The Hitchhikers Guide To The Galaxy – BBC – Ep2P2

17 marzo – Nat King Cole

Nato nel 1919, o nel 1917, non si sa bene, a Montgomery, Alabama. Si chiamava in realtà Nathaniel Adams Coles.

Questa canzone era il tema conduttore di In the Mood for Love.

16 marzo 1968 – My Lai

Una delle pagine più nere della guerra del Vietnam. La sera del 15 marzo, il capitano Medina informò gli uomini della compagnia Charlie che alle 7 della mattina successiva gli abitanti civili della zona di My Lai avrebbero lasciato i villaggi per recarsi al mercato. Tutti quelli che fossero rimasti avrebbero potuto essere considerati effettivi o simpatizzanti del 48° battaglione Viet Cong.

La mattina del 16 la compagnia Charlie non trovò combattenti, ma iniziò un fuoco indiscriminato diretto a tutto quello che si muoveva: uomini donne vecchi bambini e animali. Il massacro crebbe d’intensità. La testimonianza della BBC:

Soldiers went berserk, gunning down unarmed men, women, children and babies. Families which huddled together for safety in huts or bunkers were shown no mercy. Those who emerged with hands held high were murdered. … Elsewhere in the village, other atrocities were in progress. Women were gang raped; Vietnamese who had bowed to greet the Americans were beaten with fists and tortured, clubbed with rifle butts and stabbed with bayonets. Some victims were mutilated with the signature “C Company” carved into the chest. By late morning word had got back to higher authorities and a cease-fire was ordered. My Lai was in a state of carnage. Bodies were strewn through the village.

Non sopravvisse nessuno. I morti furono tra i 350 e i 500.

Contrariamente alla vulgata (“anche gli americani commettono crimini di guerra, ma almeno li ammettono”), i militari e il governo statunitense cercarono disperatamente di nascondere l’accaduto e di non giungere a un processo. Dei 26 soldati americani processati per il massacro, soltanto il tenente William Calley fu condannato (con attenuanti: 3 anni e mezzo agli arresti domiciliari in caserma!). Quel che è più grave, la corte marziale americana stabilì il precedente che un militare che esegue ordini è esentato dalla responsabilità del suo operato, capovolgendo il principio stabilito dai tribunali per crimini di guerra di Norimberga e Tokyo e aprendo la strada alla sostanziale immunità dei militari americani. Il processo è completato dalla mancata adesione statunitense alla Corte penale internazionale dell’Aia.

Persepolis

Persepolis, 2007, di Marjane Satrapi.

È  un capolavoro. Erano un capolavoro i libri e il film, per una volta, è ancora meglio.

Satrapi è capace di comunicarti l’essenza di una persona in pochi tratti. Meraviglioso il severo bianco e nero. La storia è vera e commovente (io sono un duro, ma ho avuto spesso un nodo alla gola). A tratti è anche molto divertente (la crescita improvvisa, la trasformazione del suo ragazzo…).

Ma la parte che preferisco è la prima, quando lei è bambina. Mi pare che la storia di un paese che potrebbe essere prospero e felice, e che passa da una dittatura post-coloniale odiosa e tecnocratica (bella l’opera dei pupi in cui il padre dello scià viene manipolato dagli inglesi) alla repressione e alla guerra imposte dal bigotto potere dei preti e dei loro scagnozzi ci dovrebbe far riflettere, e molto. Il declino non è un destino, è il frutto di scelte politiche, di cui siamo tutti responsabili (c’è una sequenza rivelatrice nel film, quando il punto di vista degli oppositori marxisti dello scià è che sia necessario passare attraverso una fase nazionalistico-islamica per arrivare alla democrazia e al socialismo – mi ricordo che la sinistra, e i francesi in testa, nel 1979 appoggiavano Khomeini contro lo scià!). Sempre il machiavellismo del fine che giustifica i mezzi.

Il mio consiglio? Correte a vederlo.

Qui sotto un’intervista a Marjane, per chi non la conosceva.

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Sweeney Todd

Sweeney Todd, 2007, di Tim Burton, con Johnny Depp e Helena Bonham-Carter.

Non è il miglior film di Tim Burton. Intanto è un musical di Broadway, e (come avrete capito) a me i musical non piacciono particolarmente. Questo poi, musicalmente, è brutto. Peggio che brutto, inutile: non c’è una canzone “memorabile” (e nemmeno passabile) e quelle che ci sono non svolgono altra funzione che diluire la storia. Anche il contenuto del film è un po’ leggero e “usuale”: il solito uomo maltrattato dai potenti che si vendica. Nulla che non abbiano già raccontato innumerevoli fumetti e film, da Batman in avanti. E, meglio di tutti, recentemente, V per vendetta.

Tutto ciò premesso, nel film ci sono delle cose bellissime. In primo luogo, l’umor nero di Tim Burton: muoio dalla voglia di assaggiare i meat pies di Mrs. Lovett! Poi la Londra cupa e notturna. E ancora, la bravura degli attori, Johnny Depp (che fa sempre Johnny Depp, ma lo fa sempre meglio via via che s’imbolsisce) e soprattutto Helena Bonham-Carter (che avevamo già apprezzato come la Bellatrix Lestrange di Harry Potter).

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The Hitchhikers Guide To The Galaxy – BBC – Ep2P1

14 marzo – Albert Einstein

Buon compleanno, vecchio mio (sarebbero 129, se fossi ancora vivo).

 

Lo festeggiamo con una citazione poco frequentata, a proposito della sezione aurea, scritta in una lettera all’architetto Le Corbusier nel 1946: “Er ist eine Skala der Proportionen, die das Schlechte schwierig und das Gute leicht macht” (è una scala do proporzioni che rende difficile il brutto, e facile il bello).

 

La nuova squadra (1)

Non mi è piaciuta. Ma sospendo il giudizio.

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The Hitchhikers Guide To The Galaxy – BBC – Ep1P4

Boogie-Woogie

Tecnicamente un ritmo di origine africana. Più in generale, negli Stati Uniti, un sinonimo di fare festa (let’s boogie = let’s party) o di muoversi (= let’s move). Secondo il De Mauro online: “stile pianistico diffusosi a Chicago agli inizi del Novecento, derivato dal blues ma su un ritmo molto più veloce | ballo eseguito su tale musica, particolarmente in voga nel secondo dopoguerra”.

Forse è più facile farvelo ascoltare che descriverlo. Oltre al ritmo, il boogie ha un “giro” armonico simile a quello del blues in 12 battute e, di conseguenza, del rock (tonica- sottodominante-tonica- sottodominante-tonica- dominante-sottodominante-tonica).

La parola è giunta all’inglese attraverso il Black English da qualche lingua dell’Africa occidentale: in Hausa, ad esempio, buga significa “danzare, suonare le percussioni”.

Il primo boogie-woogie con questo nome fu composto e registrato nel 1928 da Clarence “Pinetop” Smith e si chiama (prevedibilmente) Pinetop’s Boogie-Woogie.

Per noi italiani il boogie-woogie è il dopoguerra e In the Mood di Glen Miller.

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