Cristo informa

Fotografata ieri su un muro di Genova, a Piazza Principe. In pieno Festival della scienza!

OK, parliamone. Nascere, vivere, morire. E dopo, nulla?

Sì, nulla. Io e molti altri pensiamo che, dopo, non ci sia nulla. Pensiamo che il nostro destino sia che gli atomi, le molecole, la materia di cui siamo composti ritornino nel grande vortice del possibile.

E che in realtà, anche nel corso di quello che chiamiamo “la nostra vita”, il ricambio tra quello che chiamiamo il nostro corpo e il grande vortice del possibile sia continuo.

E allora dove sta la differenza? La differenza sta nel fatto che un insieme organizzato di materia sia cosciente di sé. Questo è quello davanti al quale provo la meraviglia e lo sgomento che altri provano per un dio al di fuori di sé.

Qui si capisce anche dove il manifesto, secondo me, è un imbroglio. Nascere e morire sono due istanti; vivere è una durata.

Nascere e morire sono l’approssimazione dell’inizio e della fine del sé, dell’autocoscienza (o meglio della consapevolezza del sé – in inglese conscience e consciousness sono due parole diverse). Ne facciamo un feticcio, e ne discende tutto il dibattito sull’aborto e l’eutanasia. Ma in realtà, quello che vogliamo approssimare sono due “momenti”, o forse due “fasi” : quello in cui iniziamo a percepirci come “noi stessi” e quello in cui cessiamo di farlo. Ero Boris anche prima di essere cosciente di me come soggetto del mio primo agire e percepire? Lo sarò ancora quando avrò perso il lume della ragione?

Vivere è durata. Vivere è quello per cui vale la pena di essere qui. Ha uno scopo, altro da quello che gli attribuisco giorno per giorno, costruendolo? Penso di no. Ma quello che ho è comunque ricchissimo. Sgomento e meraviglia, appunto. E se il presente è una finzione della coscienza, tanto meglio. Bella finzione. Bella invenzione dilatare il presente, la dimensione dell’esserci.

Del vivere, di tutto quello che sta in mezzo tra il nascere e il morire, mi prendo tutto, buono e cattivo. Me lo centellino anche quando è amaro come il fiele. Me lo godo, quando posso e come posso, come dice il poeta. Di quello che c’è al di là del confine non mi interesse se non per la curiosità, scientifica e infantile insieme, che dedichiamo al “fuori di noi”. Mi auguro solo che il passaggio della seconda frontiera sia dolce, o destinato all’oblio, come il passaggio della prima…

4 Risposte to “Cristo informa”

  1. wu ming Says:

    Un commento tre volte irriverente? Matrix: all’interno di Matrix la gente vive senza accorgersi minimamente della sua vera condizione; soltanto pochissime persone si rendono conto che “qualcosa non va”, percependo una stranezza che non riescono a descrivere.
    Blade runner: Rachel ricorda a Deckard che lei è una replicante e non sa quanto “durerà” e Deckard le risponde: “e chi lo sa?”
    Manhattan: Why is life worth living? Groucho Marx, il secondo movimento della Jupiter Symphony, Louis Armstrong (Potato Head Blues), i film svedesi, l’Educazione sentimentale di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, le mele e le pere di Cezanne, il volto di Tracy.

  2. Lolo Says:

    Intorno ai dieci anni mi sfiorò il pensiero di cosa ci fosse prima e dopo la morte e mi venne molta angoscia a pensare che cosa si provasse prima della nascita e dopo la morte. Credo che mi preoccupasse molto il pensare che potessi non esistere: cosa sarebbe stato di me se non fossi esistito? A pensarci oggi devo dire che era un pensiero egocentrico: se non c’ero io non c’era nulla.
    Adesso so che non è la mia di morte a preoccuparmi, a meno che sia dolorosa: trovo che sia molto peggio restare in vita dopo la morte dei propri cari.
    Sono d’accordo sul fatto che bisogna vivere per quello che vale e goderselo il più possibile.

  3. Nicola Says:

    E poi e poi, se ti scopri a ricordare,
    Ti accorgerai che non te ne importa niente.
    E capirai che una sera o una stagione
    Son come lampi, luci accese e dopo spente.
    E capirai che la vera ambiguita’
    E’ la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini,
    E poi, e poi, che quel vizio che ci uccidera’
    Non sara’ fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro,
    Cioe’ vivere, vivere e poi poi vivere

    (sempre per citare il poeta)

  4. Phoebe Says:

    ….
    y en el mundo, en conclusión,
    todos sueñan lo que son,
    aunque ninguno lo entiende.
    Yo sueño que estoy aquí
    destas prisiones cargado,
    y soñé que en otro estado
    más lisonjero me vi.
    ¿Qué es la vida? Un frenesí,
    ¿Qué es la vida? Una ilusión,
    una sombra, una ficción,
    y el mayor bien es pequeño:
    que toda la vida es sueño,
    y los sueños, sueños son.

    Calderon de la Barca “La vida es sueño” (1635)


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: