La squadra 8 (4)

Puntata di transizione quella di stasera. L’arrivo del nuovo capo (piace anche a me, come alla Veneziani, per quanto io adori Renato Carpentieri fin da Puerto Escondido, dove era il misterioso Commissario Viola) è l’occasione per una serie di siparietti che permettono di dare spessore al carattere dei vari personaggi. Mattatore assoluto, direi, Pettenella.

Aspettiamo con ansia il ritorno di Vincenzo Matrone, annunciato ormai da due settimane.

Certo è dura la vita del povero boss: non ti può innamorare di una e quella cerca di farti ammazzare. Dopo una cenetta a lume di candela a sbafo.

E Battiston, che si consola con la vedova inconsolabile del sarto?

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Nefelococcigìa

La città degli allocchi tra le nuvole. Da greco nephele “nuvola” e kokkyx “cuculo”.

Inventata nella commedia di Aristofane Gli uccelli (da non confondere con il film di Hitchcock).

Due ateniesi, stanchi di vivere sulla terra, decidono di fondare una città tra cielo e terra con l’aiuto degli uccelli. La città non verrà mai ultimata, ma provoca lo scontento degli dei, l’avidità degli uomini e una guerra con l’Olimpo per la riconquista del cielo.

In inglese, è il gioco di riconoscere oggetti familiari nella forma delle nuvole.

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Baccelliere

OK, non è quello che sbuccia i piselli.

Esterofili come siamo diventati, siamo più abituati a trovarlo nell’acronimo B. A. (Bachelor of Arts, il primo livello di laurea nei paesi anglosassoni, prima del Master e del Ph. D.); in Francia e in Spagna, il titolo di scuola superiore che corrisponde alla nostra maturità.

Baccelliere è dunque chi ha conseguito il baccellierato o baccalaureato. Ci viene quindi spontaneo pensare che il vocabolo sia un derivato o un composto di laurea, e abbia a che fare con la corona d’alloro che cingeva la fronte degli imperatori e dei poeti e, per estensione, dei dotti. Di qui la falsa etimologia: bacca lauri cinctus, “incoronato di bacche d’alloro”.

Invece, pare che l’etimologia vera sia diversa. Anzi, ce ne sono due in concorrenza.

La prima è dal latino bàculus, “bastone”: il bastone consegnato come emblema dell’investitura al proprietario terriero investito nel feudalesimo del possesso di fondi agricoli e anche il giovane gentiluomo che faceva il prima passo nella carriera cavalleresca, il baculàrius o baccalàrius, di grado intermedio tra donzello e cavaliere.

Questo porta diritto alla seconda ipotesi etimologica, dal celtico bach, “giovane”: sarebbe propriamente il novizio di un ordine religioso e, poiché nel medioevo si studiava soprattutto nei monasteri, il grado intermedio tra scolaro e dotto. Questa accezione del termine è attestata da Raul Glaber, monaco del convento di San Benigno di Digione, già nell’XI secolo.

Dante usa il termine baccelliere, in quest’ultima accezione, nel canto XXIV del Paradiso (46-51):

Sì come il baccialier s’arma e non parla
fin che ‘l maestro la question propone,
per approvarla, non per terminarla,

così m’armava io d’ogne ragione
mentre ch’ella dicea, per esser presto
a tal querente e a tal professione.

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