Neil Gaiman – Don’t Panic

Gaiman, Neil (1988-2009). Don’t Panic. Douglas Adams & the Hitchhiker’s Guide to the Galaxy. London: Titan Books. 2009. ISBN: 9781848564961. Pagine 275. 11,49 €

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Non mi aspettavo che questa guida, più volte rimaneggiata, fosse da annoverare tra le opere meglio riuscite di Neil Gaiman, di cui ho parlato più volte su questo blog (soprattutto recensendo suoi romanzi, come qui, qui e qui). Mi aspettavo che fosse una guida, informata e piena di curiosità, con qualche chicca introvabile altrove e con qualche zampata qui e là del Gaiman grande scrittore.

Il libro è tutto questo e perciò non può mancare nella biblioteca di ogni fan serio di The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (non mi dite, per favore, che qualcuno di voi non conosce almeno i libri).

Il libro l’ho letto su carta, e mi è anche caduto nella vasca da bagno perché mi sono abbioccato mentre lo leggevo (sono abbastanza previdente da non portare il Kindle o l’iPad nella vasca). Quindi, niente citazioni.

Una sola, anzi, perché sono buono:

The book has been written by Eoin* Colfer, an Irish writer […]
* Pronounced “Owen”, so stop making that noise like cars flashing past you at a Grand Prix.

Jonathan Coe – Expo 58

Coe, Jonathan (2013). Expo 58. London: Penguin. 2013. ISBN: 9780241966914. Pagine 288. 10,99 €

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Jonathan Coe è uno scrittore molto discontinuo. Ha scritto almeno due romanzi molto profondi e molto belli, The House of Sleep e (soprattutto) The Rain Before it Falls (quest’ultimo l’ho recensito su questo blog, qui). Ha scritto altri romanzi molto divertenti o comunque interessanti (a mio insindacabile giudizio, naturalmente): What a Carve Up! (tradotto in italiano con il titolo La famiglia Winshaw), The Rotters’ ClubThe Closed Circle (non ho letto i suoi primi due romanzi, The Accidental Woman e A Touch of Love). Ha scritto poi almeno due romanzi orrendi: The Dwarves of Death e The Terrible Privacy of Maxwell Sim (su quest’ultimo, che ho letto tempo fa, ma che mi è piaciuto talmente poco da avere ripugnanza a scriverne una recensione, interverrò tra poco, giusto per tener fede all’impegno di parlare sul blog di tutti i libri che leggo). A quale categoria appartiene Expo 58?

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J. M. Coetzee – The Childhood of Jesus

Coetzee, J. M. (2013). The Childhood of Jesus. London: Harvill Secker. 2013. ISBN: 9781448155866. Pagine 336. 7,84 €

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C’è un tipo di romanzo che mi provoca sempre la stessa reazione negativa. Dev’essere un problema mio, dal momento che spesso c’è una cosa soltanto che accomuna questi romanzi: la sensazione che l’autore ti stia imbrogliando con un trucco al di fuori delle regole del gioco. Eppure lo so che nei romanzi, in genere, non ci sono regole che non si possano violare (con l’eccezione, forse, della detective story).

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Daniel C. Dennett – Intuition Pumps and Other Tools for Thinking

Dennett, Daniel C. (2013). Intuition Pumps and Other Tools for Thinking. London: Allen Lane. 2013. ISBN 9780141970127. Pagine 458. 14,03 €

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Ho incontrato Dan più di 30 anni fa, e da allora ci siamo sempre frequentati, anche se a volte ci siamo persi di vista per lunghi periodi. Me l’aveva presentato Doug Hofstadter, ma poi siamo diventati amici indipendentemente da lui …

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Marco Magini – Come fossi solo

Magini, Marco (2013). Come fossi solo. Firenze-Milano: Giunti. 2013. ISBN 9788809789463. Pagine 224. 8,99 €

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Sono indeciso: in inglese si dice I am of two minds, e per una volta l’inglese mi sembra a un tempo più preciso e più vago. Più preciso, perché in moltissimi casi si può essere in due diversi stati mentali, di due diverse opinioni o posizioni senza che sia in gioco nessuna decisione; più vago, perché fa pensare, almeno a me, a due stati d’animo indefiniti, che magari si disperdono come la nebbia quando si cerca di mettere a fuoco il problema. Da una parte, ho molta simpatia per Marco Magini e per le motivazioni – che non rivela ma che mi sembrano abbastanza trasparenti, soprattutto nel personaggio di Romeo González – che lo hanno spinto a scrivere questo libro. Dall’altra, ho molte riserve proprio sulla riuscita dell’operazione letteraria.

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Santo Piazzese – Blues di mezz’autunno

Piazzese, Santo  (2013). Blues di mezz’autunno. Palermo: Sellerio. 2013. ISBN 9788838931093. Pagine 161. 12,00 €

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Una quindicina di anni fa, Santo Piazzese è stato un caso letterario. Nel 1994 aveva visto la luce il Commissario Montalbano di Camilleri (La forma dell’acqua) e aveva avuto un immediato e duraturo (e tuttora perdurante) successo. La stessa casa editrice di Montalbano, Sellerio di Palermo, propose pochi anni dopo (era il 1998) I delitti di via Medina-Sidonia di Santo Piazzese: delitti scritti e descritti da uno scrittore siciliano: facile farne il nuovo Montalbano, o il contro-Montalbano.

Ma era sufficiente iniziare la lettura per capire che ci si trovava di fronte più a un anti-Montalbano che a un Montalbano 2.0: tanto la scrittura di Camilleri è intessuta di forme ed espressioni dialettali, tanto quella di Piazzese è italiana e sottilmente esterofila; tanto l’ambientazione di Vigata è provinciale e rurale, tanto quella di Piazzese è metropolitana tinta di noir; tanto Mantalbano è un uomo della legge e un professionista scrupoloso anche se sui generis, tanto Lorenzo La Marca è uno svogliato dilettante.

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Roberto Bolaño – Chiamate telefoniche

Bolaño, Roberto (1997). Chiamate telefoniche (trad. Barbara Bertoni). Milano: Adelphi. 2012. ISBN 9788845972867. Pagine 272. 14,00 €

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Al di là del prezzo allettante (la solita offerta-lampo a 1,99 €), ci sarebbe potuto essere più di un motivo per non farmi piacere questo libro: sono 14 racconti (lunghi 20 pagine in media) e a me piace più il respiro lungo del romanzo di quello breve del racconto. E, soprattutto, 2666 mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato.

E invece, non soltanto questo Chiamate telefoniche mi è piaciuto, ma penso anche che mi abbia aiutato a capire e ad apprezzare meglio, retrospettivamente, lo stesso 2666.

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Alexandre Dumas – Il conte di Montecristo

Dumas, Alexandre (1844). Il conte di Montecristo (trad. Lanfranco Binni). Milano: Garzanti. 2011. ISBN 9788811132165. Pagine 1313. 1,99 €

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Avrei voluto scrivere qualche cosa di intelligente su Il conte di Montecristo, ma mi sono dovuto arrendere all’evidenza: tutte le cose intelligenti sull’argomento le ha già scritte Umberto Eco (ne metto comunque uno stralcio alla fine di questa recensione). Ed eccomi costretto a scrivere cose, se non proprio cretine, quanto meno irrilevanti.

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Carlotto-Videtta – Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara, Luz)

Leggevo proprio pochi giorni fa che Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, aveva attirato fin da bambino l’attenzione dei genitori e degli insegnanti per l’inesauribile curiosità e la capacità di concentrazione (tanto da sembrare distratto o assente): anche se io non ho fatto niente di importante (di pubblicamente importante, anche se ci sono cose che ho fatto che i miei cari e io riteniamo importanti per noi), almeno queste due sfaccettature della personalità Bezos e io le abbiamo in comune. Non so se è questo che mi fa cadere in tutte le trappole di marketing che Bezos e i suoi escogitano. Certo è che a volte mi chiedo se Amazon non sia, dopo il dentista, la mia più consistente voce di spesa.

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Una delle trappole in cui cado più spesso è la quotidiana offerta-lampo che Amazon dedica ai proprietari di Kindle. Il 26 novembre 2013 erano in offerta i primi 3 romanzi del ciclo delle vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta. Un amico (immediatamente consultato) ha speso su Carlotto parole lusinghiere ed eccoci qua (inutile dire che il quarto e conclusivo romanzo del ciclo l’ho dovuto acquistare a prezzo pieno).

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Il senso di Montecristo per la scienza

Sto leggendo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas, romanzo celebrato e prototipo del page turner, ma anche soffitta piena di stracci e di tesori, che la tira insopportabilmente per le lunghe, trionfo della divagazione più o meno a sproposito (lo dice anche Umberto Eco, ricordandoci che l’autore era pagato un tanto a rigo).

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Tra le divagazioni ho trovato anche questa opinione sul contributo della scienza alla società che, secondo me, la dice lunga sul posto che essa aveva nel fatuo bel mondo parigino dei tempi di Luigi Filippo:

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