Lost Girls

A. Moore-M. Gebbie. Lost Girls. Marietta: Top Shelf Productions. 2006.

Stiamo parlando di un romanzo a fumetti francamente pornografico, ancorché sceneggiato dal leggendario Alan Moore (From Hell, The League of Extraordinary Gentlemen, V for Vendetta): quindi, se non vi interessa il genere, abbandonate questa recensione al suo destino.

Alice (quella di Lewis Carroll), Wendy (di Peter Pan) e Dorothy (del Mago di Oz), ormai cresciute, si incontrano in un albergo art nouveau sulle alpi austriache, nella fatale estate del 1914. Ognuna ha l’età che avrebbe all’epoca dei fatti, se fosse realmente vissuta: Alice è una nobildonna inglese attempata e un po’ folle; Wendy una borghese vittoriana malmaritata e frustrata; Dorothy un’ingenua ragazzotta americana di campagna. Nasce un’amicizia, basata sull’attrazione fisica e sull’oscuro sentimento di avere qualcosa in comune. E così, mentre esplorano vicendevolmente i loro corpi in un crescendo di perversioni (come si conviene al genere), le tre ex-ragazze ci raccontano episodi delle avvenure che ce le hanno rese note, riletti in chiave di iniziazione erotica, spesso traumatica. Quando questa personale recherche si conclude, le tre donne ritrovano le ragazze che avevano perso (o, meglio, che erano state sottratte loro) in gioventù. Ma nel momento stesso in cui si ritrovano le tre ragazze, si perdono l’Europa e l’innocenza della belle epoque, con lo scoppio della prima guerra mondiale.

Un gioco decadente, con il rischio della banalità implicito in queste operazioni di destrutturazione. Ma qui il gioco riesce, grazie a una sceneggiatura ironica e ben scritta e a un disegno molto personale. Moore è ormai un maestro riconosciuto della ricostruzione del clima vittoriano ed edoardiano. Melinda Gebbie rinuncia alle convenzioni calligrafiche del fumetto pornografico e rappresenta le nostre eroine in uno stile più vicino a quello degli illustratori di libri dell’infanzia dell’epoca; grande uso dei pastelli e dei colori; citazioni di Beardsley, Schiele e Little Nemo. Una festa per gli occhi.