Tre sono le cose misteriose

Avoledo, Tullio (2005). Tre sono le cose misteriose. Torino: Einaudi. 2006.

Un Avoledo diverso e, secondo me, migliore. Certo, gli ingredienti di Avoledo ci sono tutti: l’inquietudine che attraversa la vita quotidiana, così difficile da definire e da precisare; un rapporto difficile con la moglie, ai limiti della rottura; una presenza infantile, cui è affidato il compito di farci vedere le cose con uno sguardo diverso; gli incontri, sempre obliqui e incompleti, sempre importanti, anche se spesso non riusciamo a capire perché; un protagonista – giovane, maschio, amante della musica e con problemi d’alcool – che si interroga sulla sua inadeguatezza.

La differenza è tutta nel tono della narrazione. Qui è volutamente alto, anche perché lo è il tema trattato: l’esercizio della giustizia internazionale ci mette in questione. Con il processo al Mostro espelliamo da noi le nostre responsabilità, l’incapacità e l’impotenza nel far rispettare i diritti umani, le libertà elementari, il diritto alla vita (altro che pursuit of happiness!). “Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”. Non che gli altri romanzi di Avoledo siano disimpegnati: ma è scanzonato il tono e, a volte, il chiacchiericcio e l’intento satirico prevalgono su tutto il resto.

Purtroppo, non sempre il registro alto tiene: a tratti, emerge la fatica della scrittura (Avoledo ci aveva abituato alla leggerezza e alla “facilità”) e anche un po’ di retorica (sempre fastidiosa).

Dal punto di vista della struttura, è molto efficace che sia mantenuta l’unità di tempo e di spazio (i giorni e le ore che precedono la partenza per il processo) e che sia affidato al monologo interiore dell’io narrante il compito di spaziare tra i ricordi, gli antefatti e le aspettative.

Un bel libro.

CANZONE DEL MAGGIO

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Pubblicato su Recensioni. 2 Comments »

2 Risposte to “Tre sono le cose misteriose”

  1. La ragazza di Vajont « Sbagliando s’impera Says:

    […] Avoledo abbiamo già scritto (parlando di Breve storia di lunghi tradimenti e di Tre sono le cose misteriose) che ha un’enorme capacità di catturarti fin dalle prime righe e una scrittura scorrevole e […]

  2. Avoledo-Dileo – Un buon posto per morire « Sbagliando s’impera Says:

    […] già scritto parlando di altre sue opere (Breve storia di lunghi tradimenti, Tre sono le cose misteriose, La ragazza di Vajont e L’anno dei dodici inverni) che Avoledo è un autore che sa catturarti fin […]


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