Sulle spalle dei giganti: un aggiornamento

Grazie a Il barbarico re, ecco le vetrate della Cattedrale di Chartres di cui avevamo detto questo:

Nel transetto meridionale della Cattedrale di Chartres (ho cercato la foto ma non l’ho trovata), proprio sotto il rosone, quattro vetrate lunghe e strette rappresentano visivamente il concetto: i 4 evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) sono seduti sulle spalle di 4 giganteschi profeti dell’Antico testamento (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele) ma, per quanto più piccoli, hanno potuto vedere meglio e riconoscere il Messia grazie alle parole e profezie dei loro giganteschi predecessori.

Cattedrale di Chartres, vetrate del transetto sud

wikipedia.org

L’uomo uccello era una bufala

Ha fatto il giro della rete ed è stato visto 3 milioni di volte in poche ore il video dell’olandese Jarno Smeets che vola in un parco de L’Aja per un centinaio di metri sbattendo le ali come un uccello. Gizmodo, Wired, Time avevano tutti abboccato.

Troppo bello per essere vero. E infatti.

Molti esperti di effetti speciali e di computer graphics avevano sospettato il falso. Poi Wired aveva scoperto che il profilo di Smeets su LinkedIn non era vero: nessun laureato in ingegneria meccanica con quel nome all’Università di Coventry, nessun Jarno Smeets compare come impiegato nei libri paga delle aziende citate nel curriculum.

Poi l’ammissione nell’intervista andata in onda nella trasmissione televisiva “De Wereld Draait Door” (“Il mondo continua a girare”), Floris Kaayk (il vero nome di Smeets, anche se sembra ancora più falso) ha ammesso di essere un regista e di aver creato il video come “storytelling online”.

Storytelling online! Ve l’avevo detto, io, di tenere occhi e orecchie ben aperti.

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Il rendimento dei BTP decennali sfonda nuovamente il 5% – FT.com

Torna lo spauracchio della crisi europea. E l’Italia torna al centro delle preoccupazioni. Lo segnala il Financial Times:

Spain’s borrowing costs back above 5.5% – FT.com

Spain’s borrowing costs rose above 5.5 per cent for the first time since January as investors fretted about another escalation of the eurozone crisis amid signs of further economic weakening even in Germany.

Investors, already nervous about Madrid’s deficit and weak growth prospects, pushed Spain’s benchmark 10-year bond yields up 14 basis points to as high as 5.53 per cent. Italy’s borrowing costs also rose with the yield on its 10-year bond breaking through 5 per cent.

Markets have been calmed in recent weeks by the European Central Bank’s cheap loans for lenders, known as the longer-term refinancing operation. But some investors are now becoming nervous that the impact of the two LTROs is already wearing off.

Mario Draghi

wikipedia.org

Marc Chandler, currency strategist at Brown Brothers Harriman, noted Italian 10-year yields have fallen 180bp so far this year while Spain’s have risen by 39bp.

“That is after two LTROs,” he said. “That definitely concerns me. When the bonds rally it helps the banks’ balance sheets. But when yields start rising it hurts the banks even more. It is a vicious circle.”

The economic fate of Spain and Italy is both viewed as central to assessing whether the eurozone debt crisis – quiet since Greece’s default earlier this month – could re-erupt. Investors worry that weak growth, not just in Italy and Spain but across the rest of the eurozone, could be the spark to reignite the crisis, despite some European politicians’ claims that it was largely over.

Eurozone purchasing managers’ indices, released on Thursday for March, suggest weakening growth prospects across the continent with an unexpectedly strong decline in Germany, the powerhouse of the eurozone.

Investors have started to focus on Spain again this year after its budget deficit overshot targets last year and the government proposed to cut it less than it had agreed with European authorities for 2012.

After Portugal’s bailout a year ago, markets expected Spain to be next in line. But partly due to Italy’s high debt burden and the stumbling performance of its former prime minister Silvio Berlusconi, investors turned their sights on Rome first.

Now investors are back to worrying about Madrid with concerns ranging from its extremely high youth unemployment rate to its troubled banking sector and high budget deficit.

“Spain is a problem still,” said a fund manager at one large bond investor. “Maybe it doesn’t flare up for a while but it is hard to see it just muddling through forever: the numbers, particularly on unemployment, are just too bad.”

Investors sought haven bond assets on Thursday with German 10-year Bund yields falling 7bp to 1.91 per cent.

Un articolo che nega il rapporto tra HIV e AIDS: un aggiornamento

Abbiamo dato conto della vicenda in un post dal titolo “Una rivista scientifica italiana pubblica un articolo che nega il rapporto tra HIV e AIDS“.

Ora Nature (“Inquiry launched over AIDS contrarian’s teaching“) racconta ulteriori sviluppi della vicenda: l’Università di Firenze ha avviato un’indagine sul professor Ruggiero (quello che sostiene che l’AIDS si cura con lo yogurt probiotico, se avete letto la prima puntata).

L’8 febbraio 2012 HIVForum.info, un gruppo di pressione, ha scritto una lettera aperta in cui manifesta “estrema preoccupazione per la disattenzione con cui l’Università di Firenze appare affrontare le teorie insegnate e le attività poste in essere dal professor Marco Ruggiero, ordinario presso il Dipartimento di Patologia e Oncologia Sperimentali” sul tema “dell’HIV quale causa dell’AIDS.”

Mario Ruggiero

nature.com

Ben consapevoli della protezione che l’articolo 33 della Costituzione della Repubblica italiana offre alla libertà di ricerca e d’insegnamento, gli estensori della lettera aperta ritengono che “per non svilire l’importanza della libertà accademica, sia necessario che il metodo scientifico trovi sempre rigorosa applicazione” e informano di avere scritto al Rettore dell’Università di Firenze per chiedergli “di dissociare pubblicamente e nella maniera più netta l’istituzione da lui guidata da questa cattiva scienza.”

Secondo quanto afferma ora Nature, il rettore, dell’Università di Firenze prof. Alberto Tesi, ha dato risposta alla lettera il 29 febbraio, incaricando una commissione speciale interna di valutare “responsabilità e comportamenti nell’insegnamento” del biologo molecolare Marco Ruggiero.

Il portavoce dell’Ateneo Duccio Di Bari ha dichiarato a Nature che la commissione – che condurrà le sue audizioni a porte chiuse e che sanzionerà internamente ogni eventuale comportamento reprensibile – è formata da Elisabetta Cerbai (prorettore alla ricerca scientifica), Paola Bruni (professore ordinario di biochimica), Sergio Romagnani (professore emerito di immunologia) e Massimo Benedetti (responsabile dell’area ‘Affari generali, contenzioso e relazioni esterne’). La commissione “esaminerà se il comportamento del professor Ruggiero rispetta le linee-guida istituzionali sui contenuti dell’insegnamento e aderisce agli obiettivi del curriculum ufficiale delle scienze biologiche.” La conclusione dei lavori della commissione è attesa per il prossimo 15 aprile.

Dal canto suo, il professor Ruggiero si è dichiarato fiducioso nelle decisioni dell’ateneo fiorentino, simbolo della libertà di ricerca e d’insegnamento fin dai tempi di Galileo Galilei.

Tub-thumping

Qualche anno fa (caspita, ho controllato ed era il 1997!) è stata popolarissima una canzoncina allegra intitolata Tubthumping, contenuta in un album intitolato Tubthumper di un collettivo anarcho-rock (nientepopodimeno), i Chumbawamba.

Chumbawamba

wikipedia.org

Anche se non conoscevate i dettagli, probabilmente riconoscerete la canzoncina.

I miei figli l’adoravano e abbiamo il disco.

Piccolo problema: fino a oggi non sapevo che cosa tub-thumper significasse e non ho mai avuta una curiosità sufficiente da vincere la mia pigrizia e andare a vedere il lemma su un vocabolario. Tub è la vasca da bagno, mi dicevo, to thump significa battere con i pugni, quindi – non mi vergogno a dirlo – nella mia mente c’era l’immagine di una ragazza nella vasca da bagno, Alice Nutter o Jude Abbott, che canta “pissing the night away“, battendo il ritmo sui bordi.

Niente di tutto questo. Oggi ho imparato il significato della parola tub-thumping e mi è caduto il velo dagli occhi.

Secondo l’OED, tub-thumping – nome e aggettivo – fa riferimento all’espressione e al sostegno aggressivi e rumorosi di un’opinione o di un punto di vista.

Cito dalla rubrica Word of the Day del Merriam-Webster del 21 marzo 2012:

Tub-thumpers are a noisy (and sometimes amusing) lot. The earliest ones were preachers or public speakers with a predisposition for pounding their fists on the pulpit or lectern — perhaps to wake up their listeners! Back in the 17th century, the word “tub” was sometimes used as a synonym of “pulpit”; John Dryden, for example, used the word thus in 1680 when he wrote, “Jack Presbyter shall here erect his throne, Knock out a tub with preaching once a day.” “Tub-thumper” has been naming loud, impassioned speakers since at least 1662, when it was used by a writer named Hugh Foulis to describe “a sort of people … antick in their Devotions….”

Certo che il testo della canzoncina non aiutava a capire il significato del titolo!

We’ll be singing
When we’re winning
We’ll be singing

I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down

Pissing the night away
Pissing the night away

He drinks a whisky drink
He drinks a vodka drink
He drinks a lager drink
He drinks a cider drink
He sings the songs that remind him of the good times
He sings the songs that remind him of the better times:

“Oh Danny Boy, Danny Boy, Danny Boy…”

I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down

Pissing the night away
Pissing the night away

He drinks a whisky drink
He drinks a vodka drink
He drinks a lager drink
He drinks a cider drink
He sings the songs that remind him of the good times
He sings the songs that remind him of the better times:

“Don’t cry for me, next door neighbour…”

I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down
I get knocked down but I get up again
You’re never going to keep me down

We’ll be singing
When we’re winning
We’ll be singing

Vera Lynn

Does anybody here remember Vera Lynn?
Remember how she said that
We would meet again
Some sunny day?
Vera! Vera!
What has become of you?
Does anybody else in here
Feel the way I do?

Nessuno di noi ricordava, e nemmeno sapeva, scommetto. Certo non io, quando nel 1979 ascoltai per la prima volta ascoltai The Wall dei Pink Floyd.

Questa la versione nel concerto dal vivo di Roger Waters a Berlino, alla Potsdamer Platz dopo l’abbattimento del muro, nel 1990.

Subito dopo c’è il momento più emozionante del concerto, Comfortably Numb cantata da Van Morrison:

Un’altra versione (scusate la qualità acustica) con Waters al basso e Nick Mason (Pink Floyd storici) al basso e alla batteria, Paul Carrack al piano, Eric Clapton e Mike Rutherford (Genesis) alle chitarre.

 

Una tardiva reunion (Waters + Gilmour), 2011:

Ho divagato, come al solito. Era per fare gli auguri per il 95° compleanno di Vera Lynn, oggi 20 marzo 2011, e ascoltare il suo successo più noto (quello citato dai Pink Floyd, We’ll Meet Again).

Buon compleanno. E basta guerre, se possibile.

Vera Lynn

wikipedia.org

 

Distopìa

Secondo il Vocabolario Treccani, nella sua seconda, ma più frequente accezione (nel linguaggio medico, la distopia è lo spostamento – in genere per malformazione congenita – di un viscere o di un tessuto dalla sua normale sede):

Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa): le distopie della più recente letteratura fantascientifica.

Amo la fantascienza e di conseguenza adoro le distopie, e mentre parlo molti esempi mi si affollano nella mente, a partire da Erewhon di Samuel Butler, che mi sono trovato a raccomandare a un amico ignaro qualche giorno fa.

Secondo l’OED, il termine è stato inventato da John Stuart Mill nel 1868, ma già Jeremy Bentham nel 1816 aveva introdotto (con lo stesso significato) cacotopia: ci deve dunque essere un nesso profondo tra distopie a utilitarismo, ma al momento mi sfugge quale possa essere.

Wikipedia propone una lunga lista di opere narrative distopiche (tra cui, curiosamente, non c’è Erewhon), anche se ne sono citate molte altre che non io avrei messo: o perché non le ho lette, o perché non penso siano una distopia). Ecco la lista (tra parentesi quadra i miei commenti se ho letto il libro o, talora, visto il film):

Mah, lista molto discutibile, piena di buchi …

Ma adesso veniamo alla storia che volevo raccontarvi fin dall’inizio e che ho trovato qui:

Letters of Note: 1984 v. Brave New World

George Orwell

George Orwell / wikipedia.org

Ottobre 1949. 1984 è stato pubblicato da pochi mesi. George Orwell riceve una lettera da Aldous Huxley. Momento “forse non tutti sanno che …”: i due si conoscevano, perché oltre trent’anni prima, nel 1917, Huxley era stato per qualche tempo insegnante di francese di Orwell, a Eton. Huxley aveva pubblicato la sua distopia , Il mondo nuovo (Brave New World) 17 anni prima, nel 1932.

Quella che inizia come una lettera di lode diventa ben presto un confronto tra le prospettive presentate nelle due opere, e (prevedibilmente) Huxley resta convinto che la sua previsione sia più realistica. Ne sono convinto anch’io, dopo 80 anni, e resto anche convinto che Brave New World sia più bello di 1984.

Aldous Huxley

Wrightwood. Cal.
21 October, 1949

Dear Mr. Orwell,

It was very kind of you to tell your publishers to send me a copy of your book. It arrived as I was in the midst of a piece of work that required much reading and consulting of references; and since poor sight makes it necessary for me to ration my reading, I had to wait a long time before being able to embark on Nineteen Eighty-Four.

Agreeing with all that the critics have written of it, I need not tell you, yet once more, how fine and how profoundly important the book is. May I speak instead of the thing with which the book deals — the ultimate revolution? The first hints of a philosophy of the ultimate revolution — the revolution which lies beyond politics and economics, and which aims at total subversion of the individual’s psychology and physiology — are to be found in the Marquis de Sade, who regarded himself as the continuator, the consummator, of Robespierre and Babeuf. The philosophy of the ruling minority in Nineteen Eighty-Four is a sadism which has been carried to its logical conclusion by going beyond sex and denying it. Whether in actual fact the policy of the boot-on-the-face can go on indefinitely seems doubtful. My own belief is that the ruling oligarchy will find less arduous and wasteful ways of governing and of satisfying its lust for power, and these ways will resemble those which I described in Brave New World. I have had occasion recently to look into the history of animal magnetism and hypnotism, and have been greatly struck by the way in which, for a hundred and fifty years, the world has refused to take serious cognizance of the discoveries of Mesmer, Braid, Esdaile, and the rest.

Partly because of the prevailing materialism and partly because of prevailing respectability, nineteenth-century philosophers and men of science were not willing to investigate the odder facts of psychology for practical men, such as politicians, soldiers and policemen, to apply in the field of government. Thanks to the voluntary ignorance of our fathers, the advent of the ultimate revolution was delayed for five or six generations. Another lucky accident was Freud’s inability to hypnotize successfully and his consequent disparagement of hypnotism. This delayed the general application of hypnotism to psychiatry for at least forty years. But now psycho-analysis is being combined with hypnosis; and hypnosis has been made easy and indefinitely extensible through the use of barbiturates, which induce a hypnoid and suggestible state in even the most recalcitrant subjects.

Within the next generation I believe that the world’s rulers will discover that infant conditioning and narco-hypnosis are more efficient, as instruments of government, than clubs and prisons, and that the lust for power can be just as completely satisfied by suggesting people into loving their servitude as by flogging and kicking them into obedience. In other words, I feel that the nightmare of Nineteen Eighty-Four is destined to modulate into the nightmare of a world having more resemblance to that which I imagined in Brave New World. The change will be brought about as a result of a felt need for increased efficiency. Meanwhile, of course, there may be a large scale biological and atomic war — in which case we shall have nightmares of other and scarcely imaginable kinds.

Thank you once again for the book.

Yours sincerely,

Aldous Huxley

(Source: Letters of Aldous Huxley)

Non ci sono stelle verdi

Io sono molto miope e vivo in una città che produce un sacco di inquinamento luminoso, e dunque mi è molto difficile parlare del colore della stelle. Ma so che le stelle sono colorate.

Betelgeuse

Betelgeuse / wikipedia.org

Rigel

Rigel / wikipedia.org

Capella

Capella / wikipedia.org

Vega

Vega / wikipedia.org

Antares

Antares 7 wikipedia.org

Apprendo però da un articolo su Discover che non ci sono stelle verdi, e perché:

Why are there no green stars? | Bad Astronomy | Discover Magazine

Prendete un lanciafiamme e scaldate una barra di ferro (è un esperimento mentale, non fatelo realmente!): dopo un po’ diventerà rossa, poi arancione, poi bianco-bluastra. Poi fonderà.

Perché? Perché ogni oggetto al di sopra dello zero assoluto (circa –273 °C ) emette “luce”. Quanta luce, e con quale lunghezza d’onda, dipende dalla temperatura: più l’oggetto è caldo, più breve è la lunghezza d’onda della “luce” che emette. Gli oggetti più freddi emettono onde radio, quelli più caldi luce ultravioletta o raggi X. Soltanto entro un range molto piccolo di temperature gli oggetti caldi emettono luce visibile all’occhio umano (grosso modo le lunghezze d’onda tra i 300 e i 700 nanometri).

Ma gli oggetti non emettono luce di una sola lunghezza d’onda, ma emettono fotoni in una gamma di lunghezze d’onda, che formano una “firma” caratteristica: lo spettro del corpo nero. Più o meno così. In ascissa avete le lunghezze d’onda della luce emessa, in ordinata la loro intensità. La curva è a campana, ma asimmetrica. All’aumentare della temperatura di un oggetto, la curva si trasla verso sinistra, verso lunghezze d’onda più corte.

Blackbody curves

discovermagazine.com

Un oggetto a 4.200 °C ha il picco del suo spettro in corrispondenza dell’arancione. Scaldiamolo a 5.700 °C, la temperatura del Sole, e il picco si sposta tra verde e blu. Scaldiamolo ancora e ci muoviamo al blu, al violetto, e infine all’ultravioletto: le stelle più calde non emettono luce a noi visibile.

Un momento: ho detto che il Sole ha un picco tra verde e blu. E allora perché non lo vediamo verde-blu?

Ma allora non eravate attenti! Abbiamo detto che non emette una sola lunghezza d’onda, ma una gamma di lunghezze d’onda che, come vedete nel grafico, abbraccia tutta la luce visibile. Come abbiamo imparato a scuola dall’esperimento del prisma, quando mescoliamo i colori dell’iride il risultato è il bianco. Sì, il bianco: la luce solare è bianca, non gialla come disegnano il sole i bambini, e infatti le nubi e la neve (e le pagine bianche) le vediamo bianche.

OK, tutto chiaro, adesso. Ma, mi direte, sicuramente posso girare le manopole della temperatura in modo da produrre una gamma di lunghezze d’onda che mi produca una stella rossa come Betelgeuse, blu come Rigel, gialla come Capella, zaffiro come Vega, arancio come Antares, verde come …

No, verde no. Ma non è colpa delle stelle, è (prevalentemente) colpa del nostro sistema nervoso.

I nostri occhi hanno due tipi di recettori, i coni e i bastoncelli. I bastoncelli sono fondamentalmente sensibili all’intensità della luce, non alla sua lunghezza d’onda, e quindi qui non ci interessano. Ci sono 3 varietà di coni, ognuno particolarmente sensibile a una lunghezza d’onda (cioè a un colore): al rosso, al verde, al blu.

Una fragola, ad esempio, eccita dannatamente i “coni del rosso” e lascia indifferenti quelli del verde e del blu. Ma, come abbiamo detto, la maggior parte degli oggetti non emette o riflette una sola lunghezza d’onda (un solo colore.) Un’arancia eccita i coni del rosso circa il doppio di quanto non ecciti i coni del verde, e lascia in quiete i coni del blu. Quando il cervello riceve questo tipo di messaggio dai tre tipi di coni lo interpreta come “arancio”. Se gli arriva eccitazione dai coni del rosso e del verde in misura grosso modo eguale, lo interpreta come “giallo”, e così via.

Dai color primari all'intera gamma

wikipedia.org

Adesso tornate a guardare il primo grafico e osservate come si modifica la curva, spostandosi verso sinistra e diventando più appuntita quando la stella si riscalda, spostandosi verso destra e appiattendosi quando la stella si raffredda. Per avere una stella verde sarebbe necessaria una stella di media temperatura ma con uno spettro appuntito e centrato sul verde. Ma questo non è possibile. Niente stelle verdi.

L’Irlanda senza nubi

Anche se non ci siete stati, vi renderete subito conto che è un’immagine rarissima. Sarebbe difficile anche per l’Italia, ma neppure una nuvola sul cielo d’Irlanda è il modo migliore per festeggiare San Patrizio, anche se con un giorno di ritardo.

Eire

dailydish.typepad.com

LA foto è della NASA e io l’ho trovata qui.

La colonna sonora, ovviamente, è questa:

Troppo facile (sulle spalle dei giganti 2.0)

Le palle dei giganti

Arnaldo Pomodoro

gallery.cortesi.info

Alle spalle dei gitanti

Costa Concordia

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