I guerrieri di terracotta

L’11 luglio 1975 è la data (convenzionale, come accade per i processi estesi nel tempo) dello scavo della tomba dell’imperatore Qin Shi Huang e della scoperta dell’esercito degli 8.000 guerrieri di terracotta.

Ho visitato il museo, ormai più di 10 anni fa (ci ho anche preso una multa per aver buttato una cicca di sigaretta per terra nel piazzale antistante – abbastanza paradossale in un paese in cui, almeno all’epoca, la gente sputava continuamente per terra, anche al chiuso!). Veramente impressionante. 8.000 sono tanti!

Qin Shi Huang è importante e famoso (in Cina; noi eurocentrici non ne sappiamo nulla…) per avere unificato il paese sotto un unico imperatore, circa 200 anni BCE (before the common era, come si dice adesso, per non dire “avanti Cristo”). Oltre che con la guerra, Qin Shi Huang ottenne questi risultati con le riforme (linguaggio e moneta comune, anzitutto), ma anche con la repressione spietata dell’opposizione (soprattutto quella intellettuale dei seguaci di Confucio) e con la schiavitù (soprattutto per lavorare alla Grande muraglia). Non si fa una frittata senza rompere le uova – come diceva, mi pare, Stalin (altro bell’esempio!).

La realizzazione dell’esercito degli 8.000 guerrieri di terracotta è un bel miscuglio di modernità e oscurantismo. La motivazione pare fosse quella di disporre di un’armata di guardie del corpo anche nell’aldilà (quando uno ha un’ego smisurato, perché fermarsi?). L’innovazione tecnica, quella della catena di montaggio: i pezzi (arti, armature, teste…) venivano modellati e cotti in serie, e poi montati. Non di meno, ci vollero quasi 40 anni e 700.000 schiavi per completare il tutto. La ciliegina sulla torta: per evitare che si potesse scoprire il luogo della sepoltura, si narra, tutti quelli che ci avevano lavorato furono sterminati.

Non funzionò, ovviamente. Sia perché c’era un problema di regresso all’infinito (chi sterminò gli sterminatori? chi gli sterminatori degli sterminatori?), sia perché l’informazione è peggio dell’argento vivo, ti scappa da tutte le parti. E infatti la necropoli fu saccheggiata più volte.

2 Risposte to “I guerrieri di terracotta”

  1. wu ming Says:

    Quando lessi sul giornale dei guerrieri di terracotta e vidi le immagini in tv provai una grande emozione e così quando li portarono alle Scuderie del Quirinale mi precipitai a vederli. La delusione fu cocente: quegli inquietanti guerrieri, dissotterrati, esposti in grandi vetrine, illuminati, seppure debolmente, avevano perso tutta la loro ambigua epicità.

  2. borislimpopo Says:

    Non ho visto la mostra al Quirinale, ma penso che non siano statue da vedere una per una. L’effetto è dato da quell’esercito impietrito in una specie di hangar (vedi foto)


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