Opus Dei segreta

Pinotti, Federico (2006). Opus Dei segreta. Milano: Rizzoli. 2006.

Il libro è interessante sia per chi conosce poco l’Opus Dei (quasi tutti, trattandosi di un’associazione segreta), sia per chi ha già letto qualcosa (no, il Codice da Vinci non basta!). Il pregio del libro, infatti, è quello di raccogliere le testimonianze di membri dell’Opus Dei che ne sono venuti fuori.

Questo è però anche uno dei suoi punti deboli, perché rende il saggio fondamentalmente, strutturalmente ripetitivo. Inoltre, la maggior parte delle testimonianze, tutte quelle straniere (mi pare di capire), erano già disponibili in altre pubblicazioni oppure online nella rete dei profughi dell’Opera (ODAN, opuslibros, opuslivre…).

Un’altra critica che mi sento di fare al lavoro di Pinotti è che è frequente la contrapposizione tra un’Opus Dei cattivo e un cattolicesimo buono. Questo è spesso il punto di vista dei transfughi e Pinotti, apparentemente, lo condivide. Io sospetto, invece, che l’Opus Dei non sia un cattolicesimo deviato, ma un cattolicesimo portato alle sue estreme, logiche conseguenze. Insomma, penso che il “fondamentalismo” non si chiami così per caso o per spregio, ma in modo appropriato. Punti di vista, naturalmente.

Molto utili i documenti e le appendici al termine del volume.

Hannibal Rising

Harris, Thomas (2006). Hannibal Rising. New York: Dell. 2007.

Insomma, il raffinatissimo Boris legge anche questa monnezza? Ebbene sì, ha letto anche gli altri e visto i film. Essere onnivori ha il suo prezzo. E poi, non è monnezza: Thomas Harris è dignitoso anche se non ottimo, e c’è ben di peggio.

Basterebbe questa battuta per salvare il libro:

He said “Beast” very calmly. It sounded like taxonomy rather than insult (p. 110).

Il libro è meglio del precedente (Hannibal), ma peggiore di Red Dragon e di The Silence of the Lambs. Il problema è che Harris si sente in dovere di raccontarci i primi anni della vita di Hannibal Lecter e di farci capire come è diventato quello che conosciamo (un colto intelligente affascinate mostro cannibale). Di conseguenza, una storia che si reggerebbe in piedi da sola è “piegata” alle esigenze della pre-quel e questo la indebolisce. La parte in cui Hannibal diventa da umano (vendicativo ma umano) il mostro che conosciamo è la parte più debole del libro.

Il tema è quello, stranoto, di una sofisticata vendetta multipla e crudele. Il prototipo (con il bonus di non prendersi per niente sul serio) è il Vincent Price dell’Abominevole dottor Phibes:

Anton Phibes, celebre organista, dato per morto in un incidente stradale, è in realtà rimasto soltanto orribilmente sfigurato. L’uomo è convinto che la sua adorata moglie Victoria Regina, morta durante un’operazione chirurgica, sia stata vittima dell’incapacità dei medici. A distanza di anni dal fatto, Phibes comincia ad attuare la sua vendetta contro l’equipe che aveva operato la consorte. Ispirandosi alla Bibbia (le dieci piaghe che colpirono l’Egitto in seguito alla maledizione divina) e aiutato da Vulnavia, un’avvenente e silenziosa collaboratrice, Phibes uccide, uno ad uno e con i mezzi più efferati, sette medici e la capo infermiera. Capo dell’equipe che aveva operato Regina, e autore materiale dell’intervento, era stato il dottor Viesseux e a lui Phibes riserva il castigo più atroce. Gli rapisce il figliolo e lo lega ad un lettino operatorio, sul quale incombe un recipiente pieno di terribile acido. Inoltre, introduce nel torace del ragazzo una piccola chiave che serve a liberarlo. Poi convoca Viesseux, al quale ha concesso solo sei minuti di tempo per operare il figlio e salvarlo dall’acido. L’operazione riesce e sarà Vulniana ad essere corrosa dall’acido. Convinto d’aver compiuto la propria vendetta fino in fondo, Phibes si sdraia accanto al cadavere imbalsamato della moglie e, dopo essersi dissanguato, sprofonda nelle tenebre dei sotterranei della propria dimora [riassunto di rosebud6 tratto da imdb.com].

Qui una delle vendette:

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La squadra 8 (12)

Purtroppo ero fuori e ho visto la puntata molto male: più un radiodramma che un telefilm.

Certo una puntatona, in cui viene a compimento la tempesta che si stava accumulando su Matrone. Non ho visto bene, ma mi pare un po’ improbabile che Guerra e Sciacca siano potuti uscire dall’esplosione e dal crollo illesi e sulle proprie gambe. Ma certo che tre gravi infortuni in una sola puntata sarebbero stati troppo!

Cip & Ciop

Ma quello con il naso rosso è Cip (Chip) o Ciop (Dale)?  La risposta dopo che avete visto il filmato.

Buon divertimento.

Quello con il naso rosso è Ciop, che ha anche due denti davanti ed è il più burlone e dispettoso. Cip (con il naso nero e un solo dentone) è la “mente” del duo.

Non sono scoiattoli ma chipmunks (il genus è Tamias), parenti più stretti delle marmotte.