stata la data di Roma, ma sapeva anche che non sarebbe stato in città quella sera. Avevamo amici a Monaco di Baviera, e dunque ci andammo. Partimmo, naturalmente in seconda classe, con il leggendario Eurocity Michelangelo, che partiva da Roma Termini la mattina intorno alle 8 e arrivava a Monaco una decina di ore dopo, passando per il Brennero. Il concerto si teneva al Zirkus Krone, di cui all’epoca non sapevo la cosa più importante, e cioè che era in qualche modo collegato al tentativo di putsch hitleriano del 1923 e che nel 1944 Himmler vi aveva tenuto l’ultima commemorazione annuale dell’evento.

wikimedia.org/wikipedia/commons

Il circo, con un interno di legno a pianta centrale, aveva una bella acustica. Ricordo con emozione Heroes eseguita come bis, con Belew alla voce (che aveva accompagnato Bowie come chitarrista in una sua tournée italiana) e la chitarra di Fripp (che suona anche nell’originale di David Bowie). Questa versione è stata registrata a Londra nella stessa tournée (mi piace particolarmente Robert Fripp, quando è inquadrato, con quella serafica faccetta da Hannibal the Cannibal).

Ecco la setlist completa del concerto:

  1. Into the Frying Pan
  2. The ConstruKction of Light
  3. The World’s My Oyster Soup Kitchen Floor Wax Museum
  4. FraKctured
  5. VROOOM
  6. One Time
  7. Dinosaur
  8. Improv
  9. Cage
  10. ProzaKc Blues
  11. Larks’ Tongues in Aspic (Part IV)
  12. Coda: I Have a Dream
  13. Three of a Perfect Pair
  14. Deception of the Thrush
  15. Sex Sleep Eat Drink Dream
  16. “Heroes” (David Bowie cover)

Tornammo il giorno successivo, con il medesimo treno, arrivando a Roma intorno alle 20, stanchi ma felicissimi. Sono tuttora orgoglioso e contento di aver fatto questa cosa con mio figlio.

Quindici giorni dopo però i KC erano a Roma. L’Auditorium era in costruzione da anni, i lavori erano stati interrotti per il ritrovamento di una villa romana che aveva costretto Renzo Piano a cambiare l’orientamento e la planimetria delle 3 sale. L’amministrazione comunale, per rabbonire il popolo affamato di musica, s’inventò la rassegna Musica in cantiere. Il concerto dei KC, comunque, non era gratuito. Benché la tournée dei King Crimson si chiamasse Heavy ConstruKction, l’idea di suonare in un cantiere non piacque per niente a Robert Fripp, che si incazzò con chi faceva le foto e terminò il concerto in anticipo. E si lamentò pubblicamente sul suo diario, scritto a caldo il 24 giugno 2003 alle 1:26 del mattino:

So, what of the performance?
The venue: unbuilt. A concrete amphitheatre in the middle of a building site. No running water.
By the time we were into TCOL (second piece after “Frying Pan”) I knew: the centre was hollow; the heart was undermined. This doesn’t mean that a show is necessarily wretched, or worth abandoning immediately. It does mean that, unless angels descend on chariots of fire and blow trumpets of goldin your ear, the best you can hope for is a professional & competent performance. Even, flashes of something more.
The other guys know that I don’t play “FraKctured” for photo sessions. Most sound checks we play it, and it’s getting to simmer gently. Last night the band asked me especially to play it and, with the centre of the performance established, I enjoyed doing so. Tonight, I made another call, even though Adrian needed a breathing space to deal with his guitar problems. Adrian dealt with those problems superbly, and ProjeKct Three burst into action on demand & in response to necessity.
One of my personal highlights of the evening: a juxtaposition of wonderment and delight. As Adrian cheerfully bounced into the litany of 20th century terrors (this is itself an astonishing contrast) I looked up during “Hiroshima! Aids disease! Terror! Misery! Death! Pain! Horror! Suffering!” to see an ice cream vendor (as in any cinema of my youth) walking up & down the seats with a glace in hand, touting for trade. And successfully so.
But, you can’t tell people what to do or how to behave. You can ask, even several times. And then, you respond to the particular conditions which develop when people affirm their rights to do whatever they want, wherever they want, whenever they want. So, in front of ongoing flashes, a feature of the entire evening, I regretfully abandoned the photo session before the final encores.

Un pippone dei suoi, d’accordo, ma secondo me – che c’ero – aveva ragioni da vendere.

Il concerto è documentato su YouTube:

E questi erano i KC quando erano fuori forma!

La setlist, almeno per la parte documentata dal video, dovrebbe essere questa (il riferimento è ai minuti e secondi del video):

00:00 FraKctured, Power To Believe, EleKtric, or Improv

08:05 Larks’ Tongues In Aspic IV

19:30 RF and Ade Announcement (No Photos Please)

20:22 Cage

26:20 The World’s My Oyster Soup Kitchen Floor Wax Museum

33:27 Sex Sleep Eat Drink Dream

39:16 VROOOM

5 Risposte to “King Crimson – 4 e 23 giugno 2000”

  1. il barbarico re Says:

    la maglietta di in the court of the crimson king che comprammo a quel concerto ha un po’ troppi buchi 13 anni dopo, ma la metto ancora.

  2. Timur Vermes – Lui è tornato | Sbagliando s'impera Says:

    […] l’edificio dove, insieme a mio figlio, ho assistito al concerto dei King Crimson del 4 giugno […]

  3. Keith Jarrett – Roma, 11 luglio 2014 (e 5 novembre 1993) | Sbagliando s'impera Says:

    […] motivo non mi sono mai scandalizzato più di tanto delle proteste di Robert Fripp (che in un concerto dei King Crimson alla Cavea dell’Auditorium ancora in costruzione, il 23 giugno 2000, prima interruppe il concerto e poi saltò i […]


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