Obituary: Sally Ride, 23 luglio 2012

Obituary: Sally Ride, 23 luglio 2012

RIP

Sbagliando s'impera

Questa è veramente una scemenza pretestuosa e me lo dico da solo.

Il 26 maggio 1983, 25 anni fa esatti, Sally Ride è stata la prima donna statunitense ad andare nello spazio (quasi 20 anni esatti dopo Valentina Tereshkova).

A me è venuta in mente una canzone di molti anni prima, Mustang Sally di Wilson Pickett che – anche se il ritornello fa “Ride Sally Ride” – ovviamente non c’entra nulla con la Sally Ride di cui stiamo parlando…

La canzone è uno dei pezzi forti di The Commitments.

C’è anche una Ride Sally Ride di Dennis Coffey.

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Scoop: perché Napoleone ha licenziato Laplace

Napoleone aveva una grande passione per gli uomini di scienza e fu tra i primi a cogliere le potenzialità della statistica per il governo (autoritario) dello Stato.

Napoleone Bonaparte

wikipedia.org

Laplace, dal canto suo, aveva una straordinaria capacità di voltare gabbana, politicamente parlando: figlio di piccoli proprietari terrieri, fu fervente repubblicano durante la rivoluzione, ma si mise poi al servizio di Napoleone che nel 1799 lo nominò ministro dell’interno.

Laplace

wikipedia.org

Laplace durò nella carica soltanto 6 settimane. Questa la motivazione del licenziamento, vergata dallo stesso Napoleone. Che serva di lezione a tutti noi tecnici e scienziati, quando ci viene la tentazione di darci alla politica:

«Géomètre de premier rang, Laplace ne tarda pas à se montrer administrateur plus que médiocre; dès son premier travail nous reconnûmes que nous nous étions trompé. Laplace ne saisissait aucune question sous son véritable point de vue: il cherchait des subtilités partout, n’avait que des idées problématiques, et portait enfin l’esprit des ‘infiniment petits’ jusque dans l’administration.»

«Matematico di prima categoria, Laplace non ha tardato a dimostrarsi un amministratore più che mediocre; dal suo primo lavoro noi abbiamo subito compreso che ci eravamo sbagliati. Laplace non coglieva alcuna questione sotto il suo giusto punto di vista: cercava delle sottigliezze ovunque, aveva solo idee problematiche, e infine portava lo spirito dell'”infinitamente piccolo” perfino nell’amministrazione.»

Consoliamoci pensando che, nonostante questa disavventura, Napoleone continuò ad apprezzarne il valore come matematico e nel 1806 lo nomino conte dell’impero. Laplace sopravvisse alla grande anche alla restaurazione borbonica, riuscendo a diventare marchese nel 1817.

Perché non ce la possiamo fare, e tutto considerato è giusto così

Mentre sto scrivendo (fine mattina del 23 luglio 2012) la Borsa di Milano è a -5%, lo spread Bund-BTP decennali a 530 punti base e il rendimento dei titoli decennali italiani si aggira sul 6,3%. Al di là della nude cifre, una situazione drammatica.

Il presidente del consiglio invita però a guardare non alla finanza, ma ai “fondamentali” dell’economia reale. E io questo farò, anche se – per una volta – seguendo un approccio aneddotico invece che quantitativo. Vale a dire, in parole povere, non snocciolando statistiche ma illustrandovi i fatti miei.

Si avvicinano le vacanze e il vecchio navigatore ci ha piantato in asso. Io non guido, e il mio compito è quello di stare seduto accanto al guidatore (shotgun) per assisterlo: quindi, di diritto, il navigatore è un giocattolo riservato a me. Sono stato un pioniere e ne ho tante da raccontare (strade senza uscita, scalinate, pontili: nessuno è perfetto). Sabato ho confrontato prezzi e modelli e alla fine mi sono orientato su un TomTom non soltanto perché era bello, con lo schermo grande e un sacco di caratteristiche divertenti, ma anche perché il prezzo (piuttosto elevato) era accompagnato da una promozione su Telepass e sui pedaggi. Noi non siamo grandi viaggiatori autostradali e l’uso del Telepass (che, devo ammetterlo, mi alletta) non sarebbe giustificato, ma agosto è agosto anche per noi.

Questo è quello che dice il sito della promozione:

Ottenere il premio è semplicissimo:
Acquista un prodotto TomTom in versione Telepass.

Registrati online entro 30 giorni.

Segui le istruzioni che riceverai a seguito della registrazione.

Recati in un Punto Blu, in un Telepass Point o collegati a http://www.telepass.it, attiva un nuovo contratto Telepass Family con Opzione Premium e ricevi un premio in pedaggio autostradale e un anno di canone Telepass Premium fino a complessivi 100€.*

* Per maggiori informazioni consulta il regolamento Operazione valida sino al 31/12/2012.
Premio su un anno di canone Telepass Premium e su pedaggio autostradale, valido solo per nuovi contratti. L’importo del premio dipende dal prodotto acquistato.

Non intendo assolutamente accusare TomTom e Telepass di fare pubblicità ingannevole. Tutto quello che è scritto qui sopra è vero, alla lettera. Ciò che è conturbante, e secondo me sintomo della sindrome (grave deficit di capitale sociale e di rule of law + digital divide) che affligge questo paese, è come funziona la promozione realmente.

Quello che uno è indotto a pensare da quanto è riportato qui sopra è che, fino al PASSO 4 tutto si svolga online. Infatti, come era da aspettarsi e come le buone regole della comunicazione web suggeriscono, cliccando sul banner REGISTRATI ORA QUI si apre una procedura di registrazione che – dopo averti chiesto nome, cognome, indirizzo email, indirizzo postale, numero di telefono, codice fiscale, data e luogo d’acquisto del navigatore, modello e numero di serie (alcune di queste informazioni non avrebbe senso raccoglierle se non nella prospettiva di attivazione della promozione) – ti invia alla casella email indicata un messaggio con le istruzioni (PASSO 3).

E qui viene la sorpresa. Perché il messaggio dice così:

Ordine n. […]

Gentile Cliente TomTom,
Grazie per esserti registrato.

Per la ricezione del tuo voucher Telepass devi spedire all’indirizzo sotto riportato la seguente documentazione in busta chiusa:

  1. Una copia del documento comprovante l’acquisto del tuo dispositivo TomTom Live (scontrino o fattura del rivenditore, purchè recante la descrizione del prodotto in promozione acquistato).
  2. Una copia di questo messaggio e-mail di avvenuta registrazione.
  3. Una copia del tuo documento di identità.

Ricorda che la sopra elencata documentazione deve venire spedita entro e non oltre 30 giorni dalla data di acquisto. Come data di spedizione farà fede la data del timbro postale.

Spedisci la documentazione in busta chiusa e regolarmente affrancata al seguente indirizzo:
c/o MKTService srl
Promozione TomTom Break Free/Telepass
Via Torri bianche, 10
20871 Vimercate (MB)

Cioè, fine della modernità. Il PASSO 3 avviene per posta, con tutte le lentezze e le disfunzioni delle poste italiane.

Adesso, capisco bene che il PASSO 4 possa richiedere una visita fisica al Telepass Point, soprattutto se non hai il terminale e non vuoi aspettare la consegna a casa. Capisco anche che TomTom possa essere allettato dalla tentazione di buggerare il maggior numero di clienti possibile, inducendoli a non avvalersi della promozione: ma è una strategia miope, da “una botta e via”, che non costruisce certo un rapporto fiduciario con il cliente. Quanto a Telepass, non mi sono applicato molto al problema, ma mi sfugge che cosa abbia da guadagnarci a lasciarsi scappare anche un solo potenziale cliente.

Un secondo aspetto della storia è la mancanza di senso critico degli innumerevoli siti, sitarelli e blog che si rivolgono agli utenti di navigatori e che, in altri Paesi, sono un punto di forza del web 2.0, con la possibilità di dare voce agli utilizzatori e di favorire un consumo consapevole. Qui da noi no: non ne ho trovato uno che non si limiti a riprendere il comunicato stampa della promozione e metta in guardia contro le trappole nascoste. Un esempio per tutti (ma vi assicuro che, per quel che ho visto, sono tutti così):

TomTom regala un anno di Telepass Premium ai nuovi clienti

L’estate è vicina, la pianificazione delle vacanze è oramai completa e tra qualche settimana si parte via dalle città in direzione mare o montagna. Come ogni anno le strade saranno sempre più trafficate e quale migliore idea se non quella di prendere qualche scorciatoia ed arrivare prima alla nostra meta? In questo potrebbe aiutarci TomTom con la sua vasta gamma di navigatori stand alone e con una nuova ed interessante promozione.

“La tua estate, in viaggio con TomTom” è la nuova iniziativa che offre un premio in pedaggi autostradali ed un anno di canone Telepass Premium fino a 100€ a chi acquista un navigatore TomTom XL Classic Europa, GO LIVE Camper & Caravan, Serie GO LIVE, Serie VIA 120 e VIA Live 120 Italia e 125 Europa.

Il mini sito tomtom.com/promotelepass permette agli utenti di conoscere i navigatori inclusi nell’iniziativa e, dopo l’acquisto, di registrarsi per ricevere nel più breve tempo possibile il voucher Telepass. […]

Una volta acquistato il navigatore, ottenere il premio è semplicissimo. Basterà registrarsi sul sito http://www.tomtom.com/promotelepass entro 30 giorni dall’acquisto, seguire le istruzioni e recarsi subito presso un Punto Blu, un Telepass Point oppure collegarsi al sito http://www.telepass.it.

I corsivi sono miei.

Paolo Sorrentino – Hanno tutti ragione + Tony Pagoda e i suoi amici

Sorrentino, Paolo (2010). Hanno tutti ragione. Milano: Feltrinelli. 2010. ISBN 9788807018091. Pagine 319. 18,00 €

Hanno tutti ragione

lafeltrinelli.it

Sorrentino, Paolo (2012). Tony Pagoda e i suoi amici. Milano: Feltrinelli. 2012. ISBN 9788807018879. Pagine 159. 9,99 €

Tony Pagoda e i suoi amici

amazon.com

Di Paolo Sorrentino, prima del 21 marzo 2010, sapevo soltanto che era un regista apprezzato e sulla strada di diventare famoso. Avevo visto, per la verità, un solo suo film, che però mi era piaciuto molto, soprattutto per la l’interpretazione quasi perfetta di Toni Servillo: Le conseguenze dell’amore del 2004. Non avevo visto i film successivi (L’amico di famiglia del 2006 e Il Divo del 2008), ma soprattutto non avevo visto il primo lungometraggio, L’uomo in più del 2001 (spiegherò tra un minuto perché è importante).

Poi ho visto la puntata del 21 marzo 2010 di Che tempo che fa, dove Paolo Sorrentino faceva pubblicità al suo primo romanzo. Al di là delle iperboli a profusione del solito Fabio Fazio, per il quale nulla è mai meno che straordinario, sono rimasto colpito dall’ironia sottilmente napoletana di questo Paolo Sorrentino, un quarantenne che dimostra più anni di quelli anagrafici, soprattutto per due guance da trombettista in disarmo.

Qui sotto vi faccio vedere un piccolo stralcio dell’intervista, ma se volete (ri)vederla tutta la trovate qui.

Tony Pagoda, il protagonista del romanzo, è un cantante melodico napoletano che si è ritirato dalle scene, vivendo per 18 anni nella giungla amazzonica, dopo un successo strepitoso che lo aveva portato a cantare davanti a Frank Sinatra al Met, ma anche dopo che la vita gli era crollata addosso. Il personaggio, con il nome di Tony Pisapia, era nato nel film L’uomo in più, dove era interpretato da Toni Servillo.

La vicenda, però, è ben poco importante. In realtà, l’interesse del libro è nel linguaggio e nello stile aforistico ed epigrammatico di Tony, che parla come un oracolo. Molta napoletanità, ma napoletanità moderna e non folcloristica.

Alla lunga, almeno a me. la cosa un po’ stanca. È innegabile, però, che la voce di Sorrentino (o di Pagoda) sia una voce fresca e originale nel panorama delle patrie lettere.

Tony Pagoda e i suoi amici non è un romanzo, ma una raccolta di articoli/racconti già comparsi su periodici. Alcuni sono molto belli, ma non tutti sono allo stesso livello. Né sono al livello di Hanno tutti ragione.

* * *

Difficile scegliere citazioni da libri che, come ho detto, procedono per aforismi. Mi accorgo ora che di Hanno tutti ragione, che ho letto oltre 2 anni fa e nell’edizione cartacea, non mi ero appuntato nessun passo. Qualche sprazzo, invece, da Tony Pagoda e i suoi amici (il riferimento è come di consueto alle posizioni sul Kindle):

Lasciala perdere. Ti fa accumulare la merda nella testa con una tale lentezza che il giorno che capisci che vuoi divorziare avrai compiuto novantasei anni. [52]

Perché quando ti butti in vetrina finisci sempre a gennaio col cartello dei saldi bene in vista. E con i saldi è sempre la stessa storia. Finisci per pensare che era roba che valeva poco anche quando la vendevano a prezzo pieno. [192]

Ma il pubblico non glielo ha mai chiesto veramente, è una sua supposizione. Non può essere altrimenti, perché il pubblico non chiede mai niente. Il pubblico, cioè la gente, ci ha un sacco di cazzi propri a cui pensare e non ha proprio il tempo di mettersi a chiedere a quelli che vanno in televisione cosa devono fare. [213]

Ma pare che sia la modernità. Si cattura a brandelli. Di fretta. Un pezzo di film, la strofa di una canzoncina, poche righe di un articolo, niente per intero, le frasi tutte sconnesse, incomplete, tutti pronti a ciò che viene dopo, nella speranza che quel dopo sia più rilevante, invece è rilevante solo ciò che viene dopo ancora e così via, fino a essere depositati lentamente dentro una bara. [362]

Uno fa finta che il mondo era meglio prima, ma non è vero, è un alibi, eri tu che eri meglio prima. [1030]

Si diceva che Roma è morta. Questo è il motivo per cui, stringi stringi, è il posto migliore del mondo in cui vivere. Per sentirsi vivi, non bisogna forse ossessivamente relazionarsi alla morte? [1210]

Le decisioni rapide sono peculiarità dell’anziano moderno per ovvie ragioni: lo stringato tempo rimanente di vita. [1327]

La zoppicante scalata del costrutto, prima. [1783: degna di Hegel]

Abbiamo teso centinaia di agguati, tutti architettati dentro una comicità da dilettanti. Nient’altro, poiché professionismo e narcisismo coincidono. Sono degenerazioni dell’animo umano. Aberrazioni per chi ha riflettuto. Non noi. [1869: «professionismo e narcisismo coincidono», considerazione profondissima]

Vogliamo migliorare il mondo, creare più equità, si anela a che tutti stiano bene e non muoiano di fame negli angoli della sconcezza. Va bene. Ma perché? Perché una volta che hanno mangiato, tutti possano avere la possibilità di ridere. Il comunismo è una grossa risata collettiva. Tutti insieme. [1886]

Una volta chiese a Totò: “Come si trova a lavorare con Pasolini?” e Totò rispose: “Noi attori siamo come i tassisti. Andiamo dove vuole il cliente”. [2033]

Ma persino Sorrentino mi cade su un epocale… [2010]

Epocale

Le parole abusate hanno due caratteristiche ricorrenti:

  1. l’essere usate fuori contesto, e spesso in un’accezione sbagliata (frequentemente si tratta di un falso amico preso in prestito da un’altra lingua, in questi tempi dall’onnipresente inglese)
  2. l’essere usate in modo enfatico, iperbolico, sopra le righe.

Un buon esempio è l’aggettivo epocale. Il Vocabolario Treccani online: ci spiega che la parola l’abbiamo presa a prestito dall’inglese (dove è peraltro recente, essendo attestata circa dal 1850).

aggettivo [dall’inglese epochal, derivato di epoch «epoca»], non comune [sic!] – Di un’epoca, relativo a un’epoca; più spesso, che segna un’epoca, che costituisce l’inizio di un periodo storico: momento epocale di una nuova era.

Non comune? Conosco persone che ne hanno fatto un intercalare: non c’è azione che abbiano compiuto, attività che abbiano avviato, risultato che abbiano conseguito, che non sia epocale. Un caso di delirio narcisistico? Può essere: ma non siamo qui a fare della psicopatologia della vita quotidiana, siamo qui a fare analisi critica del costume attraverso gli usi e i tic linguistici.

Allora, se epocale si dice di qualcosa che segna un’epoca, e specificamente l’inizio di un periodo storico, di un’era, sarà bene analizzare il significato di questi due termini, epoca ed era.

Època sostantivo femminile [dal greco ἐποχή, propriamente «sospensione, fermata», derivato di ἐπέχω «trattenere»]. –

  1. Propriamente, punto fisso nella storia, segnato da qualche avvenimento memorabile, da cui si comincia a contare una nuova serie di anni; o spazio di tempo compreso fra due di tali punti o momenti della storia. Più comunemente, periodo storico collegato a grandi avvenimenti: l’epoca delle Crociate, delle grandi scoperte geografiche; la caduta dell’Impero romano segnò l’inizio di una nuova epoca. Con senso più generico: viviamo in un’epoca di grandi trasformazioni; l’epoca precedente alla nostra generazione; e nella locuzione aggettivale dell’epoca (o d’epoca), coevo, contemporaneo, appartenente proprio a quel tempo: una commedia cinquecentesca in costumi (o con arredamento) dell’epoca; esecuzione di musica vivaldiana con strumenti originali dell’epoca (con altro significato, un palazzetto d’epoca, arredamento d’epoca, antico, tipico di tempi passati). Meno propriamente, tempo in generale, momento e simili: all’epoca del mio matrimonio; nell’epoca in cui ero studente; in quell’epoca, da quell’epoca. Appartiene al linguaggio comune la locuzione fare epoca (calco del francese faire époque), di avvenimento o fatto notevole, destinato a lasciare traccia di sé: fu una scoperta che fece epoca; è una moda che farà epoca.
  2. In astronomia, l’istante dal quale convenzionalmente si incomincia a contare il valore di una quantità variabile con il tempo, per esempio quello della longitudine celeste media di un astro del sistema solare.
  3. Nella cronologia geologica, suddivisione del periodo (a sua volta suddivisa in età): il paleogene è suddiviso nelle epoche oligocene, eocene e paleocene.
  4. Nel linguaggio commerciale, data di decorrenza di termini. In particolare, nella pratica borsistica e bancaria, epoca di godimento, la data di decorrenza degli interessi su fondi pubblici e privati; metodo ad epoca, metodo indiretto per la tenuta di un conto corrente, che fissa, agli effetti del computo degli interessi, una data comune, detta appunto epoca, che deve essere anteriore a tutte le valute delle operazioni del conto.

Esclusa la 4ª accezione, specialistica, le altre 3 non sembrano giustificare l’apposizione dell’aggettivo epocale a cambiamenti o avvenimenti forse importanti, ma non tali da essere ricordati come spartiacque tra due periodi storici differenti, e meno che mai ad accadimenti o risultati rilevanti soltanto in ambito ristretto. Eppure, tutto è ormai epocale. Ho fatto in questo istante (sono le 16 del caldo e sonnacchioso pomeriggio del 20 luglio 2012) e ho cercato su twitter le ricorrenze della parola epocale nelle ultime 24 ore. Ecco che cosa ho trovato (ho fatto appena un minimo di editing per proteggere la privacy degli autori):

  1. «siamo sulla soglia di un cambiamento epocale. torneremo al medioevo fra poco.. entro l’anno. ma tanto chi governa se ne fotte..
  2. «Nulla sarà più come prima e il Paese uscirà a pezzi, tra molti anni, da questa epocale resa dei conti»
  3. «Sul Fatto epocale […] dissacra Ibra e dichiarazioni calciatori. Tipo: “Sono pienamente d’accordo a metà col mister”»
  4. «O Microsoft s’è comprata Twitter, oppure siamo vicini ad un altro down epocale
  5. «una scoperta epocale. perché se io Lupu Ululà, lei è il vero Castellu Ululì.»
  6. «L’ho sentito, la Brambilla dice che i cani in viaggio su@LeFrecce sono “un cambiamento epocale per questo Paese”. Epocale, per il Paese.»
Brambilla

milano.repubblica.it

Non male, vero? sembra quasi che siamo di fronte a un aggettivo jolly, che si può inserire al posto di qualunque altro.

Giusto per rigore riprendo da Wikipedia la voce sulla Scala dei tempi geologici:

La scala dei tempi geologici rappresenta un modo per suddividere il tempo trascorso dalla formazione della Terra condiviso dalla comunità scientifica internazionale e in continua evoluzione. Esiste un organismo internazionale delegato alla formalizzazione (quindi alla nomenclatura) di questa scala, la Commissione Internazionale di Stratigrafia che presiede alla ratifica dei GSSP.
[…]
Concettualmente ogni suddivisione raggruppa una fase della storia della Terra caratterizzata da determinati organismi spesso estinti al termine dell’Era geologica di appartenenza. L’età della Terra è stimata in circa 4570 milioni di anni (nella nomenclatura inglese, 4570 mya o, in “Ma”, 4570 Ma). Il tempo geologico o “profondo” della Terra in passato è stato organizzato in varie unità, a seconda degli eventi che si sono succeduti in ogni periodo. Differenti livelli della scala temporale sono spesso delimitati da grandi eventi geologici o paleontologici, come le estinzioni di massa. Per esempio, il limite tra il periodo Cretacico e il periodo Paleogene è definito dall’evento della estinzione dei dinosauri e di molte specie marine. Altri periodi, precedenti le rocce contenenti fossili guida, sono definiti in maniera assoluta da età radiometriche.

Unità Geocronologiche “Corrispondenza empirica” in anni
Eone miliardi di anni
Era centinaia di milioni di anni
Periodo decine di milioni di anni
Epoca milioni di anni
Età migliaia di anni
Epocale

wikipedia.org

E come chiameremo l’epoca segnata dai viaggi dei cani sul Frecciarossa? Brambillocene? L’era dell’Airedale bianco?

5+1 usi alternativi della pellicola d’alluminio

La pellicola d’alluminio, oltre all’uso ovvio di avvolgerci i cibi per conservarli o per cuocerli al cartoccio, può essere usata in mille altri modi. Qui di seguito 5 che ho trovato sull’Huffington Post:

  1. Conservare i pennelli sempre pronti a dipingere senza lavarli
  2. Tenere gli animali domestici lontano dai mobili
  3. Affilare le forbici
  4. Tenere pulito il ferro da stiro
  5. Lucidare le cromature.
Pellicola d'alluminio

huffpost.com / Flickr photo by public domain photos

Ecco l’articolo originale: 5 Other Uses For Aluminum Foil.

  1. Paint Brush Saver. One of the worst parts of painting is cleaning the brushes, especially if you know you’ll need them the next day. Instead of washing the brushes, wrap them up tightly in aluminum foil and stick them in your refrigerator. They may be a little cool to the touch, but they’ll be ready to go.
  2. Keep Pets Off Furniture. As much as we love our animals, there are certain pieces of furniture they shouldn’t go near. When you can’t be at home to shoo them away, try this trick: Place a sheet of aluminum on top of the couch, table or seat. The sound of the crinkling foil will remind them that this isn’t the best place to hang out.
  3. Sharpen Scissors. Sure, we should routinely sharpen our shears professionally, but that means a. Finding a pro who can do that and b. Making time for that appointment. Instead, take the DIY route: Just use the blunt scissors to cut through a few sheets of aluminum foil.
  4. Keeping Your Iron Clean. You can use a piece of aluminum foil to remove the starchy build-up on your iron. To do it? Just run the iron over a sheet of foil. The heat will transfer the starch to the foil sheet, leaving you with a nice clean iron.
  5. Shine Up Chrome. To restore chrome items back to their original shine, bring out the foil. Just wad it up into a ball, dip it in water and buff the chrome to remove rust, dirt and dullness. Similarly, you can use aluminum foil to restore silver items…check out the video to see how.

Ma il mio uso alternativo preferito per l’alluminio è per eliminare l’annerimento dell’argento senza sprecare un microgrammo d’argento (che sarebbe pur sempre un metallo prezioso, anche se non ci facciamo più sopra le malattie che ci fecero gli spagnoli fino a rovinarsi). L’annerimento dell’argento è l’effetto di una reazione chimica, in cui lo zolfo (elemento molto attivo e onnipresente nell’ambiente, e in particolare l’acido solfidrico, gas dal caratteristico odore d’uova marce, si combina con l’argento formando un sale nero, molto stabile e insolubile in acqua). Certo, lo si può rimuovere meccanicamente, ma in tal modo si perde il contenuto d’argento del sale stesso.

Meglio sfruttare la chimica, e in particolare il fatto che l’alluminio, metallo più attivo dell’argento, sottrae lo zolfo dal solfuro d’argento, lasciando solfuro d’alluminio e argento metallico puro. Ma poiché – come già sapeva Lavoisier – a e nulla si distrugge, in questo modo si consuma alluminio.

3 Ag2S + 2 Al = 6 Ag + Al2S3

Per attivare la reazione è necessaria un po’ di energia e un catalizzatore: il modo tradizionale di farlo (quanto meno quello che ho sempre utilizzato io) è di prendere una vecchia pentola d’alluminio: questo perché, come abbiamo detto, nella reazione si forma solfuro d’alluminio, un sale incolore e instabile, che esposto all’umidità dell’atmosfera si idrolizza trasformandosi in ossidi o idrossidi d’alluminio e acido solfidrico – quello della puzza d’uova marce. Il che, in pratica, porta a quei bucherelli che costellano le vecchie pentole d’alluminio… Quanto all’energia e al catalizzatore, basta mettere la pentola d’alluminio sul fuoco, dopo averla riempita d’acqua, deporre sul fondo gli oggetti d’argento da pulire e un cucchiaino di sale da cucina e uno di bicarbonato di sodio come catalizzatori.

Per salvare la pentola d’alluminio, e per oggetti piccoli, può bastare un pezzo di pellicola d’alluminio e un recipiente di vetro o plastica, come s’illustra nel filmato qui sotto:

Giancarlo De Cataldo – Io sono il Libanese

De Cataldo, Giancarlo (2012). Io sono il Libanese. Torino: Einaudi. 2012. ISBN 9788858406335. Pagine 131. 6,99 €

Io sono il Libanese

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Sono un lettore appassionato di Giancarlo De Cataldo. Mi era molto piaciuto, alla sua uscita, Romanzo criminale (nessuna recensione, perché questo blog non era nato). Ancora di più mi è piaciuto Nelle mani giuste., che ne era in più d’un senso il seguito; mi era sembrato potente e coraggioso (affiorava il tema della trattativa tra Stato e mafia, ed è un romanzo pubblicato 5 anni fa). Purtroppo quella resta, secondo me, la sua prova migliore. La forma della paura mi era sembrato un romanzo minore, dettato da esigenze dell’industria culturale (non so se nel frattempo ne abbiano tratto il film di cui il libro, più che un romanzo, sembrava la sceneggiatura). I traditori vedeva il ritorno di Giancarlo De Cataldo alle grandi ambizioni, ma non ai grandi risultati artistici. [Ho letto anche In giustizia – che non è un romanzo ma una riflessione sulla professione del giudice – in una versione e-book non Kindle, e il risultato è che non riesco più a trovarne traccia e, poiché non l’ho recensito subito, ne ho perso anche il ricordo: il che non mi sembra il sintomo che si tratti di una riflessione indimenticabile…]

Insomma, dovrei dire piuttosto: sono un lettore seriale e compulsivo, ma non corrisposto, di Giancarlo De Cataldo.

Io sono il Libanese è – lo si capisce già dal titolo – un prequel (una volta si diceva antefatto, ma suonava meno à la page) di Romanzo criminale. Già questo dovrebbe insospettire (e io mi sono insospettito, ma la compulsione ha prevalso). Il libanese è ancora un pischello, la vicenda si svolge tra la fine del 1976 e l’inizio del 1977, ci sono le femministe e le gonne a fiori, e anche i collettivi, ma il Settantasette cupo ed esaltante è del tutto al di fuori dal romanzo e dalle corde di De Cataldo.

In realtà quello che mi viene da scrivere – con un pizzico di perfidia, ma molta verità – è che questo libro è un musicarello in prosa. E poiché la canzone in questione è una delle preferite di DM, eccola qui, nella versione del 1971:

E quella del quarantennale:

Potrei anche finirla qui, se non mi fosse rimasto un dubbio, di quelli che non gliene importa niente a nessuno, ma io mi ci arrovello (d’altro canto, diceva Albert Einstein: «I have no special talent. I am only passionately curious.»).

Scrive De Cataldo:

Sulle tegole spioventi, a mezzo metro sotto di lui, una gabbiana vigilava gli incerti passi del suo pulcino. Bianco spettro contro l’orizzonte, comparve il maschio, starnazzando minaccioso. [1656]

La domanda che mi turba il sonno: Ma all’inizio del 1977, a Roma, c’era già stata l’invasione di gabbiani reali (Larus cachinnans) che sperimentiamo ora?

Larus cachinnans

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