Hannibal Rising

Harris, Thomas (2006). Hannibal Rising. New York: Dell. 2007.

Insomma, il raffinatissimo Boris legge anche questa monnezza? Ebbene sì, ha letto anche gli altri e visto i film. Essere onnivori ha il suo prezzo. E poi, non è monnezza: Thomas Harris è dignitoso anche se non ottimo, e c’è ben di peggio.

Basterebbe questa battuta per salvare il libro:

He said “Beast” very calmly. It sounded like taxonomy rather than insult (p. 110).

Il libro è meglio del precedente (Hannibal), ma peggiore di Red Dragon e di The Silence of the Lambs. Il problema è che Harris si sente in dovere di raccontarci i primi anni della vita di Hannibal Lecter e di farci capire come è diventato quello che conosciamo (un colto intelligente affascinate mostro cannibale). Di conseguenza, una storia che si reggerebbe in piedi da sola è “piegata” alle esigenze della pre-quel e questo la indebolisce. La parte in cui Hannibal diventa da umano (vendicativo ma umano) il mostro che conosciamo è la parte più debole del libro.

Il tema è quello, stranoto, di una sofisticata vendetta multipla e crudele. Il prototipo (con il bonus di non prendersi per niente sul serio) è il Vincent Price dell’Abominevole dottor Phibes:

Anton Phibes, celebre organista, dato per morto in un incidente stradale, è in realtà rimasto soltanto orribilmente sfigurato. L’uomo è convinto che la sua adorata moglie Victoria Regina, morta durante un’operazione chirurgica, sia stata vittima dell’incapacità dei medici. A distanza di anni dal fatto, Phibes comincia ad attuare la sua vendetta contro l’equipe che aveva operato la consorte. Ispirandosi alla Bibbia (le dieci piaghe che colpirono l’Egitto in seguito alla maledizione divina) e aiutato da Vulnavia, un’avvenente e silenziosa collaboratrice, Phibes uccide, uno ad uno e con i mezzi più efferati, sette medici e la capo infermiera. Capo dell’equipe che aveva operato Regina, e autore materiale dell’intervento, era stato il dottor Viesseux e a lui Phibes riserva il castigo più atroce. Gli rapisce il figliolo e lo lega ad un lettino operatorio, sul quale incombe un recipiente pieno di terribile acido. Inoltre, introduce nel torace del ragazzo una piccola chiave che serve a liberarlo. Poi convoca Viesseux, al quale ha concesso solo sei minuti di tempo per operare il figlio e salvarlo dall’acido. L’operazione riesce e sarà Vulniana ad essere corrosa dall’acido. Convinto d’aver compiuto la propria vendetta fino in fondo, Phibes si sdraia accanto al cadavere imbalsamato della moglie e, dopo essersi dissanguato, sprofonda nelle tenebre dei sotterranei della propria dimora [riassunto di rosebud6 tratto da imdb.com].

Qui una delle vendette:

Pubblicato su Recensioni. 2 Comments »

2 Risposte to “Hannibal Rising”

  1. Ghost « Sbagliando s’impera Says:

    […] Harris (da non confondere con Thomas Harris, quello di Hannibal Lecter, che è americano) è uno di quegli scrittori di cui ho letto praticamente tutto. Perché? Forse, […]

  2. 31 dicembre – Anthony Hopkins « Sbagliando s’impera Says:

    […] festeggiamo con la sua interpretazione più nota, quella di Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti. Le battute sono di quelle indimenticabili: “Well, Clarice – […]


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